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martedì 21 giugno 2016

Xylella, le nostre tesi approdano alla Northwestern University di Chicago

University Hall, Northwestern University
Il ricercatore Thomas Simpson è professore associato presso la Northwestern University di Evanston e Chicago, nell'Illinois, nonché autore di un blog in inglese dedicato all'emergenza Xyella in Puglia con lo scopo di offrire al mondo anglofono una fonte d’informazione oggettiva e affidabile sul problema controverso e delicato che stanno vivendo gli uliveti salentini. 

Ebbene, il professor Simpson ci ha scritto perché ha ritenuto che il nostro rapporto sulla xylella dovesse essere pubblicato anche sul blog da lui curato e veder tradotte in inglese la prefazione e le conclusioni.

Tale interesse ci soddisfa per due motivi: il primo, nel merito, perché non senza un pizzico di presunzione riteniamo che il lavoro che abbiamo editato e a cui hanno contribuito organizzazioni e ricercatori di massimo spessore sia la prima sistematizzazione della problematica scevra da guerre di posizione; e la seconda, nel metodo, perché la scelta della democrat research, ovvero raccogliere idee e studi e condividerli in maniera aperta sottoponendoli ai contributi ed alle critiche della comunità scientifica è una scelta coraggiosa e in netta controtendenza.


martedì 14 giugno 2016

Agricolae.eu denuncia: "la Regione Lazio non monitora i pesticidi nelle acque interne"

Luigi Cerciello Renna
Presidente del Centro Studi AgriEthos
Docente di Diritto Ambientale

Secondo il docente di diritto ambientale dell'Università di Salerno nonché presidente del Centro Studi AgriEthos, che ha analizzato direttamente i dati disaggregati dell'ISPRA del Ministero dell'Ambiente, nel Lazio si registrano "in relazione ai dati del 2014 appena 5 siti di monitoraggio e 47 campioni esaminati nell'intero territorio regionale per le acque superficiali (dietro tutte le altre; contro i 303+2.179 della Lombardia e i 155+774 del Veneto), mentre per le acque sotterranee 21 siti di monitoraggio e 153 campioni esaminati (alle spalle, solo la Valle d’Aosta e le Province di Trento e Bolzano; contro i 521+1.030 della Lombardia e i 333+641 del Piemonte)".

Ciò denota anche quantitativamente quanto i Gruppi di Ricerca Ecologica denunciano da tempo, ovvero l'assoluta inadeguatezza del monitoraggio, e pertanto della prevenzione dell'inquinamento da pesticidi nelle acque interne: laghi, fiumi, torrenti, canali, falda freatica.

Il lago di Vico, afflitto da un'alga rossa e da arsenicati
Immagine tratta da www.viterbopost.it
Una vera e propria emergenza, che ha raggiunto picchi di un'estrema gravità in bacini come il lago di Vico, dove il livello di inquinanti è tale da minarne addirittura la balneabilità: l'ennesimo smacco per il l'approssimazione dell'Amministrazione regionale che appena a maggio, con decreto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ha classificato il lago di Vico balneabile e le sue acque di qualità eccellente, salvo essere immediatamente smentita dalla stessa Arpa Lazio che, con le sue rilevazioni, ha indotto il Comune di Ronciglione ad emettere un'ordinanza di non balneabilità temporanea dal 26 maggio 2016.

Di una cosa c'è certezza, come ipotizzato dallo stesso professor Cerciello Renna: la mancanza di una leale collaborazione istituzionale tra pubbliche amministrazioni appartenenti ad un diverso livello di governo, principio sancito dal legislatore e ribadito dal Consiglio di Stato e dalla Corte Costituzionale.



domenica 12 giugno 2016

Il killer glifosate

Online e liberamente scaricabile "Il killer glifosate", la nuova pubblicazione a cura dei GRE LAZIO frutto del lavoro di Pietro Massimiliano Bianco, Valter Bellucci, Carlo Jacomini (ISPRA, Dipartimento Difesa della Natura), Rosalba Tamburro (Università “la Sapienza” di Roma, Dipartimento di Biologia Ambientale), Roberto Ronchetti (Professore Emerito di Pediatria presso Sapienza Università di Roma)


venerdì 3 giugno 2016

Sostegno al Forum italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio

Molto grave e assolutamente da evitare che la modifica al “Decreto trasparenza” abroghi l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di rendere note le proposte di trasformazione urbanistica prima che esse siano portate all'approvazione. 


La rete delle oltre 1.000 organizzazioni che compongono il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” (www.salviamoilpaesaggio.it) invita il Presidente della Repubblica e il Governo a rivedere con urgenza un punto fondamentale dello schema di decreto legislativo modificativo del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33 (c.d. "decreto trasparenza") approvato dal Consiglio dei Ministri il 16/5 u.s. e rubricato “revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza …”. 

Ci riferiamo, in particolare, alla "trasparenza dell'attività di pianificazione e governo del territorio", attualmente normata dall’articolo 39 del D.Lgs. 14/3/2013 n. 33, di cui pare esserne decisa dal Consiglio dei Ministri la sorprendente abrogazione dell’importante lettera b del comma 1. Tale punto così recita: «per ciascuno degli atti di cui alla lettera a) sono pubblicati, tempestivamente, gli schemi di provvedimento prima che siano portati all'approvazione; le delibere di adozione o approvazione; i relativi allegati tecnici». 

Per atti di cui alla lettera a) sono intesi tutti gli atti di governo del territorio, tra gli altri i piani territoriali, i piani di coordinamento, i piani paesistici, gli strumenti urbanistici generali e di attuazione, nonché le rispettive varianti. 

Si tratta oltretutto dell’abrogazione di una procedura di pubblicizzazione degli atti grazie alla quale, in caso di mancata pubblicazione preventiva, gli atti non acquisivano efficacia né potevano produrre effetti. Un punto di fondamentale importanza in quanto offre la democratica possibilità a qualunque cittadino o portatore di interessi di essere informato prima e di disporre del tempo necessario per la relativa valutazione e la preventiva presentazione di eventuali contributi tecnici in grado di equilibrare le scelte unilaterali delle amministrazioni. 

Riteniamo pertanto che la sua abrogazione rappresenti un grave errore, che non esprime la ricerca di dialogo, pubblicità e trasparenza da tutti auspicata e che metta gravemente a rischio sia il principio di carattere generale volto a tutelare la trasparenza e la pubblicità degli atti della P.A., che il diritto di partecipazione della cittadinanza. 

Per tale palese motivo invitiamo il Governo a rinunciare alla sua promulgazione.