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giovedì 28 maggio 2015

Basilico: per i GRE Lazio NO all'avvelenamento di Stato con il Fosetil-Alluminio

Il Ministero della Salute, con il DM 12 maggio 2015, ha autorizzato in via straordinaria l'utilizzo del Fosetil-Alluminio per contrastare la Peronospora belbahrii, un fungo devastante che sta mettendo in pericolo le produzioni di basilico e di pesto in tutto il mondo.
Secondo i GRE Lazio, tuttavia, la soluzione che le Istituzioni hanno deciso di praticare potenzialmente può esporre a gravi rischi la salute dei consumatori e l'ambiente: il fungicida sistemico MAESTRO WG ADVANCE, infatti, è considerato tossico per l'ambiente ed è registrato esclusivamente per viti, agrumeti e pomacee. La Bayer, celebre casa farmaceutica tra i produttori del farmaco, lo considera "irritante e pericoloso per l'ambiente" ed invita ad approfondire le indicazioni riportate in etichetta. Così, leggendo queste indicazioni, si scopre che alla sezione 2, "identificazione dei pericoli", la sostanza è definita, secondo la direttiva EU 67/548/CEE e quella 1999/45/CE irritante.
Le modalità di coltivazione del basilico in serra, di contro, non si sposano con le modalità di somministrazione di questa sostanza, che andrebbe interrotta 14 giorni prima del raccolto, mentre la produzione di basilico è continua.
Inoltre il Fosetil-Alluminio penetra rapidamente nei tessuti vegetali, e manifesta una sistemia ascendente e discendente che consente anche la protezione delle foglie non bagnate direttamente o formatesi dopo il trattamento.
Non si può pertanto escludere che il farmaco entri nella catena alimentare, esponendo potenzialmente i consumatori al rischio di assunzione di un metallo pesante.
Poiché secondo gli scienziati la diffusione della Peronospora belbahrii sul basilico coltivato in serra è dovuta principalmente all'irrigazione a pioggia che genera il clima umido favorevole al parassita, le soluzioni non possono - a nostro avviso - che essere di tecnica colturale (irrigazione localizzata), nonché l'utilizzo di oli essenziali vaporizzati (timo e santoreggia), unitamente con la concimazione con prodotti sostenibili (fosforo).

Parco di Labaro Colli d'Oro: il comitato chiede l'abbattimento dell'ecomostro

Riceviamo e pubblichiamo

Abbiamo lanciato questa petizione che proseguirà anche con una raccolta firme per chiedere al Sindaco Ignazio Marino ed agli assessori competenti il ripristino del parco di Labaro Colli D’oro con il reimpianto degli alberi e la restituzione del parco ai cittadini.

Vi invitiamo tutti a guardare questo video , che abbiamo girato giorni fa per mostrare il tremendo impatto ambientale che produce questo eco mostro abbandonato da più di un anno.
È stata revocata da poco la concessione per le gravissime inadempienze e già c’è chi parla di riqualificare l’area (le stesse parole usate prima di costruire la struttura) di rifare bandi di gara.
Ognuno ha già la sua soluzione, già arrivano proposte di speculatori di turno che si offrono per progetti “sociali”, ma siamo certi che nessuno fa nulla per nulla, senza ritorni economici e questi processi, come spesso accade, non si possono controllare.
ADESSO BASTA !
Vi chiediamo di firmare questa petizione per chiedere IL RIPRISTINO dell’area con il reimpianto degli alberi tagliati e la restituzione del parco ai cittadini del quartiere e dell’intero municipio XV. 
Il nostro obiettivo è quello di raggiungere più firme possibili ed abbiamo bisogno anche del tuo sostegno.
Puoi saperne di più e leggere la petizione qui:
https://www.change.org/p/al-sindaco-di-roma-ignazio-marino-ripristino-del-parco-di-labaro-colli-d-oro
Grazie!
FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE!!

Regione Lazio, piano arenili: garantire alternanza tra spiagge libere e stabilimenti

Il Consiglio Regionale del Lazio ha messo mano al nuovo piano arenili, che dovrà disciplinare l'utilizzo del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative, modificando la vigente normativa del 227.
L'impatto sarà soprattutto sull'utilizzo delle spiagge e prevede l'introduzione della “spiaggia libera con servizi” e distinta da “spiaggia libera”.
Con la nuova normativa ciascun Comune litoraneo dovrà limitare - tramite l'approvazione di un apposito Piano - al 50% le porzioni di spiagge date destinate agli stabilimenti balneari, che comunque dovranno garantire l'accesso libero fino al bagnasciuga, ed inoltra abolisce il rinnovo automatico delle concessioni.
La proposta di legge regionale prevede che un'equilibrata distribuzione delle spiagge libere in ciascun territorio, ma i GRE Lazio chiedono uno sforzo di indirizzo maggiore: fenomeni estremi come quelli verificatisi ad Ostia, ad esempio, possono essere prevenuti solo garantendo una progressiva alternanza tra spiagge libere e stabilimenti balneari.
Chiediamo inoltre che non vi sia una pericolosa transitorietà, approvando in tempi brevi le linee guida per i Comuni e prevedendo anche i meccanismi di sostituzione nella programmazione della destinazione degli arenili in caso di "abuso" degli Enti Locali rispetto alla normativa superiore.
Resta inoltre il nodo della manutenzione e della sorveglianza delle spiagge libere, mentre per le spiagge libere attrezzate i servizi a pagamento possono essere gestiti o direttamente dall'Ente Locale o, ai sensi dell’art. 45 bis del Codice della Navigazione, a terzi soggetti (società pubbliche o consortili, cooperative sociali, privati, ...): anche nella gestione di tutto ciò riteniamo che la Regione debba esercitare le doverose funzioni di controllo, raccogliendo idonei flussi informativi da parte dei Comuni litoranei, ma anche che al rischio di prevenire abusi di qualunque sorte i gestori effettivi rendano noti e visibili ai fruitori le prestazioni che sono autorizzati ad erogare e le corrispondenti tariffe massime previste dall'Ente Locale.