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venerdì 28 luglio 2017

Roghi tossici: la Commissione parlamentare d'inchiesta chiede di incontrare i GRE

Ennesimo rogo tossico nel quadrante Est di Roma
Dopo l'esposto che abbiamo presentato insieme ai Comitati di Quartiere e dopo la lettera aperta al Ministro dell'Interno Marco Minniti, qualcosa nelle Istituzioni sembra muoversi.
I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio sono stati invitati, il prossimo martedì 1° agosto, ad incontrare una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, presieduta dall'On. Andrea Causin (gruppo Forza Italia - PDL - Berlusconi Presidente)
La Commissione, nell'ambito delle proprie attività istituzionali, effettuerà un sopralluogo in alcune zone del IV, V, VI e VII Municipio di Roma Capitale, e, in particolare, nelle aree limitrofe ai campi rom di via Salviati, via di Salone, viale Kennedy in località “La Barbuta”, via di Torrespaccata angolo viale Palmiro Togliatti e via Casilina presso il parco di Centocelle. 
I GRE e le associazioni rappresentative dei cittadini residenti nei Municipi di Roma Capitale IV, V, VI e VII accompagneranno i parlamentari in questo "tour all'inferno" al fine di farli rendere conto in prima persona delle inqualificabili condizioni di degrado ambientale e sociale generate da anni di abbandono amministrativo e istituzionale.
La Commissione è stata istituita dalla Camera dei deputati con delibera del 27 luglio 2016. Il suo compito principale è la verifica dello stato del degrado e del disagio delle città e delle loro periferie, con particolare riguardo alle implicazioni socio-economiche e di sicurezza, attraverso l'esame di una serie di fattori:
  • struttura urbanistica e composizione sociale dei quartieri periferici;
  • realtà produttive presenti nelle periferie urbane e fenomeni ad esse collegate, quali: tassi di occupazione, disoccupazione (in particolare femminile e giovanile), lavoro sommerso, lavoro precario, situazione dei giovani che non studiano, non lavorano, non seguono corsi di formazione professionale (i cosiddetti NEET o né-né);
  • forme di povertà, marginalità e di esclusione sociale;
  • istruzione e offerta formativa;
  • distribuzione delle risorse infrastrutturali  e situazione della mobilità;
  • distribuzione dei servizi collettivi: scuole, strutture formative, sanitarie, religiose, culturali e sportive;
  • presenza di migranti, di loro associazioni e di organizzazioni finalizzate alla mediazione culturale e all'inclusione.

La Commissione inoltre ha i seguenti compiti:
  • accertare il ruolo delle istituzioni locali nelle gestione delle politiche rivolte alle periferie e le forme di partecipazione attive della cittadinanza;
  • acquisire le proposte di miglioramento sociale delle periferie da parte delle istituzioni territoriali e dalle associazioni locali (associazioni di cittadini, parrocchie, sindacati, organizzazioni di utenti e consumatori, organizzazioni delle diverse etnie presenti);
  • verificare lo stato di attuazione delle zone franche urbane; 
  • valutare le esperienze positive realizzate nelle città italiane ed europee;
  • riferire alla Camera dei deputati proponendo interventi, anche di carattere normativo, al fine di contrastare le situazioni di degrado delle città.

martedì 25 luglio 2017

Roghi tossici a Roma e Ciampino: i GRE si rivolgono al Ministro Minniti

Lettera aperta al Ministro dell'Interno 
dei CdQ e Associazioni di Roma Sud-Sud Est e CdQ di Ciampino.

Marco Minniti, Ministro dell'Interno
Egregio sig. Ministro,  

smaltita la delusione per la Sua risposta all'interrogazione parlamentare dell'Onorevole Rampelli, constatiamo la  consapevolezza da parte dell' Istituzione da Lei Amministrata e Diretta  del grave problema, ma la Sua risposta ci è parsa, cosi come a molti altri Cittadini sottoposti agli effetti nocivi dell'attività criminale che in quei luoghi indubbiamente esiste, largamente inadeguata, perché vaga e lacunosa.

