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venerdì 29 novembre 2019

Comitato europeo dei diritti sociali: violati i diritti dei Forestali

Lo scioglimento del Corpo Forestale nei Carabinieri (e in parte anche nella Guardia di Finanza) ha violato i diritti del personale: lo ha sancito il Comitato europeo per i diritti sociali, ribaltando la sentenza 170/2019 della Corte Costituzionale.

Anche in questo caso, il ricorso è stato presentato dagli ex sindacati del personale UGL-CFS e SAPAF: ed infatti far confluire una forza civile nei Carabinieri viola i diritti sociali dei dipendenti che, divenendo personale militare, hanno perso le libertà sindacali prima garantit. 

La sentenza è del 3 luglio, ma è stata pubblicata solo il 26 novembre scorso. Per il Comitato, i diritti lesi sono i seguenti:
  • il diritto del personale a guadagnarsi da vivere con un'occupazione liberamente esercitata, in violazione dell'articolo 1, paragrafo 2, della Carta Sociale Europea riveduta ("la Carta"), poiché la misura controversa incide sostanzialmente sulle condizioni di lavoro del personale interessato, indipendentemente dal fatto che accettino di acquisire uno status militare o optino per una riassegnazione a una carica civile;
  • il diritto di organizzarsi, in violazione dell'articolo 5 della Carta, preso separatamente o in combinato disposto con l'articolo G della Carta, poiché i diritti sindacali delle persone trasferite alla Forza dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza sono limitati a seguito di il loro acquisizione dello status militare;
  • il diritto di contrattare collettivamente, in violazione dell'articolo 6, paragrafo 2, della Carta, a causa delle restrizioni eccessive imposte alle persone trasferite alla Forza dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza, a seguito della loro acquisizione dello status militare.
Il Comitato europeo dei diritti sociali è un ente istituito nel 1995 ai sensi dell'articolo 25 della Carta sociale europea ed è composto da 15 membri (14 esperti indipendenti eletti dal Comitato dei Ministri che rimangono in carica sei anni, mandato rinnovabile una volta, più il Presidente).

Le sue funzioni sono le seguenti:
  • esamina i rapporti inviati dagli Stati membri del Consiglio d'Europa che indicano il rispetto delle disposizioni accettate;
  • determina se lo Stato in oggetto sia in conformità con le disposizioni contenute nella Carta sociale europea ed emette "conclusioni", ovvero decisioni in merito pubblicate annualmente. In caso d'inottemperanza a seguito della conclusione nella quale lo Stato non sia in conformità, interviene il Comitato dei Ministri il quale chiede al Paese di adottare determinate riforme per garantire conformità alla Carta. Gli Stati sono tenuti a redigere un rapporto ogni 5 anni sulle disposizioni non accettate.
E infatti in seguito alla decisione pubblicata dal Comitato europeo dei diritti sociali,  l’On. Luca De Carlo di Fratelli d’Italia (primo firmatario di una proposta di legge per la ricostituzione del Corpo Forestale dello Stato) ha interrogato il Governo sul futuro dei forestali: «Il Comitato ha giudicato l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri come una violazione  della Carta sociale europea in quanto tale fusione è andata ad incidere negativamente sui diritti sociali dei dipendenti che, divenendo personale militare, hanno perso le libertà sindacali prima garantite. – ha spiegato l’On. De Carlo e ha continuato – Sono troppi gli aspetti negativi legati allo smantellamento della Forestale che ci spingono a sollecitare il Governo ad intervenire tempestivamente. Non solo l’assenza di un corpo di prevenzione ambientale a cui l’Italia con la riforma Madia ha rinunciato e che si sta pesantemente in questi giorni caratterizzati da frane, smottamenti e crolli, ma anche sul piano del personale troviamo in questa decisione la dimostrazione del fatto che lo smembramento è stato un totale fallimento. Continuiamo a lavorare per il ripristino e la ricomposizione di un corpo di tutela ambientale ad ordinamento civile».

Caos rifiuti: la Regione mette tutti contro tutti!


