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domenica 30 agosto 2020

Dall'alba al tramonto [Cammino dei Briganti] - Ep. 4


Quarto giorno sul Cammino dei Briganti e questa volta Luca lascia Cartore incamminandosi verso una meta indefinita, finché tengono le gambe.

Nella prima parte di questa tappa ha la compagnia di nuovi Briganti con cui camminerò insieme fino a Casale le Crete, successivamente proseguirà da solo fino al colle che sovrasta San Donato, di fianco ai ruderi di un castello, dove un fantastico tramonto farà da protagonista mentre monto il suo accampamento per la notte.

Su questo Cammino Luca documenta la sua esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.


SABATO PROSSIMO, ALLE ORE 13:00, USCIRÀ L'ULTIMO DEI CINQUE EPISODI CHE RACCONTERANNO L'INTERA ESPERIENZA SUL CAMMINO DEI BRIGANTI.

lunedì 24 agosto 2020

Americo e il Lago della Duchessa [Cammino dei Briganti] - Ep. 3


In questo terzo giorno sul Cammino dei Briganti Luca lascia la tenda montata a Cartore, da Fabio, nell'area campeggio "La sosta del Brigante" per dirigersi ad esplorare il Lago della Duchessa con il meraviglioso scenario naturalistico che lo circonda. Leggero e veloce; in poco tempo ha raggiunto il Lago e conosciuto il pastore Americo, con cui ci ha scambiato due chiacchiere.

L'itinerario sale per la Val di Fua, supera il lago, e riscende per la Val di Teve fino a tornare a Cartore.

Su questo Cammino, Luca sta documentando la sua esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.

OGNI SABATO, ALLE ORE 13:00, USCIRÀ UN NUOVO EPISODIO PER UN TOTALE DI 5 EPISODI, CHE RACCONTERANNO L'INTERA ESPERIENZA SUL CAMMINO DEI BRIGANTI.

lunedì 17 agosto 2020

All'insegna de "La sosta del brigante" - Ep.2


Secondo giorno sul Cammino dei Briganti. L'itinerario della giornata porterà Luca De Felice di Vivi Avventure a Cartore partendo da Nesce, dove ha dormito in tenda in una piccola area verde del borgo Reatino.

La calda giornata si è articolata tra camminate in mezzo ad animali al pascolo su grandi praterie e incontri inaspettati con persone caratteristiche dei borghi presenti sul Cammino, insieme a nuovi simpaticissimi compagni di viaggio che arricchiranno questa giornata con canti e birra. Su questo Cammino Luca documenta la sua esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.

sabato 8 agosto 2020

I GRE lungo il Cammino dei Briganti


Il Cammino dei Briganti è un cammino a quote medie (tra gli 800 e i 1300 m. di quota) percorribile in sette giorni sulle orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. La Marsica e il Cicolano sono  terre di boschi, montagne e storie di briganti: in particolare il territorio attraversato da questo cammino è un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. I briganti vivevano sul confine per passare da una parte all'altra a seconda della minaccia. I briganti non erano malviventi, lottavano contro l’invasione dei Sabaudi che avevano costretto il popolo a entrare nell'esercito: erano spiriti liberi, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia fatta anche di rapimenti, riscatti, e tanta violenza. Una storia di 150 anni fa. Oggi l’esperienza dei viaggiatori antichi viene riproposta basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo questo cammino di 7 giorni, tutto ben percorribile, segnato e con posti tappa attrezzati. 

Lungo questo Cammino, Luca De Felice (ViviAvventure) ha documentato la sua prima esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.

Partenza con prima tappa l'itinerario che da Sante Marie raggiunge Nesce, oltrepassano Santo Stefano. Prima giornata caratterizzata dall'euforia di iniziare un nuovo cammino, con scenari naturalistici non troppo contaminati e da piccoli borghi poco abitati, silenziosi, che non conoscono i rumori della frenesia di città.

OGNI SABATO, ALLE ORE 13:00, USCIRÀ UN NUOVO EPISODIO PER UN TOTALE DI 5 EPISODI, CHE RACCONTERANNO L'INTERA ESPERIENZA SUL CAMMINO DEI BRIGANTI.

