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domenica 10 maggio 2020

Orti urbani: appello alla Sindaca Raggi per la trasparenza e la partecipazione

Horto Urbis - Parco Appia Antica
La proposta “Coltiviamo la città, un orto per quartiere”, presentata da Zappata Romana e sostenuta attivamente anche dai GRE Lazio, è risultato il secondo progetto più votato a Roma nel Bilancio Partecipativo 2019 del Comune di Roma da attuarsi nel 2020, con un budget di 550 mila euro.

Si prospetta che il progetto sia attuato, senza partecipazione dei cittadini e delle realtà territoriali, come mera opera pubblica. 

Zappata Romana auspica invece che vi sia da più parti il sostegno perché il progetto si attui attraverso la partecipazione, trasparenza, valorizzazione delle realtà territoriali, patti di collaborazione tra cittadini e amministrazione, concezione degli orti come centralità locali, non solo come luoghi di autoproduzione. Ma anche che il progetto sia inserito in una visione di più ampio respiro per la città.

Condividendo pienamente, i GRE LAZIO hanno aderito al seguente appello, ed invitano chiunque lo condividesse a fare altrettanto mandando una email, come singola persona o come associazione, a zappataromana@gmail.com 


giovedì 23 aprile 2020

5 domande insidiose a... Francesco Figliomeni

Francesco Figliomeni
Vice Presidente
dell'Assemblea Capitolina
A poco più di un anno dalla fine del mandato della Sindaca Raggi, torna il nostro appuntamento con gli amministratori di Roma Capitale.

Questa volta, le 5 domande insidiose sull'ambiente le rivolgiamo all'avvocato Francesco Figliomeni (Fratelli d'Italia), vicepresidente dell'Assemblea capitolina e componente della commissione Politiche sociali. Ma in passato l'avvocato Figliomeni ha già rivestito nel VII Municipio della Capitale la carica di Presidente della Commissione Trasparenza per poi ricoprire nel 2012, il ruolo di Assessore alle Politiche Sociali e del Lavoro del Comune di Civitavecchia. 

Sidernese di origini, da oltre trenta anni vive a Roma dove, grazie al suo impegno politico e sociale, ha imparato a conoscere le mille difficoltà che vive questa metropoli e i cittadini che popolano i diversi quartieri della Città Eterna. Perché come ci tiene a sottolineare: “Non puoi occuparti di una città ferita e oltraggiata come Roma se non vivi da vicino, e in maniera viscerale, le sue complesse dinamiche quotidiane”.

giovedì 2 aprile 2020

Roma e ambiente, 5 domande insidiose a... Dario Pulcini

Rifiuti e pulizia delle strade, mobilità ed inquinamento, aree verdi e decoro sono da sempre criticità della Capitale. A cui si sono aggiunti i grandi problemi mondiali e la presa di consapevolezza della necessità di una maggiore sostenibilità: stili di vita, consumi, produzioni, salute.  
Dario Pulcini - Assessore all'Ambiente
Municipio V di Roma Capitale

Ma cosa sta cambiando a Roma rispetto a queste sfide vecchie e nuove, a cui si è adesso aggiunta anche l'epidemia da Covid-19? Fin dal 1978 i Gruppi Ricerca Ecologica sono spina nel fianco delle amministrazioni sulle tematiche ambientali, e da oggi avviamo un nuovo confronto a viso aperto con chi questa città la amministra o intende farlo in futuro. 

Le prime 5 domande (provocatorie ma, a nostro avviso, stimolanti) le abbiamo rivolte a Dario Pulcini, dinamico Assessore all'Ambiente del Municipio V di Roma Capitale. Che ovviamente ringraziamo per la disponibilità.



D. - Il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha lanciato la sfida della campagna #ricicloincasa (a cui ha aderito anche la nostra associazione GRE LAZIO), provando a cogliere l'occasione del restare a casa per provare a cambiare atteggiamento verso i consumi e superare la logica dell'usa e getta. Ma i romani hanno notato che in questo periodo la città è particolarmente pulita e la raccolta dei rifiuti estremamente efficiente. Come è stato possibile questo cambio di rotta? E cosa ci attende sul versante rifiuti, una volta terminata l'emergenza?

#ricicloincasa, la campagna social lanciata
dal Ministro dell'Ambiente Sergio Costa
R. - Gli attuali provvedimenti governativi che obbligano a permanere il maggior tempo possibile in casa e la chiusura di molte attività commerciali hanno provocato una diminuzione della produzione dei rifiuti. La riflessione che deve scaturire da questo fatto, che ha come conseguenza una città più pulita, a mio parere deve essere che il problema dei rifiuti è un problema tutto umano (in natura non esistono) e che sono proprio gli esseri umani a doverlo risolvere, innanzitutto producendone il meno possibile. D'altronde nella legislazione europea e in quella italiana, che la recepisce, nel trattamento dei rifiuti il primo punto è prevenire, quindi ridurre la produzione. Poi vengono riuso, riciclo e recupero. Nel 1988 i romani producevano in media 388 kg di rifiuti pro capite annui, oggi quasi 600 kg. Oltre ai costi che implica raccogliere e smaltire tale enorme mole di rifiuti, ci sono costi ambientali e quindi sanitari che sono ben maggiori, soprattutto a medio e lungo termine. Ogni cittadino oggi può approfittare di questa situazione di emergenza per riflettere se vuole lasciare alle generazioni future un pianeta vivibile o invivibile: e questo dipende dalle scelte di consumo che si fanno. 

Ha senso comprare 30 grammi di prosciutto in una confezione di 40 grammi di plastica?  È così difficile mettere un cestino sul balcone o in giardino in cui conferire i rifiuti organici (che rappresentano il 30% del totale) e produrre del fertilizzante naturale? Bere l’acqua del rubinetto invece che acquistarla in bottiglia di plastica, avendo la fortuna di averla potabile, è un sacrificio così elevato? 

Produrre rifiuti non è un diritto, garantire un pianeta vivibile è un obbligo etico e morale. Scelte consapevoli negli acquisti, fatte con attenzione, impegnandosi a conoscere l’impatto ambientale che hanno e gli scarti che producono, sono essenziali per garantire un pianeta vivibile, per permettere alla vita di esistere nel migliore dei modi. Oggi ci sono tante filiere virtuose: dai mercati contadini bio ai gruppi d’acquisto solidale, dai produttori diretti ai mercati rionali, in cui è possibile acquistare riducendo i rifiuti prodotti, l’inquinamento determinato dai trasporti, acquistare prodotti più freschi, coltivati con metodi a basso impatto ambientale di imprese che rispettano i diritti dei lavoratori, mantenendo la la ricchezza nel territorio. L’esempio per capire quest’ultimo fattore è semplice: io produco mele e tu produci pere; io ho bisogno di 10 euro di pere e tu di 10 euro di mele; se io acquisto le tue pere e tu le mie mele tutti e due abbiamo il prodotto che desideriamo e 10 euro in tasca. Il sostegno all'economia locale non può che essere di beneficio per tutti. La prosperità di una comunità dipende dai comportamenti delle persone che la compongono.

Sanificazione stradale operata da AMA
D. ...ed anche le strade della Capitale sono state oggetto di una pulizia "particolare": quali prodotti sono stati spruzzati? In mancanza di evidenze che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del CoViD-19, come confermato da Ispra e Iss, non si rischia forse di far inutili danni alla biodiversità nonché agli animali d'affezione?

R. - Ad AMA abbiamo dato indicazioni per scegliere un prodotto per il lavaggio delle strade e la sanificazione dei cassonetti del tutto non nocivo per l’ambiente: la scelta difatti è ricaduta su Micropan, un composto enzimatico e batterico, che facilita la biodegradazione delle sostanze organiche, del tutto naturale, efficace e conforme alle normative.

D. - Non si può affermare con certezza che vi sia un legame tra corovanirus e climate change, ma potrebbe esserci un'interconnessione tra l'inquinamento e la diffusione della pandemia da Covid-19. A Roma la situazione nel quadrante est è da anni particolarmente critica, sia per i roghi tossici sia per le attività industriali: la crisi che stiamo vivendo sarà da stimolo verso scelte maggiormente sostenibili?

R. - L’iterconnessione tra la salute umana e quella dell’ambiente (di cui siamo parte integrante) è ormai accertata da tempo da tutta la comunità scientifica. Un recente report divulgato dal WWF denominato “Pandemie e distruzione degli ecosistemi” dimostra con dati scientifici che la correlazione tra la diffusione di alcune malattie infettive e l’impatto sull'ambiente delle attività umane è indubbio. I cosiddetti roghi tossici nel Municipio, grazie ai nostri numerosi interventi, sono nettamente diminuiti, sia grazie al maggior presidio da parte delle forze dell’ordine in luoghi strategici, sia rimuovendo tonnellate di rifiuti che abbiamo trovato sparsi per tutto il territorio, sia grazie ai nuovi strumenti di controllo, videocamere e fototrappole che abbiamo installato e stiamo installando. Il lavoro non è ancora concluso, ma posso dire che non ci sono più discariche abusive in aree pubbliche, ad esclusione dei rifiuti sotterrati al Parco di Centocelle, a seguito degli interventi di chiusura del 2010 dei due più grandi campi RSC d’Europa, il Casilino 700 e 900. Abbiamo provveduto alla rimozione di tutti i rifiuti in superficie nel 2018. Con ulteriori 500.000 euro fondi stanziati, grazie al lavoro congiunto con la Direzione Rifiuti del Dipartimento Tutela Ambientale, che ha sottoscritto un accordo con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, provvederemo anche a togliere quelli interrati. Mi auguro comunque che, a distanza di 10 anni, la magistratura faccia presto luce sulle responsabilità dell’amministrazione e degli organi di governo dell’epoca al riguardo. Come è possibile che nessuno abbia visto nulla, mentre tonnellate di rifiuti venivano interrate? Come è possibile che chi ha visto non abbia denunciato? All'ultima Commissione capitolina congiunta Ambiente e Cultura sul Parco di Centocelle del 17 febbraio 2020 ho chiesto ai due politici presenti, Francesco Figliomeni di FDI, all'epoca consigliere municipale e oggi vice-presidente dell’assemblea capitolina, nonché a Alessandro Moriconi, ex assessore e consigliere municipale, cosa fecero al riguardo: nessuno dei due ha risposto. 

Per ciò che concerne invece le produzioni industriali ho chiesto alle autorità competenti i controlli per verificare il rispetto della normativa. Di certo c’è bisogno di un cambiamento di mentalità e culturale, sia nel consumo da parte dei cittadini (che deve divenire uso consapevole) sia da parte delle industrie e delle imprese: per questo ho elaborato il piano d’azione municipale sull'ambiente “Comincio io”, in cui ho inserito le azioni e i comportamenti virtuosi che possiamo adottare, ad ogni livello e per ogni settore della comunità, per la sostenibilità ambientale. Credo vada fatta una riflessione comunque sull'intero sistema economico dominante: la ricerca del profitto e la crescita infinita sono paradigmi di un modello i cui sostenitori considerano fonte di benessere, ma che sono stati smentiti oggettivamente dalla realtà dei fatti che viviamo. Oggi al centro delle scelte politiche a mio parere va messa la qualità della vita e non più la crescita economica. Non può più essere il PIL l’indicatore del benessere di una nazione, di una comunità. Abbiamo tutti gli strumenti tecnologici e scientifici per costruire una società prospera, solidale, equa. Serve una rinnovata volontà determinata da una mentalità nuova, fondata sui concetti di interdipendenza e sostenibilità ambientale, solidarietà e cooperazione. Il riduzionismo e il pensiero convergente dei secoli passati e ancora oggi dominante nella mentalità dei più, è superato, ha dimostrato ampiamente tutti i suoi limiti: oggi serve un approccio sistemico e un pensiero divergente per superare le sfide della nostra epoca ed evolvere come comunità umana. Perché il paradiso qui sulla terra può già esistere, si tratta solo di divenire consapevoli delle scelte corrette da prendere per realizzarlo.

D. - Da quando è iniziata l'emergenza, il Governo ha attuato misure restrittive in tutto il paese: i livelli di smog sembrano essersi attenuati ed anche a Roma è stata evidenziata una riduzione del biossido di azoto, un inquinante legato principalmente agli scarichi degli autoveicoli. Tuttavia, come anche l'Arpa Lazio ha confermato, i valori di Pm10, di Pm2,5 e di anidride solforica (legati più al riscaldamento domestico ed alle attività industriali) non sembrano aver subito riduzioni, ed anzi in alcuni giorni sono in aumento. Quale insegnamento trae, da Amministratore, rispetto al modello di Capitale che immaginate di dover (e poter) realizzare?

R. - Entro l’anno concluderemo i lavori della ciclabile su Via Prenestina, abbiamo aperto la stazione metro C di San Giovanni collegandola quindi alla Metro A. Abbiamo acquistato centinaia di nuovi autobus salvando una società, ATAC, che tutti davano per spacciata. Stiamo insomma investendo nella mobilità sostenibile, come da programma politico. Però i cittadini devono seguirci su questa strada, se vogliamo rapidamente ridurre gli inquinanti prodotti a Roma e migliorare quindi la qualità della vita nella città. Di recente ho chiesto ai cittadini di attenersi ai 20 gradi imposti dalla legge per i riscaldamenti negli uffici, nei negozi e nelle abitazioni, proprio constatando che la diminuzione del traffico veicolare ha ridotto l’inquinamento, ma ancora non a sufficienza. 

Ci sono poi anche le condizioni climatiche ovviamente che influiscono, ma la direzione deve essere verso un maggior efficientamento energetico degli edifici e quindi una riduzione dei consumi. Noi stiamo iniziando dall’efficientamento energetico delle scuole e degli edifici pubblici, con progetti a breve, medio e lungo termine proprio per tale ragione. In questi 3 anni abbiamo piantato centinaia di alberi su tutto il territorio, grazie anche ad associazioni e cittadini virtuosi e proseguiremo senza sosta, visto che in pochi decenni abbiamo ridotto il patrimonio arboreo planetario del 50%, passando da 6.000 miliardi di alberi a 3.000. Gli alberi e il verde non hanno una funzione meramente estetica, ma ecosistemica, assorbendo diversi inquinanti e purificando l’aria. 

Sto lavorando molto su questo nuovo concetto del verde urbano, con progetti anche innovativi, come “Il Sogno Trasformato” a Parco G. De Chirico, i cui lavori inizieranno a breve, il più grande progetto in Europa con fondi pubblici di riqualificazione del verde ispirato ai principi della permacultura. Continueremo poi con le iniziative culturali legate all'ambiente che abbiamo istituzionalizzato, giunte al quarto anno: la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, FESTAM, il festival sull'ambiente del Municipio V, il più grande festival sull'ecologia mai realizzato a Roma.

D. - Manca poco più di un anno alla fine della sindacatura di Virginia Raggi: a suo avviso, da un punto di vista ambientale quali sono i principali risultati raggiunti (sia a livello di Campidoglio che municipali) e quali i rammarichi per quanto non si è riuscito a fare?

R. - Abbiamo trovato una città in macerie: la frase che ripeto più spesso ai cittadini, ai miei collaboratori e colleghi è “ancora non abbiamo trovato una sola cosa fatta bene nel Municipio”. Perché questa è la realtà. Abbiamo utilizzato buona parte del nostro tempo a risolvere i danni creati nel passato, di una città che non sembra proprio essere stata governata o che comunque è stata governata da una politica che non ha messo al centro la qualità della vita dei cittadini, ma interessi personali o privati e azioni determinate dall'unico obiettivo di accaparrarsi voti. Noi non abbiamo agito così. Abbiamo sistemato il bilancio, approvato per tempo e in ordine, liberando così risorse importanti per gli interventi strutturali sul territorio. Il bilancio municipale, per fare un esempio concreto, è passato da 1 milione di euro di investimenti nel 2016, quindi prima del nostro arrivo, ai 10 milioni del 2020, con un aumento costante anno dopo anno. Solo per il settore ambientale siamo passati da zero euro ad oltre un milione di questo anno. I fondi per la manutenzione ordinaria del verde municipale, che è principalmente verde scolastico, sono passati dai 50.000 euro del 2016 al 620.000 euro di questo anno, con un aumento costante. Abbiamo potenziato l’ufficio del verde municipale, da due dipendenti a sei. Sto facendo effettuare le verifiche di stabilità di tutte le alberature, perché non erano mai state fatte prima, per garantire la sicurezza e la pubblica incolumità.
Parco Caduti di Marcinelle dopo la manutenzione
Non c’era programmazione, pianificazione e su questo ho lavorato. Ora abbiamo una programmazione accurata per il verde, sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria. Su quest’ultima partiranno a breve i lavori della gara da 400.000 euro dei fondi 2019, su diverse aree del territorio stabilite con direttiva di giunta e già ho pianificato le aree per la straordinaria del 2020, da 600.000 euro su cui stiamo confrontandoci con la maggioranza. Abbiamo rifinanziato i lavori per il secondo stralcio del Parco di Centocelle, per un importo di 2.400.00 euro, stiamo progettando il polo espositivo mussale, perché possa diventare finalmente un parco archeologico a tutti gli effetti. Non abbiamo rinnovato le licenze alle attività di auto demolizione presenti, prive dei requisiti oggettivi e soggettivi, grazie all'ottimo lavoro svolto congiuntamente con la Direzione Rifiuti del Dipartimento Tutela Ambientale. Partiranno questo anno i lavori di restauro delle rilevanze archeologiche di Villa Gordiani, per un importo di 1.200.000 euro. Abbiamo già abbattuto immobili abusivi anche contenenti amianto nella villa e proseguiremo anche questo anno, per darle il lustro e la dignità che merita. 

La riqualificazione del verde, dei parchi, dei giardini, è un nostro obiettivo fondamentale. Abbiamo portato l’illuminazione al Parco Delle Energie e al Parco Biavati e stiamo lavorando per illuminarne altri, sempre con impianti a basso consumo. Partiranno a breve i lavori a Parco De Chirico del progetto “Il Sogno Trasformato”, partiremo con gli orti urbani in questo primo stralcio di lavori, per un importo di 250.000 euro stanziato nel 2019. Abbiamo già finanziato il secondo stralcio di lavori per altri 250.000 euro. Sul fronte rifiuti abbiamo pianificato l’avvio del nuovo modello di raccolta porta a porta tecnologico (primi in Europa tra le capitali) su diverse zone e quartieri, ci auguriamo di poter iniziare questo anno, essendo slittato rispetto alla programmazione che avevamo stabilito. Abbiamo attivato il nuovo modello di raccolta porta a porta per le utenze non domestiche, passando da 1.000 servite a 6.000. Abbiamo inserito anche le strade private aperte al pubblico transito nelle vie in cui devono essere eseguiti i servizi di pulizia da parte di AMA, inspiegabilmente escluse nel contratto 2016-18 che abbiamo ereditato. Consideriamo che il 40% delle strade del Municipio V sono strade private aperte al pubblico transito che non ricevevano alcun servizio di pulizia. 

Abbiamo acquisito al patrimonio comunale Parco Prampolini e Parco Casale Rosso, aumentando il verde pubblico: era da oltre dieci anni che i cittadini attendevano l’acquisizione. Abbiamo recuperato l’area verde di Via Anagni, in cui volevano fare l’ennesimo parcheggio interrato, ma erano 13 anni che, con la ditta fallita, non si era fatto nulla. Stiamo realizzando una nuova area verde. Sono intervenuto con l’Ufficio Aree Ludiche del Dipartimento Ambiente per riqualificare, mettere in sicurezza e programmare interventi per tutte le 35 aree ludiche presenti, che erano in condizioni indecorose. Ne stiamo per creare 8 nuove, ne abbiamo già realizzata una nuova con anche il campo sportivo, in collaborazione con il CONI, a Tor Tre Teste. Abbiamo messo a dimora centinaia di alberi e di nuove essenze, nei parchi, nei giardini, nelle aiuole, nelle scuole, anche in collaborazione con cittadini e associazioni. Abbiamo sistemato la maggior parte delle panchine dei parchi e delle strade, centinaia, insieme ai cittadini, agli attivisti del M5S e al Servizio Giardini: abbiamo lavorato anche personalmente insieme ad alcuni consiglieri, Monia Maria Medaglia Vice-presidente della Commissione Cultura, Scuola e Sport, Alessandro Stirpe Presidente della Commissione Cultura, Scuola e Sport, per sistemare le panchine. E proseguiremo anche questo anno, per finire di sistemarle tutte. Abbiamo acquistato 270 nuove panchine in cemento che metteremo nelle aree verdi e sui marciapiedi a breve, 46 bici elettriche che stiamo dando in gestione ad enti del no profit, con regolare bando, per promuovere il territorio attraverso tour culturali, naturalistici, archeologici, enogastronomici tramite la mobilità sostenibile. Abbiamo acquistato come Municipio 170 stalli per le bici nuovi che posizioneremo a breve, oltre a quelli che abbiamo già installato con il Dipartimento. Stiamo per installare i primi apiari pubblici d’Italia a Parco De Chirico, grazie ad un lavoro complesso che abbiamo portato avanti con la Commissione Cultura e con la Commissione Ambiente municipali. E non ci fermeremo solo a quel parco. Grazie al lavoro congiunto con il Presidente Alessandro Stirpe e la vice Monia Maria Medaglia della Commissione Cultura e l’Assessore alle Politiche Culturali Maria Teresa Brunetti abbiamo istituzionalizzato la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (SEMS), la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, con decine di iniziative e laboratori in tutto il territorio, coinvolgendo imprese, associazioni, scuole e cittadini, questo anno entrambe alla quarta edizione. Abbiamo realizzato il primo festival sull'ambiente del Municipio, FESTAM, il più grande festival sull'ambiente mai realizzato a Roma, con film, presentazioni di libri, concerti, piantumazioni partecipate, progetti di riuso e riciclo, laboratori e molto altro. Questo anno sarà alla sua quarta edizione. Con la Vice Presidente della Commissione Scuola Monia Maria Medaglia abbiamo effettuato sopralluoghi in tutte le 46 scuole comunali, nidi e infanzia, per rilevare le criticità e gli interventi necessari, sia per le aree esterne e a verde, che per gli interni. Grazie a questo lavoro stiamo per installare nuovi giochi nelle scuole che abbiamo già acquistato, con l’utilizzo di colata in gomma anti-trauma, molto più facile da mantenere e che garantisce maggior sicurezza e durata rispetto ad altre soluzioni. Abbiamo già acquistato e installeremo diversi nuovi gazebo nelle scuole e abbiamo già piantato diversi nuovi alberi da frutto, per far sì che le aree esterne diventino sicure e idonee ad attività ecopedagogiche, in collaborazione con le POSES e le educatrici. Sempre nelle scuole stiamo per riqualificare diverse aree verdi con 200.000 euro di fondi per la manutenzione straordinaria 2020, insieme al Centro di Educazione Ambientale del Municipio, inserendo anche nella progettazione anche i giovani del Servizio Civile. Stiamo per realizzare il primo Centro di Cultura e Educazione Ecologica e Ambientale di Roma (CREA), dentro Villa Gordiani, recuperando degli immobili abusivi con coperture in amianto, che stiamo per rimuovere a breve.

Nessun rammarico quindi, il nostro lavoro di 4 anni è stato nettamente superiore sia nella quantità che nella qualità a quello di tutti i nostri predecessori degli ultimi 30 anni messi insieme. E tutto con gare regolari, senza affidamenti diretti o somme urgenze, lavorando anche personalmente con spirito di servizio nei confronti della cittadinanza. Roma e il nostro Municipio stanno inesorabilmente arrivando ad una normalità che non c’era prima. C’è ancora da fare, ma quello che ci hanno chiesto i cittadini, ossia la manutenzione ordinaria e dove necessario straordinaria, la stiamo portando avanti, per ciò che concerne gli spazi verdi e per il settore ambientale, su tutto il territorio, dialogando costantemente con la comunità, con costanza e perseveranza.

venerdì 27 marzo 2020

I Gre aderiscono alla campagna social #ricicloincasa

I Gruppi Ricerca Ecologica feriscono alla campagna social del Ministero dell’Ambiente #ricicloincasa rivolta a tutti i cittadini italiani. In questo periodo in cui #iorestoacasa è un imperativo, bisognerebbe approfittare del tempo a disposizione per adottare comportamenti green nel proprio appartamento, come ha già ricordato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in occasione della giornata del riciclo. Chi vuole, quindi, può partecipare alla campagna pubblicando sul proprio profilo Facebook o Twitter una foto che lo ritragga mentre fa una corretta raccolta differenziata o dopo aver creato un oggetto riutilizzando gli scarti o durante la concimazione delle piante con il fondo del caffè e così via.

Spazio alla creatività, insomma, all’“artista” che c’è in ognuno di noi, all’arte di saper riutilizzare quello che apparentemente potrebbe essere subito buttato via, un po’ come facevano le nostre nonne. E’ importante mettere l’hashtag #ricicloincasa, così che il Ministero possa condividerlo.

Restiamo uniti e vicini, seppur a distanza, in questo periodo difficile per il nostro Paese – afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Con questa nuova campagna social del ministero vogliamo unire idealmente l’Italia, da nord a sud, e darle l’occasione di mostrare il bello che c’è in lei, che c’è nei cittadini italiani. Il tempo che stiamo vivendo nelle nostre case, chi in famiglia, chi da solo, potrebbe essere ben speso adottando comportamenti amici dell’ambiente, a partire da una corretta e intelligente gestione dei rifiuti. Io #ricicloincasa. E voi?”.

venerdì 6 marzo 2020

I GRE aderiscono a M'illumino di Meno 2020

I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio aderiscono a M’illumino di Meno, la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Caterpillar e Radio2 nel 2005: l’edizione 2020 torna venerdì 6 marzo ed è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi.

Dall'inizio di M'illumino di Meno il mondo è cambiato: l'efficienza energetica è diventata un tema economico rilevante e le lampadine ad incandescenza che Caterpillar invitava a cambiare con quelle a risparmio energetico, adesso, semplicemente, non esistono più. Ma spegnere le luci e testimoniare il proprio interesse al futuro dell'umanità resta un'iniziativa concreta, non solo simbolica, e molto partecipata.
 
Si spengono sempre le piazze italiane, i monumenti - la Torre di Pisa, il Colosseo, l'Arena di Verona -, i palazzi simbolo d'Italia - Quirinale, Senato e Camera - e tante case dei cittadini. Si sono spenti per M'illumino di Meno la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell'inquinamento luminoso.
 
Quest'anno l’invito di Caterpillar è piantare un albero, perché gli alberi si nutrono di anidride carbonica. Gli alberi sono lo strumento naturale per ridurre la principale causa dell'aumento dei gas serra nell'atmosfera terrestre e quindi dell'innalzamento delle temperature. 
Gli alberi e le piante emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l'erosione del suolo, regolano le temperature. 
Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico. Per frenare il riscaldamento globale bisogna cambiare i consumi, usare energie rinnovabili, mangiare meno carne, razionalizzare i trasporti. Tutti rimedi efficaci nel lungo periodo. Ma abbiamo poco tempo e il termometro globale continua a salire.
Gli scienziati di tutto il mondo concordano: riforestazione. 
 
Caterpillar invita Comuni, scuole, aziende, associazioni e privati a piantare un tiglio, un platano, una quercia, un ontano o un faggio.
Ma anche un rosmarino, un ginepro nano, una salvia, un'erica o una pervinca major: tutto quello che si può piantare su un balcone.
Sul davanzale un geranio. E maggiorana, basilico, timo e prezzemolo: piantare un giardino sulla finestra. 
Piantare viole del pensiero, ortensie e petunie  in un vaso appeso alla parete. 
Piantare erba gatta.
 
Col vostro aiuto vorremmo piantare un filare di 500.000 alberi che simbolicamente ci porti da Pino Torinese fino ad Alberobello, perché piantare alberi e piante aiuta a mitigare il riscaldamento climatico e a salvare il pianeta.

martedì 18 giugno 2019

Bilancio Partecipativo - Sostieni il progetto "Un orto urbano per quartiere: coltiviamo la città"


Al via il Bilancio Partecipativo 2019 di Roma Capitale: i cittadini e l'Amministrazione potranno decidere insieme, per la prima volta, come investire 20 milioni di euro, su tutto il territorio, per la tutela del decoro urbano.

Dal 10 giugno al 15 luglio i residenti a Roma e coloro che in città studiano o lavorano possono presentare online, tramite questa sezione del portale, idee e progetti (massimo cinque) che valorizzino la bellezza e la fruibilità degli spazi urbani e delle aree verdi: interventi strutturati, che non siano singole attività di manutenzione, ma che rappresentino piuttosto un’idea organica di riqualificazione di un’area pubblica, una piazza, un parco, attraverso una serie coordinata di azioni che interessino più ambiti (verde, arredi urbani, illuminazione, accessibilità, mobilità alternativa etc.).

Le proposte di intervento sono pubblicate sul portale istituzionale di Roma Capitale e fino al 21 luglio raccolgono i sostegni dei cittadini. Quelle che ottengono almeno il 5% dei like complessivamente ricevuti dai progetti che ricadono nello stesso Municipio sono ammesse alla fase successiva di valutazione da parte di un Tavolo dell’Amministrazione che ne esamina la fattibilità tecnico-finanziaria. A ottobre il processo partecipativo si conclude con le votazioni finali online, che porteranno alla formazione di 15 graduatorie, una per ogni Municipio, e di un’ulteriore graduatoria di carattere intermunicipale.

I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio hanno autonomamente ritenuto di sostenere il progetto Un orto urbano per quartiere: coltiviamo la città, la proposta di ZAPPATA ROMANA per realizzare nei diversi quartieri di Roma orti urbani.

Il progetto mira a coltivare e sviluppare nuovi spazi per una “Roma città giardino” promovendo un orto urbano per quartiere, almeno 100 in tutta Roma, nelle aree libere non costruite, nei parchi privi di manutenzione e nelle aree verdi abbandonate. I cittadini che vorranno prendersi cura di una piccola parte del loro quartiere saranno agevolati e sostenuti. Le aree riqualificate in orti saranno intese come spazi pubblici, aperte a tutti, dove cittadini, scuole e associazioni potranno coltivare dei piccoli appezzamenti. 

Queste aree riqualificate miglioreranno i quartieri e contribuiranno a creare luoghi di socialità, integrazione, autoproduzione, biodiversità, sicurezza, educazione ambientale, promozione culturale, incontro, gioco, partecipazione e salute.

L'idea è pertanto far si che le aree abbandonate, che oggi portano degrado e insicurezza, possano invece essere pensate come una preziosa occasione per la città trasformandole da problema a risorsa.

Vi chiediamo di sostenere il progetto Un orto urbano per quartiere: coltiviamo la città cliccando QUI

lunedì 11 marzo 2019

Villa Torlonia, ancora degrado nei giardini

Cestini traboccanti di rifiuti sparpagliati tutto intorno, tronchi un pò dovunque, rami di palme abbandonati, la fontana speta: visitare i giardini di Villa Torlonia, la storica residenza su via Nomentana (in pieno Municipio II), è un'esperienza a metà tra l'inquietante e il deprimente.

Nonostante si tratti di uno dei "salotti" di Roma, sembra proprio che il giardino della prestigiosa dimora stenti a trovare il decoro che meriterebbe. Eppure basterebbe una costante ordinaria manutenzione e pulizia sia delle piante che dei viali.

Pure se abbandonata a sè stessa, i giardini di Villa Torlonia vengono scelti quotidianamente da centinaia di persone, che diventano migliaia nei weekend: amanti del jogging, famiglie, studenti o persone semplicemente desiderose di trascorrere qualche ora all'aria aperta passeggiando tra alberi secolari e costeggiando edifici dall'elevato pregio architettonico e storico come il Casino Nobile, la Casina delle Civette o il Casino dei Principi.

La summa del degrado è però nella zona del Campo dei Tornei, il piccolo galoppatoio tra il Teatro e la Serra Moresca, le cui gradinate peperino dove si percepisce che la manutenzione è solo un lontano ricordo probabilmente degli anni '80, ovvero dopo che il Comune di Roma nel 1978 acquistò la Villa che era stata residenza romana di Benito Mussolini trasformandola in parco pubblico.

L'auspicio è che, nel gioco delle competenze tra Campidoglio, Municipio ed aziende, si riesca a restituire al più importante parco del Nomentano la sua dignità.


domenica 17 febbraio 2019

Fiumicino, fotodenuncia del degrado della darsena

Sabato 16 febbraio i volontari dei Gruppi Ricerca Ecologica Lazio si sono recati presso la darsena di Fiumicino per documentarne lo stato di degrado, ormai approdato anche il Parlamento.

La situazione è critica, soprattutto all'altezza dei moli A e B: canne e plastiche di ogni genere galleggiano sullo specchio d'acqua tra le imbarcazioni, le quali rischiano anche gravi danni qualora messe in movimento in mezzo a tanto degrado.

Ma non vogliamo aggiungere altro, lasciamo parlare le immagini:









martedì 27 novembre 2018

I GRE Lazio "sposano" le Vie Francigene

Il sistema dei Cammini del Lazio

Prestigioso riconoscimento internazionale per la nostra organizzazione: l’assemblea dei soci dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha ammesso i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio nella particolare categoria riservata alle associazioni pubbliche e private, senza fini di lucro e non a scopo commerciale, che pur non versando contributi economici svolgono attività in sostegno del progetto complessivo di valorizzazione delle Vie Francigene e che hanno sottoscritto con l'associazione un protocollo di intesa. La Via Francigena promuove infatti un patrimonio legato alle identità culturali europee partendo da un itinerario storico che si esprime attraverso un fascio di strade, sulle quali si è formata la storia dell’Europa nei secoli scorsi: un percorso di 1800 km che attraversa l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e l’Italia sugli antichi passi dei pellegrini medievali che camminavano verso i luoghi santi della Cristianità. Il Consiglio d’Europa ha abilitato ufficialmente l’AEVF a dialogare con istituzioni europee, regioni, collettività locali per promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario, turistico.

Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente. I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago de Compostella e Roma, e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede. Il pellegrinaggio divenne presto un fenomeno di massa, e ciò esaltò il ruolo della Via Francigena che divenne un canale di comunicazione determinante per la realizzazione dell’unità culturale che caratterizzò l’Europa. Ed insieme ai pellegrini, viaggiavano anche le merci e le idee.

La Via Francigena nell'Italia medioevale (di Gaetano Dini)
Tuttavia la ricostruzione del “vero” tracciato della Via Francigena sarebbe oggi un’impresa impossibile, poiché questo non è mai esistito: ha invece senso ritrovare le principali mansioni e i principali luoghi toccati dai viandanti lungo la Via. Più che di una vera e propria strada, infatti, si trattava di “aree di strada”, il cui percorso variava per cause naturali (straripamenti, frane), per modifiche dei confini dei territori attraversati e la conseguente richiesta di gabelle, per la presenza di briganti. Il fondo veniva lastricato solo in corrispondenza degli attraversamenti dei centri abitati, mentre nei tratti di collegamento prevaleva la terra battuta.

Il percorso oggi riconosciuto ufficialmente dal Consiglio d’Europa come itinerario della Via
Francigena, ricalca le tappe indicate nel memoriale lasciato da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, a ricordo del pellegrinaggio da lui compiuto alla fine del X secolo. Attraverso il Gran San Bernardo e la costa toscana, Sigerico entrò nel Lazio tra Radicofani e Proceno. La prima tappa laziale della Francigena segnalata nel “diario di viaggio” dell’Arcivescovo di Canterbury, è Acquapendente, dove si trova il sacello a imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme. 

Da lì il percorso tocca Bolsena, Viterbo (nota per il miracolo di santa Rosa), Capranica, Sutri, Campagnano e Formello, per giungere a Roma varcando Monte Mario, l’antico Mons Gaudii, nome che probabilmente richiamava la gioia dei pellegrini giunti ormai al cospetto della Città Eterna dopo il loro interminabile e pericoloso cammino: in tutto 180km di magnifici paesaggi, antichi borghi e aree naturali protette, dalla Tuscia al cuore della cristianità.

Ma a Roma confluisce anche un altro percorso Francigeno, conosciuto come Via Francigena del Sud, originariamente percorso dai pellegrini in transito fra la Capitale e gli approdi pugliesi da dove salpavano le navi dirette verso la Terra Santa. La Regione Lazio sin dal 2008 ha messo in atto una sinergia di interventi volti a valorizzare i cammini meridionali francigeni, investendo notevoli risorse per il recupero di diversi tracciati a sud di Roma, individuando due principali direttrici.

Una è quella della Via Prenestina – Via Latina, che attraversa la Provincia di Roma e di Frosinone sino ai confini col Molise, coinvolgendo 43 Comuni e che si articola in due varianti, una che conduce verso Cassino e l’altra che si snoda lungo la Val di Comino. Nel territorio si trovano le due grandi Abbazie laziali di Casamari e Montecassino.

L’altra è la direttrice Appia, che scende dai Castelli Romani nella Provincia di Latina, passa per l’antica città portuale di Terracina (dove già una parte dei pellegrini sceglievano la rotta marittima verso Gerusalemme) e giunge al fiume Garigliano, ai confini con la Campania. Il percorso, che interessa ventinove Comuni, segue l’antica via consolare lungo le pendici dei Monti Lepini, Ausoni e Aurunci, è ricco di siti archeologici e incrocia le Abbazie di Fossanova e Valvisciolo.