Comuni contro Regione. Commissioni e consiglio regionale contro la Giunta. Cittadini contro istituzioni. Impianti che vanno a fuoco nemmeno fossero autobus dell’Atac e progetti di nuovi siti in aree assurde. È questo il quadro desolante della fallimentare gestione del ciclo rifiuti nel Lazio. Dal 2013, anno in cui finalmente fu messo uno stop ai 240 ettari della discarica di Malagrotta, è emergenza continua. Ed il nuovo piano rifiuti atteso dal 2012 e proposto da Zingaretti ad agosto 2018 sembra essersi arenato. Nel frattempo i privati si sfregano le mani per il business generato dal caos e decine di comunità locali sulle barricate per evitare che in zone salubri vengano realizzati nuovi impianti al servizio del grande male del Lazio, ovvero Roma: eggià, perché il vero problema sono le quasi 1.700.000 tonnellate di rifiuti prodotti annualmente nella Capitale e che in passato venivano fatte “nascondere sotto il tappeto” da Cerroni. Il piano del Campidoglio di recupero dei materiali post-consumo è sostanzialmente fallito, con una raccolta differenziata che non arriva nemmeno al 45%, e quindi ogni giorno bisogna trovare posto ad oltre 2.560 tonnellate di rifiuti prodotti. E, seppur parrebbe che i primi mesi del 2020 saranno quelli buoni per la calendarizzazione del nuovo piano regionale di gestione rifiuti, i nuovi fronti aperti (che si sommano a quelli storici come Rocca Cencia, Malagrotta, Colleferro, o Civitavecchia) sono innumerevoli:

  • Roma, Via Prenestina 1280 – l’Agricola Salone Spa vorrebbe realizzare un impianto a biomasse, nonostante la vicinanza all’Istituto Emilio Sereni e agli abitati di Colle Monfortani e Colle Prenestino: il sito, inoltre, è urbanisticamente ed ambientalmente incompatibile. Il Municipio VI di Roma Capitale e le associazioni (tra cui i Gre Lazio) si sono espressi in maniera nettamente contraria e così anche la Commissione regionale Ambiente. Si attende la decisione dell’Ufficio competente circa l’ammissibilità o meno del progetto
  • Tarquinia (Viterbo) – la multiutility bresciana A2A ha presentato un progetto di realizzazione di un inceneritore, nonostante l’incompatibilità urbanistica del sito, che ricade anche in zona IBA. Le Amministrazioni comunali interessate (Tarquinia, Civitavecchia, Allumiere, Tolfa) e le associazioni (tra cui i Gre Lazio) si sono espresse in maniera nettamente contraria e così anche il Consiglio regionale del Lazio, nonostante l’Ufficio competente abbia ammesso il progetto ed avviato la Conferenza dei Servizi.
  • Roma Capitale, Cesano Osteria Nuova – qui la Eco Demolizioni Srl vorrebbe realizzare un impianto di gestione di rifiuti urbani e speciali non pericolosi. Contrari i Comuni braccianesi, il Municipio, i comitati, le associazioni (tra cui i Gre Lazio)
  • Roma Capitale, Casal Selce – qua AMA dovrebbe realizzare un mega impianto di compostaggio di qualità. Nonostante l’opposizione dei comitati locali, la Conferenza dei Servizi ha dato il proprio via libera
  • Roma Capitale, Pian dell’Olmo – la società Torre di Procoio Srl (riconducibile alla famiglia abruzzese Maio, imprenditori nel mondo dei rifiuti) vorrebbe realizzarvi una discarica in una cava nella località Pian dell’Olmo, sulla via Tiberina, formalmente nel comune di Roma ma a un tiro di schioppo dal comune di Riano. I più netti contro il progetto sono stati i sindaci di Riano, Castelnuovo di Porto, Monterotondo, Formello e Sacrofano (comuni limitrofi all’area interessata dell’eventuale discarica), insieme alle associazioni (tra cui i Gre Lazio)
  • Magliano Sabina (Rieti) – la Regione parrebbe intenzionata a realizzarvi una discarica per accogliere 2200 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati provenienti da Roma e che la Capitale non potrà più smaltire dopo la chiusura dell’impianto di Colleferro
  • Magliano Romano (Roma) – il braccio di ferro tra Regione da una parte e Comune, comitati, Raggio Verde e Gre Lazio dall’altra dura da anni. Ora però anche la Commissione Ambiente della Regione ha detto di no all’ampliamento di una discarica di inerti a ridosso dal Parco di Veio.
  • Roma Capitale, Divino Amore – a soli 3 km e poco meno dalla Falcognana, i cittadini sono in allarme rosso per l'ipotesi circolata in Campidoglio di “punire” il territorio andando ad individuare nell'Agro Romano la discarica di Roma

martedì 26 novembre 2019

Amilcare Troiano nuovo responsabile Parchi dei GRE

L'avv. Amilcare Troiano
Il Presidente nazionale dei GRE prof. Umberto Balistreri ha nominato Amilcare Troiano responsabile nazionale e referente dei Gruppi Ricerca Ecologica per le problematiche inerenti i Parchi e le riserve naturali.

L'avv. Troiano, nato a Napoli nel 1950, oltre ad un'intensissima vita forense, ha un'elevatissima professionalità nella gestione delle aree protette e tutela dell'ambiente.

Dal 2001 al 2006 è stato Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e, successivamente, Commissario Straordinario fino al 2008.