VIDEO 1

VIDEO 2

VIDEO 3

VIDEO 4 

VIDEO 5

mercoledì 8 luglio 2020

Il DL Semplificazioni cancellerà la biodiversità in Italia

Il Governo lo ha presentato come un provvedimento green, ma in uno dei 48 articoli del nuovo Decreto Semplificazioni si potrebbe nascondere il definitivo colpo di spugna contro la tutela dell'ambiente e della biodiversità. A farci accapponare la pelle è l'articolo 47, recante «Piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano»: leggendo tra le righe, infatti, la vegetazione ripariale dei fiumi (che, caratterizzata da piante idrofile, riveste importante significato nella selvicoltura, nell'ecologia, nella gestione ambientale e nell'ingegneria civile a causa del suo ruolo nella conservazione del suolo, della biodiversità e dell'influenza che ha sugli ecosistemi acquatici) ed il sottobosco potrebbero scomparire del tutto (ma «salvo intese» con le Regioni).

Rrivolgiamo il nostro appello al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare affinchè il provvedimento venga modificato in quanto in palese contrasto gli articoli 3, 11 e da 191 a 193 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), nonchè con la direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (Direttiva Habitat), nonchè con la direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro sulle Acque – DQA), nonchè  con la Strategia Nazionale per la Biodiversità.


Decreto Semplificazioni, Articolo 47

(Piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano, interventi infrastrutturali irrigui e bacini di raccolta delle acque).

1. Al fine del miglioramento della funzionalità delle aree forestali ubicate nelle aree montane ed interne, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa della Conferenza permanente tra lo Stato le Regioni e le Province autonome, elabora entro 180 giorni un programma straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano, in coerenza con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile fissati dall’ONU per il 2030 e del Green new deal europeo. Il programma straordinario è composto da due sezioni, la Sezione A e la Sezione B; la Sezione A contiene un elenco ed una descrizione di interventi selvicolturali intensivi ed estensivi, di prevenzione selvicolturale degli incendi boschivi, di ripristino e restauro di superfici forestali degradate o frammentate, secondo quanto previsto dall’articolo 7 del Decreto legislativo 3 aprile 2018 n 34 “Testo unico delle foreste e delle filiere forestali” da attuare da parte di imprese agricole e forestali su iniziativa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e delle Regioni e province autonome. La Sezione B del programma è destinato al sostegno della realizzazione di piani forestali di area vasta di cui all’articolo 6 del Decreto legislativo 34 del 2018, nell’ambito di quadri programmatici regionali almeno decennali, che consentano di individuare le vocazioni delle aree forestali e organizzare gli interventi migliorativi e manutentivi nel tempo.

2. Nell’ambito del Parco progetti degli interventi irrigui del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministro, con proprio decreto, approva un Piano straordinario di interventi prioritariamente esecutivi, di manutenzione, anche ordinaria, dei canali irrigui primari e secondari, di adeguamento funzionale delle opere di difesa idraulica, di interventi di consolidamento delle sponde dei canali o il ripristino dei bordi danneggiati dalle frane, di opere per la laminazione delle piene e regimazione del reticolo idraulico irriguo e individua gli Enti attuatori.

3. Il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di cui al comma 4, è adottato previa intesa espressa ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e dispone il riparto delle risorse necessarie alla realizzazione degli interventi individuati, da attribuire alle Regioni e Province autonome, responsabili della gestione e della rendicontazione dei fondi.

4. I fondi assegnati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per la realizzazione di opere infrastrutturali irrigue e di bonifica idraulica sulla base di una pianificazione nazionale, ad Enti irrigui con personalità di diritto pubblico o che svolgono attività di pubblico interesse, riconosciuti con le modalità di cui all’articolo 863 del codice civile, non possono essere sottoposte ad esecuzione forzata da parte dei terzi creditori di tali Enti nei limiti degli importi gravati dal vincolo di destinazione alle singole infrastrutture pubbliche. A tal fine l'organo amministrativo degli Enti di cui al primo periodo, con deliberazione adottata per ogni semestre, quantifica preventivamente le somme oggetto del vincolo. È nullo ogni pignoramento eseguito in violazione del vincolo di destinazione e la nullità è rilevabile anche d'ufficio dal giudice. La impignorabilità di cui al presente comma viene e meno e non è opponibile ai creditori procedenti qualora, dopo la adozione da parte dell'organo amministrativo della deliberazione semestrale di preventiva quantificazione delle somme oggetto del vincolo, siano operati pagamenti o emessi mandati per titoli di spesa diversi da quelli vincolati, senza seguire l'ordine cronologico delle fatture così come pervenute per il pagamento o, se non è prescritta fattura, delle deliberazioni di impegno da parte dell'Ente stesso.

5. Al fine di portare a termine le opere di realizzazione di bacini di accumulo prevalentemente ad uso irriguo, non concluse per carenza di fondi, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali previa intesa espressa ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, individua le opere il cui completamento è ammissibile a finanziamento ed il piano di riparto delle risorse necessarie.