Gli scriventi si chiedono  e Le chiedono, come mai e sulla base di quali evidenze, il Ministro dell'Interno possa affermare che quei territori siano sotto il controllo dello Stato, quando giornalmente, in molti Quartieri italiani si verificano roghi di altissimo impatto visivo ed innegabili effetti negativi per la salute pubblica, la salubrità ambientale, la mobilità e la sicurezza pubblica sia di molti Residenti dei Campi che degli oltre cinquecentomila Residenti con essi confinanti.

È ovvio che i roghi, indipendentemente dall'intensità, ovvero il discrimine che determina gli interventi dei Vigili del Fuoco, non sono affatto diminuiti. I Residenti sanno bene che c'è stato solo un cambio di modalità di "ripulitura" dei materiali, infatti oggi si attuano una serie di micro roghi, in diverse ore del giorno, e solo per altri motivi si ricorre a roghi che richiedono l'intervento dei Vigili del Fuoco. 

I roghi poi sono solo l'ultimo atto di una serie di attività criminose come furti, rapine e raccolta illecita di rifiuti speciali e pericolosi, poste in essere da sodalizi criminali che per ottenere omertà utilizzano metodi tipo mafioso, come intimidazioni tutt'altro che verbali, anzi violente.

Siamo consci che l'attività è oggetto di indagine delle Forze dell'Ordine, ci mancherebbe ciò non fosse, ma oltre 15 anni di esperienze dimostrano che le attività poste in essere fino ad oggi non sono sufficienti.

Concludendo, i Comitati e Associazioni civiche di Roma, in Coordinamento nazionale per il contrasto dei roghi tossici all'interno e nelle adiacenze  dei Campi Nomadi, chiedono di dare ai Prefetti  poteri speciali previsti nei casi di specie, risorse economiche, mezzi e personale, per un contrasto efficace al fenomeno e per la risoluzione definitiva del grave problema.

I Cittadini, consapevoli di non avere idonee  conoscenze istituzionali, tecniche, professionali e giuridiche,  non hanno la presunzione di fare proposte applicabili al caso in oggetto, ma desiderano cooperare.

Si attendono però da Lei, dal Governo di cui fa parte in unione con Sindaci e Prefetti, di tutte le città italiane interessate dalla succitata attività criminale, iniziative concrete e immediate per la definitiva cessazione dei roghi tossici. 

Fermare i roghi e le altre attività criminali, è solo il primo passo per migliorare la Qualità di Vita per tutti i cittadini di qualsiasi etnia essi siano, ed inoltre restituirebbe la libertà in primis a chi in quelle segreganti realtà ad oggi vive, e consentirà  di salvaguardare la sicurezza e la salute di Tutti.

Un vento che sempre più forte soffia è  quello del rogo sociale del razzismo, il quale   è senza dubbio alimentato dalla mancanza pluridecennale di soluzione al problema.

Una soluzione seppur tardiva consentirebbe  l'avvio di una nuova modalità di interazione che permetta un percorso di vera inclusione.

Un Paese civile che ha dimostrato grande capacità nell'affrontare problemi di ordine pubblico, di terrorismo e di criminalità organizzata, sia nel presente che nel passato, non può liquidare questo problema quasi come ineluttabile, affermando che può essere soltanto contenuto nelle dimensioni (“mitigare”) .

Manca, dunque, una precisa volontà  politica, le cui ragioni ci sfuggono, di  estirpare il fenomeno in maniera definitiva e radicale? 

I cittadini non si arrendono.

I CdQ ed Associazioni firmatarie di questa lettera, unitamente a tutti quei cittadini che sono sottoposti ogni giorno ai roghi tossici, continueranno a tenere alta l’attenzione mettendo in campo ogni altra utile iniziativa con lo scopo di debellare definitivamente il grave fenomeno, coinvolgendo anche le Istituzioni sovranazionali, pur consapevoli di esporre il paese alla risibilità delle altre Nazioni Europee che dimostrano maggiore attenzione ai problemi legati alla tutela dell’ambiente e della salute delle persone.

In attesa di urgentissimo riscontro, ribadiamo la nostra disponibilità a fornire sempre fattiva collaborazione a tutte le Istituzioni e cogliamo l'occasione per cordialmente salutare. 

CdQ Morena
CdQ Colli Aniene Bene Comune
CdQ Rebibbia
CdQ Nuova Ponte di Nona
CdQ Torraccia
CdQ Tor Sapienza
CdQ Campo Romano Casalotto
CdQ Villa Senni Centroni
CdQ Statuario Capannelle
CdQ La Rustica
CdQ Vermicino

GRE Gruppi Ricerca Ecologica
Associazione Tipiattivi
Associazione Vivere Colli Aniene
Associazione Casal Monastero
Associazione Culturale Rinascita
Associazione QuelloCheDavveroConta

CdQ Folgarella in unione con Tutti i CdQ del Comune di Ciampino

domenica 23 luglio 2017

Lago di Bracciano, bene lo stop ai prelievi idrici

A causa di rotture o di allacci abusivi, la rete idrica di Roma
gestita da Acea perde il 40% dell'acqua
Fonte: Blue book di Utilitalia, la federazione
che riunisce i gestori dei servizi pubblici italiani
Dopo tre settimane dal grido d'allarme lanciato dai Sindaci di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Bracciano, dal Presidente del Parco naturale di Bracciano e Martignano e dal Consorzio Navigazione, a cui i GRE Lazio aderirono prontamente, la Regione Lazio si è decisa ad intervenire, ordinando di sospendere la captazione dal bacino idrico a 40 km a nord di Roma.

Quello di Bracciano è il principale lago del complesso Sabatino, che ospita anche i laghi di Martignano e Monterosi, e dal 1995 è un SIC (il sito di interesse comunitario IT6030010), con un perimetro di 31,5 km ed un'estensione di 5.864 ettari e coperto al 35% dall'habitat 3150 (Laghi eutrofici naturali con vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition) e al 30% dall'habitat 3140 (Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.), sulla base di Natura 2000, la rete di aree destinate alla conservazione della biodiversità sul territorio dell'Unione Europea, istituita dall'Art. 3 della Direttiva 92/43/CEE del 12 maggio 1992, nota con il nome di "Direttiva Habitat", relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche.
Lago di Bracciano - in verde il limite del SIC,
in giallo il limite della ZPS

Ed il lago di Bracciano è anche all'interno della zona di protezione speciale denominata "Comprensorio Bracciano - Martignano" (ZPS IT6030085),  estesa per ben 19.554 ettari. 

Stamattina (23 luglio) il livello idrometrico del lago segnava -164 cm: le rive si sono allungate per decine di metri, i pilastri di sostegno dei pontili normalmente in acqua sono visibili fino alla loro base, la flora ripariale a vegetazione macrofitica sommersa non esiste praticamente più e la riproduzione delle tre famiglie di Ciprinidi che caratterizzano la l'ittiofauna meritevole di protezione ai sensi della Direttiva Habitat (la rovella - Rutilus rubilio, il varione - Leuciscus souffia, ed il barbo italico - Barbus plebejus) e che avviene in acque base tra maggio e luglio è ormai messa a serio rischio. Con pesanti ricadute sulla biodiversità.

Non tutti sanno che, amministrativamente, oltre ai Comuni Anguillara
Sabazia, Trevignano R. e Bracciano, circa 2 km della sponda del lago
(in località Polline) appartengono al Comune di Roma Capitale
Le criticità del lago di Bracciano non vengono certo scoperte oggi. Già nel 2009, il piano di gestione dell'intera area evidenziava che la generale tendenza al riscaldamento e la riduzione delle precipitazioni (particolarmente critica in questa torrida estate 2017) hanno un effetto diretto sulla termica lacustre, sui tempi teorici di ricambio idrologico, sulla quota media del pelo libero dell’acqua. 


A questi fenomeni da monitorare, si aggiungono gli interventi e le attività antropiche che ne intensificandone l’effetto: 
  • modificazioni nell'uso del suolo nel bacino idrografico sversante, con conseguente cambiamento (alterazione) delle dinamiche di corrivazione delle acque, della qualità e quantità del trasporto di specie chimiche dilavate dai suoli (in primis, pesticidi, diserbanti e fertilizzanti): questo fenomeno, legato anche a recenti cambiamenti nelle attività umane prevalenti (agricoltura, pastorizia, ecc.), è sempre attivo; 
  • emungimenti di acque sotterranee tramite pozzi perforati all'interno del bacino, che producono certamente un abbassamento delle falde superficiali e una perdita nel bilancio idrologico generale; 
  • emungimenti abusivi di acque superficiali dal lago, seppure sicuramente meno numerosi dei precedenti; 
  • emungimenti per uso idropotabile interno al bacino lacustre ed esterno al bacino, di cui il più rappresentativo è sicuramente identificabile con il rilevante prelievo effettuato da ACEA ATO2 Spa per la città di Roma;
  • raccolta e collettamento delle acque reflue degli abitati di Bracciano, Anguillara e Trevignano tramite l'anello circumlacuale realizzato tra il 1982 e il 1984 e relative stazioni di rilancio: il successivo conferimento delle acque al depuratore del COBIS di Cesano, se da una parte allontana dal lago il rischio di apporti (soprattutto organici) inquinanti e/o eutrofizzanti, dall'altra sottrae una cospicua quantità d’acqua al bilancio idrologico lacustre, depauperandolo ulteriormente. L'emissario naturale del lago poi è penalizzato dalla scarsa qualità ecologica delle acque sversate dopo la depurazione (il depuratore COBIS non attua abbattimento dei nutrienti) dovuta ad eccessivo carico organico, che preclude alla fauna ittica un prezioso corridoio ecologico di rimonta al lago: in passato il fiume Arrone presentava una portata media superiore al metro cubo al secondo, ma a seguito della derivazione realizzata negli anni ‘60 dall’ACEA (Acquedotto Paolo), il deflusso si è gradualmente ridotto fino ad annullarsi ed ormai è abbandonato e con interrimento della bocca.

Ma quali interventi porre in essere, nel breve periodo, per il lago di Bracciano? Per i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, nel brevissimo periodo:
  1. è indispensabile acquisire dati quantitativi incontrovertibili sugli emungimenti interni al lago attuati tramite pozzi (abusivi e non), chiudendo o sanando quelli irregolari dopo averne attentamente valutata l’entità;
  2. gli emungimenti superficiali dal lago vanno rigorosamente esaminati, così come eventuali sversamenti fognari che sfuggano ad una sia pur minima procedura di depurazione;
  3. l'emungimento a scopo idropotabile di ACEA ATO2 SpA, il principale indiziato della attuale condizione di deficit idrologico del lago, va controllato con un sistema autonomo ed indipendente, gestito dal Parco in collaborazione con l'ISPRA e le associazioni ambientaliste, monitorando le variazioni di livello (ma anche di molti altri parametri importanti) su base oraria, giornaliera, stagionale e annuale così da interpretare e valutare l’entità e le modalità di variazione imputabili alla crisi idrologica generale (fattore remoto) o all’emungimento forzato (fattore prossimo), rivedendo le entità, ma anche le modalità del prelievo idrico, nonché della restituzione delle acque reflue, che sono oggi avviate ad altro corpo recettore (Torrente Arrone) esterno al bacino sversante di Bracciano.  
Lago di Bracciano: mappa con le batimetriche
(scalini e variazioni di profondità)
Successivamente, bisognerà intervenire per tutelare, conservare o ripristinare la fascia litorale a vegetazione arborea igrofila, la fascia ad elofite, la battigia, la fascia a vegetazione macrofitica sommersa, fino al limite inferiore delle grandi Caracee (che nel lago di Bracciano si trovano -20/22 m di profondità), che rappresentano l’ambito ecologico maggiormente alterato e nel contempo più suscettibile di peggioramento, per il quale devono assolutamente essere previsti interventi di miglioramento ecomorfologico.

In primis va arrestata con decisione qualunque attività intesa a produrre danno o scomparsa di essenze tipiche del litorale, qualsiasi sfalcio di “pulizia”, qualsiasi alterazione dell’immediato sottoriva, anche legata ad azioni di eccessivo calpestio legato alla balneazione, pesca indiscriminata (grandi sciabiche), impatto da dilavamento. 

Vanno poi favoriti interventi (controllati) di ripristino della vegetazione emersa e sommersa originaria, e di ripascimento/rinaturalizzazione di zone modificate per la realizzazione di manufatti, massicciate, banchine.   

domenica 16 luglio 2017

Forcuti (Gre Lazio): "Incendi: ecco le pene e le sanzioni"

Incendio a ridosso del confine del Parco di Veio
La legge quadro sugli incendi boschivi (Legge 21 novembre 2000, n. 353) ha introdotto il reato di incendio boschivo come fattispecie delittuosa autonoma: il nuovo articolo 423 bis del Codice Penale prevede che chiunque cagiona dolosamente un incendio su boschi, selve e foreste o vivai forestali destinati al rimboschimento, propri od altrui, è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se l’incendio boschivo è cagionato per colpa la pena prevista è la reclusione da 1 a 5 anni. È inoltre prevista la reclusione da 6 a 15 anni se dall'incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all'ambiente. Infine le pene sono aumentate se dall'incendio deriva un pericolo per edifici o un danno sulle aree protette. 

Ci sono poi due ipotesi di aggravanti, previsti dall'articolo 423 bis c.p., e che possono far raddoppiare le pene: se dall'incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all'ambiente (ad esempio, se nell'incendio boschivo sono stati inceneriti degli alberi monumentali, se la superficie boschiva bruciata è stata di vaste dimensioni oppure se è stata rinvenuta una grossa quantità di fauna selvatica morta), o se dall'incendio deriva un pericolo imminente e concreto per gli edifici o un danno ambientale sulle aree naturali protette come i parchi nazionali e regionali, le riserve statali e regionali, le oasi, le zone di protezione speciale ed i siti d’importanza comunitaria.

Ricordiamo (soprattutto ai Sindaci e agli altri amministratori locali) che, al fine di garantire la conservazione e la difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale, l'art. 10 comma 1 della legge 353/2000, modificato dall'art. 4, comma 173, L. 24.12.2003, n. 350, con decorrenza dal 01.01.2004 ha prescritto che: 

  • le zone boscate e i pascoli i cui soprassuoli sono stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio per almeno quindici anni dall'avvenire dello stesso. Deve essere espressamente richiamato il vincolo in tutti gli atti di compravendita di quei immobile, pena la nullità dell‟atto. È consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell'ambiente;
  • in queste aree è inoltre vietata per dieci anni la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate a insediamenti civili e attività produttive (tranne le opere la cui realizzazione fosse già prevista prima dell'incendio dagli strumenti urbanistici vigenti a tale data). Nei comuni sprovvisti di piano regolatore è vietata per dieci anni ogni edificazione su area boscata percorsa dal fuoco;
  • per cinque anni sono vietate le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche (salvo autorizzazione concessa dal Ministro del ambiente per le aree naturali protette statali o della Regione negli altri casi); 
  • per dieci anni, sono vietati il pascolo e la caccia
Marco Forcuti
(Gruppi Ricerca Ecologica Lazio)

martedì 11 luglio 2017

Il Lazio in fiamme, colpite pure le aree GRE


La campagna di Magliano R. in fiamme
Oggi pomeriggio l'ennesimo vasto incendio sprigionatosi probabilmente per una cicca di sigarette che ha avuto gioco facile tra le stoppie a causa della siccità che ormai stringe in una morsa infuocata l'Italia centromeridionale e del forte forte vento, ha parzialmente danneggiato una vasta area in territorio di Magliano Romano dove i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio stanno per avviare un importantissimo progetto - pilota per la biodiversità e la conservazione in campo del germoplasma.

La campagna di Magliano R.
in fiamme
Allertati da alcuni residenti, i volontari dei GRE hanno iniziato a convergere verso Magliano dai comuni limitrofi, trovando per fortuna i Vigili del Fuoco - prontamente allertati dall'Amministrazione comunale di Magliano Romano, i guardiaparco del vicino Parco di Veio e i Gruppi di Protezione Civile di Sacrofano nonché di Calcata già intenti alle operazioni di contenimento delle fiamme attraverso la realizzazione di corridoi di spegnimento: a loro vanno tutti i nostri ringraziamenti.

I volontari GRE si sono invece concentrati nel mettere in sicurezza, per quanto possibile, le strutture lignee. Un grido di gioia si è però levato all'arrivo dei Canadair che hanno scaricato sui roghi ingenti quantità d'acqua.

Sebbene in tarda serata alcuni focolai si sono rinvigoriti, si può ragionevolmente ritenere che la tempestività dell'intervento ha consentito di proteggere sia le strutture di maggiore interesse naturalistico, sia l'abitato di Magliano Romano. Purtroppo non altrettanto possono dire diversi agricoltori, i cui campi sono stati letteralmente ridotti in cenere.

Vigili del Fuoco all'opera
per le operazioni di spegnimento

Scene purtroppo di ordinario disastro, in questi giorni.
Ma come mai tanti incendi, si chiede la popolazione? 
Premesso che in Italia l'autocombustione delle stoppie è tecnicamente impossibile perché non si raggiungono mai temperature tali da far innescare automaticamente un incendio (ad eccezione del raro fenomeno dei fulmini estivi, e purché però questi si abbattano su vegetazione particolarmente infiammabile, come le pinete), sul banco degli imputati non possono che finire le attività umane.

Ancora fiamme

Non solo piromani, tuttavia, ma anche errori umani, come quello del contadino che si lascia sfuggire un fuoco mentre brucia le stoppie credendo di purificare il terreno con il fuoco ed invece lo impoverisce soltanto (pratica, lo ricordiamo, vietata severamente dal Codice dell'Ambiente), o episodi accidentali, come una cicca di sigaretta incautamente e distrattamente lanciata dal finestrino dell'auto in corsa.
Un momento di respiro 
O i bracconieri che danno fuoco alla macchia per far uscire i cinghiali, i daini, le volpi. O il pastore, che incendia la vegetazione per garantire l’erbetta fresca agli armenti appena ricrescerà. Gli speculatori, che siano edilizi (sperando in un cambio di destinazione d'uso dei suoli) o economici (il business dell'antincendio o del rimboscamento).

Volontari GRE Lazio all'opera
per creare corridoi antincendio
Quanti nemici, l'ambiente! Ben 72 gli incendi sprigionatisi solo oggi su tutto il territorio regionale, come afferma in una nota la Protezione civile della Regione Lazio, segnalando che sono stati 36 gli interventi a Roma e provincia, 22 a Latina, 7 a Frosinone, 4 a Rieti e 3 a Viterbo. E poi ci sono i volontari, come quelli dei Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, che a centinaia scendono in campo tentando di proteggere il territorio.

A tutti voi, va il nostro GRAZIE!










giovedì 6 luglio 2017

La Forestale tradita: a Cittaducale l'8 luglio presentazione del libro


E’ da quasi sei mesi che l’ormai ex Corpo Forestale dello Stato, è stato assorbito dall’Arma dei Carabinieri per volontà del Governo Renzi. Un provvedimento rientrante nell'ambito di una più vasta operazione di razionalizzazione delle cinque forze dell’ordine, ma che ha avuto il suo effetto maggiore proprio nella militarizzazione degli oltre 7.000 forestali, un personale altamente specializzato nella tutela dell’ambiente e nella prevenzione e repressione dei reati ambientali. La decisione di metter fine a quasi 200 anni di gloriosa storia è stata fortemente osteggiata da molteplici parti, ma ormai il dato è tratto, con tutte le conseguenze negative che ha comportato. 


Sabato 8 luglio, a partire dalle ore 17 presso il Palazzo della Comunità in pizza del Popolo di Cittaducale, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale ed alla presenza del neoeletto sindaco Leonardo Ranalli, verrà fatto il punto della situazione con Vincenzo Stabile, salernitano classe 1949, che del Corpo Forestale dello Stato è stato comandante regionale della Campania fino al 2014, ed adesso è componente dell’esecutivo nazionale dei Gruppi Ricerca Ecologica.  

Il generale Stabile ha raccolto la sua esperienza al servizio dello Stato in un romanzo – denuncia dal titolo emblematico, “La Forestale tradita”, in cui racconta la propria storia attraverso le varie importanti operazioni del Corpo e, soprattutto, di alcuni personaggi interessanti che si sono interfacciati con essa, ponendo anche drammatici interrogativi come quello costituito dal sempre più grave pericolo del dissesto idrogeologico, che con le acclarate modifiche climatiche, imporrebbe uno straordinario sforzo di prevenzione in montagna, ed invece si è deciso di chiudere il Corpo Forestale. «Sono entusiasta di tornare proprio a Cittaducale per presentare il mio volume  – ha affermato Stabile – perché qui aveva sede la scuola degli allievi del Corpo Forestale dello Stato, che erano un tutt'uno con la comunità civitese».

«La Forestale era all'apice della sua popolarità  – ha affermato Marco Tiberti, Responsabile Agromafie per i G.R.E. – ed anche per questo la scelta politica operata denota al tempo stesso incompetenza e delinquenza: delegare di fatto la prevenzione di tutti i reati verso l’ambiente (dalle agromafie alle frodi alimentari, dall'abusivismo edilizio a quello industriale, dalla tutela della montagna a quella dei corpi idrici agli animali) alle Autorità di Bacino, alle Comunità Montane, agli Enti Parco, alle Province, e ad altri enti con consiglieri e presidenti di nomina partitica, nella logica dell’occupazione di ogni incarico pubblico, è infatti molto più conveniente e funzionale alla classe politica che non alla salvaguardia degli ecosistemi ed alla tutela della salute della gente. Il vuoto lasciato lo tastiamo ormai quotidianamente, come facilmente dimostrabile dall'emergenza roghi che sta stringendo in una morsa infuocata tutta la Penisola, distruggendo migliaia di ettari di macchia mediterranea e di boschi nell'impotenza e, purtroppo, anche nell'impreparazione di chi non è addestrato per compiti così specializzati. Registriamo inoltre delle difficoltà nell'integrazione delle funzioni e delle attività nell'Arma dei Carabinieri, con pesanti difficoltà operative ogni qualvolta è necessario un intervento tempestivo sul territorio».

La presentazione del libro sarà poi accompagnata da una tavola rotonda moderata da Carlo De Falco, che dei Gruppi Ricerca Ecologica è responsabile per il Lazio, e d a cui oltre gli stessi Enzo Stabile e Marco Tiberti prenderanno parte due consulenti dei GRE, entrambi ricercatori  dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare: Pietro Massimiliano Bianco (che terrà una relazione dal titolo “Contaminazioni ambientali in Italia”) e Carlo Jacomini (che terrà una relazione dal titolo "Attività ISPRA/SNPA a tutela del territorio. Integrazione tra le Forze Armate e il Sistema per la Protezione Ambientale").

sabato 1 luglio 2017

Libertà vaccinale, Tiberti porta la posizione dei Gre in Parlamento

Senato della Repubblica, un momento del convegno
"Vaccini sì, ma puliti e sicuri. E libertà di scelta informata".
In primo piano il biologo Franco Trinca
Palazzo Madama, sala Caduti di Nassirya: qui si è svolto il 27 giugno l’incontro “Vaccini sì, ma puliti e sicuri. E libertà di scelta informata”, moderato dal senatore Bartolomeo Pepe (ex M5S, ora aderente al gruppo Gal) e dal biologo Franco Trinca (che da tempo si avvale della collaborazione dei Gruppi Ricerca Ecologica nella sue battaglie: dall’emergenza xylella in Puglia agli OGM). Prestigioso il parterre: dal medico immunologo ed allergologo prof. Giuseppe Genovesi al medico infettivologo Fabio Franchi (autore della pagina “Dissenso medico”), per finire con Carlo Rienzi del Codacons.