Dal 2009 il Ministro dell’Ambiente lo ha nominato Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che è anche Ente Gestore delle Aree Marine Protette di S. Maria di Castellabate e Costa degli Infreschi e della Masseta. Grazie al suo impegno, nel 2011 il PNCVD è entrato a far parte della Rete Europea e Mondiale dei Geoparchi sotto l’egida dell’UNESCO e gli è stato conferito il Premio Internazionale “Un Bosco per Kyoto 2010” con la seguente motivazione: “Per aver operato nell’ambito territoriale del Parco del Cilento in maniera oculata e responsabile e per aver agito efficacemente, nel contesto della mitigazione climatica, promuovendo svariati e consistenti rimboschimenti nei comuni del Parco”.  

Nel 2010, inoltre, è stato nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri componente del Comitato Nazionale per la realizzazione del progetto di valorizzazione e per la gestione del fondo speciale previsto per la celebrazione del millenario dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava dé Tirreni.

Ricca anche la vita associativa: già Presidente della Compagnia dei Parchi S.C.R.L., Amilcare Troiano è componente del Consiglio Direttivo della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali (Federparchi), della quale è stato anche componente della Giunta Esecutiva e Vicepresidente, nonché componente del Consiglio del COMITATO ITALIANO IUCN. Nel 2011 la Provincia di Salerno lo ha nominato componente della Commissione "Progetto di riqualificazione dei castelli e dei beni di pregio della Provincia".

Sua anche la sottoscrizione della “Dichiarazione di Chefchaouen” (insieme a Spagna, Grecia e Marocco) a sostegno della candidatura della Dieta Mediterranea che l’UNESCO ha decretato Patrimonio Immateriale dell’Umanità il 16 novembre 2010 a Nairobi (Kenya): impegno pubblicamente riconosciuto nel 2011 dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e, nel 2012, dal Presidente della Giunta Regionale della Campania che lo ha nominato componente dell’Osservatorio Regionale per la Dieta Mediterranea.


All'avvocato Troiano vanno i più sentiti auguri di buon lavoro dai Gruppi Ricerca Ecologica Lazio.

Magliano Romano, i GRE in audizione presso la Regione


Un momento dell'intervento di Tullio Carbonetti (GRE)
Convocata dal Presidente della X Commissione consiliare della Regione Lazio, Marco Cacciatore, si è tenuta questa mattina una partecipata audizione sulla Discarica di Magliano Romano. 

Oltre al Sindaco di Magliano Romano Francesco Mancini, i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio e le altre associazioni ricorrenti al TAR, sono intervenuti i sindaci di Castelnuovo di Porto e Riano, oltre ad un comitato di Albano che da anni si batte contro l’inceneritore sito nel Comune.

Sia l’esaustiva prefazione del Presidente Cacciatore, che gli interventi del Sindaco di Magliano Romano, e di quelli di Riano e Castelnuovo hanno potuto evidenziare come i comuni vivano da anni nell’incertezza amministrativa di procedimenti autorizzativi infiniti, anche dove le condizioni sembrano evidenziare l’impossibilità di un esito positivo.

L’associazione Ecologica  Monti Sabatini ha riassunto, per voce del nuovo Presidente, l’Ingegner Amendolea quanto avvenuto fino ad oggi, mentre i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio (rappresentati dal vicepresidente Tullio Carbonetti) ed il Comitato No discarica hanno sottolineato come la Regione Lazio sia stata sia commissariata dal Ministero dell’Ambiente, quanto costretta più volte al risarcimento delle spese di giudizio.

Una condizione che l’Assessorato si è impegnato a considerare con ulteriore attenzione, vista l’imminente chiusura della Conferenza dei Servizi in attesa degli ultimi 3 pareri.

Hanno chiuso la seduta gli interventi del Consigliere Daniele Giannini, che ha richiesto una moratoria sulle nuove autorizzazioni, e specialmente di quelle richieste da privati,  nelle more dell’approvazione del Piano Rifiuti regionale mentre il Consigliere Emiliano Minnucci ha comunicato l’imminente trattazione del Piano Rifiuti presso la competente commissione

sabato 23 novembre 2019

Enzo Stabile ed i GRE ricordano Franco Ortolani

La scomparsa del professor Franco Ortolani ha lasciato tutti con il cuore gonfio di dolore e non solo il mondo ambientalista o quello accademico, ma soprattutto i tanti, tanti sinceri amici i quali venivano immediatamente conquistati dalla sua personalità schietta che riusciva a trasmettere tutta la disponibilità della sua anima e la profondità della cultura.

Lo voglio ricordare con le parole che ho scritto nel libro “La Forestale Tradita “ : “Ortolani non solo era semplice ed esaudiente, ma aveva qualcosa di più: la passione che sprizzava dai suoi occhi scuri il cui effetto veniva accentuata dalle folte sopracciglia, riusciva a dar corpo e colore al fenomeno geologico che descriveva con convinzione ed al collegamento di questi fenomeni sugli effetti pratici quali le cause delle frane, l’influenza del tipo di vegetazione, i provvedimenti da adottare per prevenire gli effetti calamitosi”.