6. Al tal fine, le Regioni e Province autonome, responsabili della gestione e della rendicontazione dei fondi, verificano che l’interruzione non sia avvenuta per colpevole comportamento dell’Ente attuatore, che su di esso non gravino procedure esecutive che possano pregiudicare la realizzazione dell’investimento distogliendo le risorse dall’investimento cui sono destinare e che la parte già realizzata dell’opera non sia ammalorata al punto da non consentire la messa a regime dell’intervento quando anche completato.

7. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 100 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede mediante riprogrammazione di una quota parte dei Fondi per lo sviluppo e la coesione per il ciclo di programmazione 2014-2020 del Piano Operativo Agricoltura 2014-2020 attraverso apposita Delibera CIPE e per gli oneri relativi agli anni 2021-2027, oggetto di successiva quantificazione, si fa fronte con le dotazioni messe a disposizione del Fondo sviluppo e coesione per il ciclo di programmazione post 2020.

venerdì 15 maggio 2020

Strategia Nazionale Forestale, i Gre incontrano il Mipaaf

La Strategia Forestale Nazionale per il settore forestale e le sue filiere (SFN), prevista all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2018 n.34, è la visione di futuro e di sviluppo elaborata dal Mipaaf e che si propone di essere incentrata sulla gestione forestale sostenibile quale valore condiviso e imprescindibile per affrontare le sfide globali del nostro paese e garantire la conservazione, valorizzazione e gestione sostenibile del patrimonio forestale nazionale e lo sviluppo socioeconomico delle Aree interne e montane, del settore e delle sue filiere produttive, ambientali e socio-culturali.

La proposta di SFN, prima di intraprendere il processo istituzionale di approvazione previsto all'articolo 6 comma 1 del decreto legislativo 3 aprile 2018 n.34, viene presentata a consultazione pubblica on line per 40 giorni.

Il documento sottoposto a questo primo processo di consultazione, è stato elaborato da un gruppo di lavoro interistituzionale e interdisciplinare nominato dal Mipaaf e coordinato dalla Direzione generale dell'economia montana e delle foreste, composto da rappresentanti delle amministrazioni nazionali e regionali competenti, della società civile, del mondo della ricerca e della conoscenza.

In tale prospettiva, lunedì prossimo, grazie ad un'iniziativa del WWF Italia, la Dott.sa Alessandra Stefani, Direttore Generale Foreste del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, illustrerà tramite videocall alle associazioni ambientaliste (tra cui anche i Gruppi Ricerca Ecologica) il testo,  ora sottoposto ad osservazioni,  e quindi a fornire eventuali chiarimenti.

Parallelamente, in vista del lancio dell'annunciata consultazione pubblica europea su di una decisa azione legislativa per limitare la deforestazione, generata dai consumi dei cittadini dell’UE, che dovrebbe concretizzarsi il prossimo anno, a livello europeo si va organizzando un’alleanza tra forze accomunate dallo stesso interesse per un'intensa partecipazione dei cittadini. Tale mobilitazione, a cui partecipano anche i GRE, si va sviluppando anche a livello di organizzazioni dei paesi membri dell’UE.

lunedì 11 maggio 2020

Protezione ambientale, partito il corso NEKO2020

I Gruppi Ricerca Ecologica, in qualità di associazione nazionale di protezione ambientale, hanno tra le proprie finalità l'organizzazione della vigilanza.

A causa del lockdown, tuttavia, l'attività di preparazione alla vigilanza rischiava di subire uno stop sine die. 

Tuttavia, la determinazione dei promotori del settore ha indotto, per la prima volta, l'organizzazione di un corso interamente in modalità FAD: la risposta degli iscritti al GRE è stata entusiastica, tant'è che dopo un solo giorno è stato raggiunto il numero di volontari previsto per questo percorso di conoscenza al termine del quale potranno attivamente operare al servizio dell'ambiente nelle rispettive Provincie.

Il tutto ovviamente dopo la nomina del Prefetto ove svolgono le loro funzioni, che dopo aver verificato l'idoneità giuridica dei volontari, gli conferirà la qualifica di Pubblici Ufficiali.

Se sei interessato ad aderire ai Gruppi Ricerca Ecologica e partecipare alle prossime edizioni del corso, scrivici e ti terremo aggiornato.

venerdì 14 febbraio 2020

Il Monte d'Argento sarà Monumento Naturale

Il Monte d'Argento, ricadente nel territorio del Comune di Minturno in provincia di Latina, diventerà area protetta: lo ha comunicato il Direttore della Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette del Lazio, rendendo noto che è stato avviato il procedimento per l'istituzione del Momunento Naturale.

A partire dallo scorso 12 febbraio gli interessati possono prendere visione della proposta di Decreto di istituzione con allegata cartografia di perimetrazione e avranno diritto di presentare, entro il termine di trenta giorni consecutivi dalla data di pubblicazione, memorie scritte e/o documenti utili alla predisposizione del provvedimento finale.

La proposta di istituzione del Monumento Naturale "Monte d'Argento" è stata avanzata dal Presidente della Regione Zingaretti il 15 gennaio scorso, e giunge al termine di un iter avviato dal Comune di Minturno durato quasi un anno.

L'area che verrà tutelata ha un'estensione di circa 5 ettari e mezzo, ma nonostante la limitata estensione vi si rinvegno le valenze vegetazionali riconducibili a quelle tipiche della macchia mediterranea (tra le cui specie arboree / arbustive si evidenziano: Quercus ilex, Quercus pubescens, Pistacia terebinthus, Myrtus communis, Rrhamnus alaternus, Rubus ulmifolius, Spartium junceum, Phillyrea agustifolia) nonchè una comunità ornitiva ricca di numerose specie dell'avifauna ed in particolare passeriformi, ma anche piccoli e medi rapaci diurni (tra cui Sylvia atricapilla, Sylvia melanocephala, Cyanistese caeruleus, Turdus merul, Sylvia undata, Serinus serinus, Chloris chloris, Prunella modularis, Cisticola juncidis, Troglodutes troglodutes, Falco tinnunculus, Falco peregrinus, Buteo buteo).

Inoltre, all'interno dell'area che diventerà Munumento Naturale è presente un geosito di rilevanza regionale (denominato "Testimonianze di oscillazioni eustatiche sul Monte d'Argento") nonchè i resti medioevali dell'antico Castrum Argenti ed una torre di avvistamento costiera, detta Torre d'Arienzo, nell'ambito del programma di fortificazione e difesa della costa voluto dai vicerè di Napoli.

La gestione del Monumento Naturale "Monte d'Argento" verrà affidata all'Ente Regionale Riviera di Ulisse, che dovrà altresì promuovere e realizzare interventi educativi e di valorizzazione del sito al fine di favorire la percezione dei valori del paesaggio naturale e culturale conservato e della geodiversità attraverso la fruizione del sistema costituito dagli eleementi del paesaggio rurale, naturale, storico e geologico da parte della cittadinanza, assicurando che gli interventi di valorizzazione vengano progettati ed eseguiti tenendo conto delle risorse ambientali presenti.

martedì 26 novembre 2019

Amilcare Troiano nuovo responsabile Parchi dei GRE

L'avv. Amilcare Troiano
Il Presidente nazionale dei GRE prof. Umberto Balistreri ha nominato Amilcare Troiano responsabile nazionale e referente dei Gruppi Ricerca Ecologica per le problematiche inerenti i Parchi e le riserve naturali.

L'avv. Troiano, nato a Napoli nel 1950, oltre ad un'intensissima vita forense, ha un'elevatissima professionalità nella gestione delle aree protette e tutela dell'ambiente.

Dal 2001 al 2006 è stato Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e, successivamente, Commissario Straordinario fino al 2008.

Dal 2009 il Ministro dell’Ambiente lo ha nominato Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che è anche Ente Gestore delle Aree Marine Protette di S. Maria di Castellabate e Costa degli Infreschi e della Masseta. Grazie al suo impegno, nel 2011 il PNCVD è entrato a far parte della Rete Europea e Mondiale dei Geoparchi sotto l’egida dell’UNESCO e gli è stato conferito il Premio Internazionale “Un Bosco per Kyoto 2010” con la seguente motivazione: “Per aver operato nell’ambito territoriale del Parco del Cilento in maniera oculata e responsabile e per aver agito efficacemente, nel contesto della mitigazione climatica, promuovendo svariati e consistenti rimboschimenti nei comuni del Parco”.  

Nel 2010, inoltre, è stato nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri componente del Comitato Nazionale per la realizzazione del progetto di valorizzazione e per la gestione del fondo speciale previsto per la celebrazione del millenario dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava dé Tirreni.

Ricca anche la vita associativa: già Presidente della Compagnia dei Parchi S.C.R.L., Amilcare Troiano è componente del Consiglio Direttivo della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali (Federparchi), della quale è stato anche componente della Giunta Esecutiva e Vicepresidente, nonché componente del Consiglio del COMITATO ITALIANO IUCN. Nel 2011 la Provincia di Salerno lo ha nominato componente della Commissione "Progetto di riqualificazione dei castelli e dei beni di pregio della Provincia".

Sua anche la sottoscrizione della “Dichiarazione di Chefchaouen” (insieme a Spagna, Grecia e Marocco) a sostegno della candidatura della Dieta Mediterranea che l’UNESCO ha decretato Patrimonio Immateriale dell’Umanità il 16 novembre 2010 a Nairobi (Kenya): impegno pubblicamente riconosciuto nel 2011 dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e, nel 2012, dal Presidente della Giunta Regionale della Campania che lo ha nominato componente dell’Osservatorio Regionale per la Dieta Mediterranea.


All'avvocato Troiano vanno i più sentiti auguri di buon lavoro dai Gruppi Ricerca Ecologica Lazio.

mercoledì 28 agosto 2019

Comunità Montane, cosa sta accadendo

Dopo 20 anni dall'istituzione (legge regionale 22 giugno 1999, n.9 «Legge sulla montagna»), le 22 Comunità Montane del Lazio [1] sono ormai al capolinea.

La Legge di Stabilità regionale 2017 (legge regionale 31 dicembre 2016, n.15, articolo 3, commi 126 e seguenti) aveva infatti sancito l'abolizione delle Comunità Montane, che alla fine del percorso dovranno trasformarsi in unioni di comuni montani mentre il personale della comunità di arcipelago delle Isole Ponziane transiterà nei ruoli dei singoli comuni.

Per ciascuna Comunità Montana, il Presidente della Regione avrebbe dovuto nominare un commissario straordinario liquidatore e un sub commissario, con lo scopo di svolgere, tra l'altro, le funzioni dei cessati organi esecutivi e deliberativi, ma esercitando ogni potere finalizzato alla soppressione della comunità fino alla chiusura della procedura di liquidazione.

A fine luglio, la Giunta regionale (Delibera n.492 del 23 luglio 2019 recante «Trasformazione delle Comunità Montane del Lazio ex articolo 3, commi 126, 127 e 127 bis della legge regionale 31 dicembre 2016, n. 17. Commissari straordinari liquidatori») ha definito i criteri per la nomina dei commissari liquidatori da parte del Presidente della Regione.

Stante la complessità del processo di trasformazione ed estinzione delle comunità montane, la Regione ha però deciso (con la Deliberazione 6 agosto 2019, n. 606, «Trasformazione delle Comunità Montane del Lazio ex articolo 3, commi 126 e seguenti della legge regionale 31 dicembre 2016, n. 17 e successive modifiche. Istituzione di un Tavolo interistituzionale») di costituire un tavolo interistituzionale tra la Regione e le associazioni rappresentative degli enti locali e delle comunità montane, al fine di favorire la condivisione e il confronto in ordine a tematiche e criticità connesse all’attuazione del processo di trasformazione ed estinzione delle Comunità montane.

Oltre che dall’Assessore regionale competente in materia di Enti Locali Alessandra Troncarelli, il Tavolo interistituzionale sarà composto dal Presidente dell’UNCEM regionale Achille Bellucci, dal Presidente dell’ANCI Lazio Nicola Marini, dal Direttore della Direzione Regionale “Affari Istituzionali, Personale e Sistemi Informativi” Alessandro Bacci.


[1] Le 22 Comunità Montane del Lazio erano:

  • Comunità montana Alta Tuscia Laziale
  • Comunità montana dell'Aniene
  • Comunità montana L'Arco degli Aurunci
  • Comunità montana degli Aurunci e Ausoni
  • Comunità montana Castelli Romani e Prenestini
  • Comunità montana dei Cimini
  • Comunità montana dei Monti Lepini Ausoni
  • Comunità montana Montepiano Reatino
  • Comunità montana dei Monti Aurunci
  • Comunità montana Monti Ausoni di Pico
  • Comunità montana Monti della Tolfa
  • Comunità montana Monti Ernici
  • Comunità montana Monti Lepini, Ausoni e Valliva
  • Comunità montana dei Monti Sabini, Tiburtini, Cornicolani e Prenestini
  • Comunità montana Sabina IV Zona
  • Comunità montana Salto Cicolano
  • Comunità montana del Turano
  • Comunità montana Valle del Liri
  • Comunità montana Valle di Comino
  • Comunità montana del Velino
  • Comunità dei Monti Lepini
  • Comunità montana dei Monti Sabini