Il sen. Bartolomeo Pepe (GAL) con Marco Tiberti (GRE/EC)
ed il Presidente di European Consumers Vittorio Marinelli
Il decreto Lorenzin, oltre a violare precisi articoli della Costituzione italiana, trattati e convenzioni  internazionali sui diritti inviolabili dell’essere umano per quanto riguarda la libertà di scelta terapeutica – spiega Marco Tiberti, dell’esecutivo nazionale dei GRE ed European Consumers, ma soprattutto animatore, insieme al dott. Trinca, dell’evento di Palazzo Madama - impone un precoce carico vaccinale ai neonati, eccessivo ed infondato sotto il profilo scientifico; senza peraltro preoccuparsi minimamente di aprire una seria e approfondita verifica sulla sicurezza dei vaccini prodotti dalle multinazionali farmaceutiche, sia sotto il profilo di inquietanti contaminazioni  di nanoparticolato metallico, risultante dagli studi pubblicati dalla prof.ssa Antonietta Gatti e dal dott. Stefano Montanari (analisi ripetute da altri laboratori specializzati), sia sulla tossicità documentata dei numerosi adiuvanti tecnici utilizzati: ad esempio alluminio, formaldeide, polisorbato 80, neomicina, polimixine, residui di mercurio. Come Gruppi Ricerca Ecologica ed European Consumers, non mettiamo quindi in discussione lo strumento medico della profilassi vaccinica, ma contestiamo la non sicurezza degli attuali vaccini, la loro imposizione massificata e le pesanti interferenze di Big Pharma nel condizionare le politiche vaccinali e più in generale sanitarie-farmaceutiche del governo“.  
Franco Trinca, Marco Tiberti
e Vittorio Marinelli

Denunciamo una gestione non trasparente e non affidabile della farmacovigilanza che sottostima largamente i danni, anche gravi, correlati ai vaccini somministrati in modo indiscriminato e senza analisi prevaccinali dei bambini – ha proseguito il dottor Franco Trinca - Infine sottolineiamo che una corretta ed efficace prevenzione primaria dalle malattie infettive, non può fondarsi primariamente su vaccinazioni indiscriminate e di massa, ma innanzitutto deve basarsi sul rafforzamento naturale del terreno organico delle persone, specialmente dei bambini, da conseguire innanzitutto con il miglioramento delle condizioni sociali, dell’igiene ed una alimentazione con cibi sani e vitali, non inquinati da pesticidi, glifosate e OGM (a cominciare dalla gestante e dalla mamma che allatta). Sotto tale profilo denunciamo la totale assenza di attenzione e di programmi educativi della popolazione da parte del Ministero della Salute  e del Governo, nonché di sostegno adeguato allo sviluppo di una efficiente agricoltura biologica”.


Il senatore B. Pepe
Come ha affermato Carlo Rienzi del Codacons, molti soggetti istituzionali sono in potenziale conflitto di interessi – ha concluso Marco Tiberti – ad esempio Daniele Guerra ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione Smith Kline, che è finanziata dalla Glaxo. Sebbene il Presidente Raffaele Cantone abbia fatto intendere alla trasmissione televisiva la Gabbia che è normale che i medici abbiano rapporti con le case farmaceutiche, la stessa ANAC prevede che i pubblici ufficiali che debbano adottare un provvedimento non devono avere rapporti con i soggetti che subiranno gli effetti delle loro decisioni. E’ bene quindi che la stessa Authority anticorruzione verifichi che chi firmi con la mano destra i decreti come quello della Lorenzin, con la sinistra non riceva soldi o vantaggi di altra natura dalle case farmaceutiche”.

Julie Italia TV, Enzo Stabile su GRE e Terra dei Fuochi

15 minuti in cui Vincenzo Stabile, già Comandante regionale dell'ex CFS e attualmente componente dell'esecutivo nazionale dei Gruppi Ricerca Ecologica, fa il punto sul dramma della Terra dei Fuochi e sulle responsabilità delle Istituzioni regionali e nazionali.