Questa passione lo portava ad essere sempre disponibile, partecipando senza alcun compenso ai sopralluoghi che venivano effettuati dal Corpo Forestale sui luoghi dei dissesti idrogeologi per comprenderne le cause e per consentire esaustive relazioni all’Autorità Giudiziaria.

Mi arricchiva tanto e mi riempiva di orgoglio l’alta considerazione che Egli aveva del Corpo Forestale, che auspicava potesse essere proficuamente impegnato in una più vasta opera di prevenzione sul rischio idrogeologico soprattutto nelle aree percorse dal fuoco molto soggetta a tale alea.

Non si è mai risparmiato, accorrendo su tutte le frequenti criticità del territorio e lanciando profetici allarmi che la classe politica sistematicamente ignorava ma lui tirava diritto con il suo accattivante ed ironico sorriso.

Ciao, Franco. Ci mancherai!

Enzo Stabile
Vice Presidente nazionale dei 
Gruppi Ricerca Ecologica

I rifiuti di Roma finiranno a Civitavecchia a causa dei rimpalli tra la Raggi e Zingaretti

Non c’è pace per il territorio della provincia di Roma, sistematicamente usato come la discarica di una Capitale vittima dell’inerzia e dei rimpalli di Comune e Regione. 

Tullio Carbonetti, vicepresidente dei Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, è lapidario: “ancora una volta scatta una procedura di emergenza per evitare il rischio sanitario a Roma: non lascia dubbio ad interpretazioni il comunicato pubblicato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale riguardo una prossima ordinanza del Sindaco Raggi per autorizzare la maggiorazione di rifiuti urbani da conferire presso la discarica di Civitavecchia”, resasi necessaria per la chiusura anticipata di qualche settimana del sito di Colleferro.

La soluzione appare sempre la stessa – continua Carbonetti - in barba a quanto contenuto nelle Linee strategiche per il Piano rifiuti regionale e nella proposta di Piano stesso, approvata in Giunta ma non ancora iscritta all’ordine del giorno dei lavori d’aula del Consiglio Regionale del Lazio: e cioè scaricare sugli altri ambiti territoriali quello che non viene pianificato - ormai da anni - nella Capitale, in spregio di qualunque legge, dell'obiettivo di un'economia circolare, dei rifiuti zero, dello stop alle discariche”.

Vittime dell’inerzia, dell’inefficienza, dell’incapacità restano i tanti cittadini del Lazio, i quali, sebbene da anni si rendano protagonisti delle migliori performance in termini di percentuali di raccolta differenziata dei propri rifiuti, sono costretti a subire le emergenze ad orologeria causate dal duo Raggi-Zingaretti. A questo punto possiamo augurarci che quanto prima entrambi vengano commissariati affincheè gli abitanti del Lazio abbiano finalmente la certezza amministrativa che meritano.

venerdì 22 novembre 2019

Discarica di Magliano Romano: i GRE invitati in audizione in Regione Lazio

Il Presidente della X Commissione permanente "Urbanistica, politiche abitative, rifiuti" Marco Cacciatore ha invitato i Gruppi Ricerca Ecologica all'Audizione n.27 calendarizzata per il prossimo martedì 26 novembre alle ore 12 presso la sala Latini del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana 1301.

All'incontro saranno presenti anchè l'arch. Flaminia Tosini della Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio, il Sindaco di Magliano Romano dott. Francesco Mancini, il Presidente dell'Associazione Raggio Verde avv. Alessandro Di Matteo, il Presidente del Comitato No Discarica Magliano Romano dott. Alessio de Guttry, il Presidente dell'Associazione Ecologica Monti Sabatini ing. Giuseppe Amendolea.

giovedì 21 novembre 2019

Corte di Giustizia UE, importante sentenza sulla valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti

L’articolo 6 della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro conduca le operazioni di partecipazione del pubblico al processo decisionale relative a un progetto a livello della sede dell’autorità amministrativa regionale competente, e non al livello dell’unità municipale da cui dipende il luogo di ubicazione di tale progetto, qualora le modalità concrete seguite non garantiscano il rispetto effettivo dei diritti del pubblico interessato, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare. 

Mentre, gli articoli 9 e 11 della direttiva 2011/92 devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che comporta che a taluni membri del pubblico interessato sia opposto un termine per presentare un ricorso che inizia a decorrere dall’annuncio di un’autorizzazione di un progetto su Internet, qualora tali membri del pubblico interessato non abbiano avuto previamente la possibilità adeguata di informarsi sulla procedura di autorizzazione conformemente all’articolo 6, paragrafo 2, di tale direttiva.

Ma leggiamo la sentenza: