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domenica 1 novembre 2020

Tor Paterno, il tesoro marino di Roma

In pochi conoscono la straordinaria vita sottomarina delle Secche di Tor Paterno. Oggi vogliamo questa area marina protetta di 14 chilometri quadrati sita proprio davanti la spiaggia della splendida tenuta presidenziale di Castelporziano (ad una distanza di appena 4 miglia nautiche) attraverso le splendide foto che ci ha inviato in esclusiva Ilaria Panzironi del Blue Marlin Diving Center, il più grande centro di attrazione per l’attività subacquea e punto di riferimento per il litorale romano.

Le Secche di Tor Paterno sono l'unica Area Marina Protetta italiana completamente sommersa e non includente alcun tratto emerso di costa (e di cui i Gruppi Ricerca Ecologica hanno chiesto alla Regione Lazio l'ampliamento proprio a tutela e salvaguardia dell'ecosistema). Costituita da un'ampia formazione rocciosa, coperta da una sorprendente quantità di vita animale e vegetale, l'area rappresenta una vera e propria isola sul fondo del mar Tirreno, la cui sommità giunge a 18 metri sotto il livello del mare, mentre la profondità massima tocca i meno 60 metri, costituendo così una vera e propria "oasi" in grado di attirare moltissime specie ittiche. 

Ma, oltre a cavallucci marini, murene, polpi, cosa si cela in questo scrigno di biodiversità a due passi da Roma? Iniziamo con la fauna:

  • Corallo nero (Antipathes): un esacorallo, parente delle attinie, ma che non ha nessun valore commerciale. Le sue colonie, di un tenue colore giallo, si fissano spesso sugli scheletri di altre gorgonie, sia morte che vive, e possono raggiungere i due metri di altezza. E' una delle specie più rare presenti sulle Secche di Tor Paterno, ed è protetta dalle Convenzioni di Berna e di Barcellona.
  • Aquila di mare (Myliobatis aquila): parente di squali, mante e razze, sembra volare al di sopra dei fondali marini. Può giungere ad oltre un metro di larghezza ed è dotato di un aculeo velenoso, posto all’attaccatura della coda, pericoloso anche per l’uomo. Si nutre di molluschi ed è inoffensivo. Per le sue abitudini è vittima di cacciatori subacquei e della pesca a strascico.
  • Gorgonie (Alcyonacea): sono animali coloniali, parenti stretti del più famoso corallo rosso, ma a differenza di questo presentano uno scheletro corneo e quindi flessibile. Possono raggiungere dimensioni anche relativamente grandi e hanno colorazione e portamento diversi a seconda della specie. Nell'Area delle Secche si trovano frequentemente a partire dai 25 metri di profondità e raggiungono oltre mezzo metro d'altezza, principalmente le coloratissime specie Paramuricee e Eunicelle.
  • Margherita di mare (Parazoantus zoanthus axinellae): è un antozoo caratterizzato da un colore giallo intenso o aranciato, che cresce sia sul substrato roccioso sia su altri organismi, quali spugne, gorgonie e ascidie. Preferisce l’entrata di grotte o pareti poco illuminate, sempre in presenza di correnti. In condizioni favorevoli può ricoprire molti decimetri quadrati.
  • Tartaruga caretta (Caretta caretta): fortemente minacciata di estinzione, è l'unica specie a nidificare in Italia. Ha un carapace lungo 70-140 cm, con 5 placche dorsali centrali e 5 placche dorsal centrali e 5 placche su ogni lato; il colore è rosso-marrone e la testa è grande con un rostro ("becco") molto pronunciato. La sua dieta, onnivora, varia con l'età: plancton, poi meduse e prede del fondo (peci, molluschi, crostacei, ricci di mare).
  • Tartaruga verde (Chelonia mydas): ha un carapace lungo fino a 140 cm, più tondeggiante di Caretta, con 5 placche dorsali centrali e 4 placche costali per ogni lato. E' di colore marrone-verde oliva, spesso con chiarezze e strie più scure, e il rostro è poco pronunciato. Ha una dieta in genere erbivora in acqua basse e calde. E' comune lungo le coste nord-africane, dove nidifica.
  • Tartaruga Liuto (Dermochelys coriacea): lunga oltre 2 metri e con il peso di 500-800 kg, è l'indiscusso gigante tra i Cheloni. Inconfondibile è anche il carapace, in cui le piccole placche ossee sono impiantate nella pelle durissima, simile al cuoio e ornata da lunche carene, che ricordano un liuto. Si ciba di pesci e meduse, tra cui la velenosissima caravella portoghese, spesso in acque profonde (il record attuale è di circa 1280 m) e nidifica anch'essa sulle coste africane.
  • Tursiope (Tursiops truncatus): è il più conosciuto tra i delfini, che può giungere fino a tre metri e mezzo di lunghezza. Di colore generalmente grigio, più o meno uniforme, questo mammifero marino si incontra di tanto in tanto nelle acque dell'Area Marina Protetta in branchi composti da circa una decina di animali. La specie è protetta dalle Convenzioni di Berna, di Barcellona, dalla Direttiva Habitat e dalla legge italiana n. 157/92.

Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving
Secche di Tor Paterno
foto di Ilaria Panzironi - Blue Marlin Diving

La flora marina è invece costituita da Posidonia oceanica (L.) Delile, protetta ai sensi della Direttiva Habitat 92/43 CEE (habitat prioritario 1120): è caratterizzata da foglie di forma nastriforme che possono arrivare anche ad un metro di lunghezza, larghe un centimetro circa e che si originano dal un rizoma formando fasci di circa 5-8 foglie. Il rizoma, che rappresenta il fusto della pianta, si fissa al fondo per mezzo delle radici e può essere immerso nel sedimento marino o ancorarsi sulla roccia, formando vere e proprie praterie dalla superficie fino ai 40 m di profondità in acque limpide: le praterie di Posidonia oceanica vengono considerate tra i più rappresentativi e importanti ecosistemi costieri del Mediterraneo per la notevole importanza ecologica, in quanto costituiscono un complesso ecosistema dove trovano cibo e riparo numerosi organismi. Nel corso del XX secolo tuttavia questo habitat è andato incontro ad un notevole deterioramento, soprattutto in prossimità dei più importanti centri industriali e portuali. I fattori che ne hanno determinano la regressione sono numerosi e soprattutto di origine antropica, come la diminuzione della trasparenza dell’acqua, l’alterazione del regime sedimentario causato talvolta dal ripascimento delle spiagge, l’ancoraggio delle imbarcazioni, le attività di pesca a strascico, l’inquinamento e la competizione di specie algali invasive non indigene.

Per tali motivi, nell'Area marina protetta delle Secche di Tor Paterno sono vietate la pesca con sistemi ad alto impatto ambientale, la caccia subacquea, la navigazione non autorizzata, mentre l'Ente gestore Roma Natura ha regolamentato le attività subacquee e la pesca sportiva.

Ed ora ti va di giocare con noi? Componi il puzzle e scopri il simpatico amico... un aiutino: inizia con i pezzi laterali (quelli con un bordo liscio) e poi con i cuori:

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domenica 20 settembre 2020

Trekking alla scoperta delle cascate di Rioscuro (Cineto Romano)

Era da tempo che volevamo tornare e farvi conoscere le cascate naturali di Rioscuro, a Cineto Romano: diversi salti in una verdeggiante gola scavata dall'omonimo torrente (dal 2018 area protetta tra i Monumenti Naturali del Lazio) caratterizzato da diversa portata a seconda delle stagioni (ed infatti diciamo che non lo abbiamo trovato proprio in piena) e posti ad un'altitudine di circa 570 metri s.l.m. .

Il sentiero, da poco riaperto ed inserito nella rete del Sentiero Coleman e del Cammino Naturale dei Parchi, parte dalla piazza principale del bel centro storico di Cineto Romano (consigliamo il parcheggio gratuito in Via delle Robinie alle spalle della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista): dopo un primo tratto pavimentato si arriva in un fontanile dove è possibile prendere dell'acqua. Si sale un pochino e si arriva alla piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie, che pare sia stata edificata da San Francesco. Da qui si continua su un pezzo di strada bianca, fino ad arrivare alle indicazioni per le cascate dalle quali ci si addentra attraverso boschi e pozze d'acqua cristallina in uno scenario di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico.

Quello che più ci interessava, come Gruppi Ricerca Ecologica, era la scoperta dell'ambiente umido, caratterizzato da formazioni di travertino e dalla presenza del gambero di fiume (Austropotamibius pallipes), indicatore della integrità dell'ecosistema e della Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina perspicillata). 

Al termine del percorso ci ha "atteso" la cascata grande, che muove con l’incessante forza dell’acqua una fresca brezza. 


Lunghezza: 4,70 km
Dislivello: 249 m
Profilo itinerario: anello
Difficoltà: medio-facile (diversi tratti in ripida discesa/salita, sentieri esposti, qualche guado)

Attrezzatura obbligatoria: abbigliamento adatto alla stagione (pantaloni lunghi), scarponi da trekking, zaino (no borse a tracolla!), pranzo a sacco, acqua minimo 2 litri (dopo il fontanile non ci sono approvvigionamenti dell'acqua lungo il percorso).
Equipaggiamento consigliato: bastoncini da trekking, cappellino con visiera, snack, calzini di ricambio, scarpe da scoglio (no infradito), asciugamano, occhiali da sole, crema solare, macchina fotografica.


Note: le cascate non sono balneabili. Durante la stagione estiva, famiglie con bimbi piccoli possono percorrerla ma non è possibile portare passeggini. L'escursione non è adatta alle persone che soffrono di vertigini o a mobilità ridotta!




sabato 5 settembre 2020

L'ultima camminata [Cammino dei Briganti] - Ep. 5

Ultimo giorno sul Cammino dei Briganti e dopo aver passato una notte fredda sul colle di San Donato, Luca si è alzato all'alba, ha preparato velocemente lo zaino e si è rimesso in cammino raggiungendo Sante Marie in un paio d'ore, concludendo così questa fantastica esperienza.

Su questo Cammino Luca De Felice ha documentato la sua esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.

E noi vogliamo ringraziarlo con questo particolare "alla prossima":

“La Via prosegue senza fine lungi dall'uscio dal quale parte. Ora la Via è fuggita avanti, devo inseguirla a ogni costo rincorrendola con piedi stanchi sin all'incrocio con una più larga dove si uniscono piste e sentieri. E poi dove andrò? Nessuno lo sa.”

J.R.R. TOLKIEN


Guarda l'ultima tappa del Cammino dei Briganti

Rivedi le tappe precedenti

domenica 30 agosto 2020

Dall'alba al tramonto [Cammino dei Briganti] - Ep. 4


Quarto giorno sul Cammino dei Briganti e questa volta Luca lascia Cartore incamminandosi verso una meta indefinita, finché tengono le gambe.

Nella prima parte di questa tappa ha la compagnia di nuovi Briganti con cui camminerò insieme fino a Casale le Crete, successivamente proseguirà da solo fino al colle che sovrasta San Donato, di fianco ai ruderi di un castello, dove un fantastico tramonto farà da protagonista mentre monto il suo accampamento per la notte.

Su questo Cammino Luca documenta la sua esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.


SABATO PROSSIMO, ALLE ORE 13:00, USCIRÀ L'ULTIMO DEI CINQUE EPISODI CHE RACCONTERANNO L'INTERA ESPERIENZA SUL CAMMINO DEI BRIGANTI.

lunedì 24 agosto 2020

Americo e il Lago della Duchessa [Cammino dei Briganti] - Ep. 3


In questo terzo giorno sul Cammino dei Briganti Luca lascia la tenda montata a Cartore, da Fabio, nell'area campeggio "La sosta del Brigante" per dirigersi ad esplorare il Lago della Duchessa con il meraviglioso scenario naturalistico che lo circonda. Leggero e veloce; in poco tempo ha raggiunto il Lago e conosciuto il pastore Americo, con cui ci ha scambiato due chiacchiere.

L'itinerario sale per la Val di Fua, supera il lago, e riscende per la Val di Teve fino a tornare a Cartore.

Su questo Cammino, Luca sta documentando la sua esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.

OGNI SABATO, ALLE ORE 13:00, USCIRÀ UN NUOVO EPISODIO PER UN TOTALE DI 5 EPISODI, CHE RACCONTERANNO L'INTERA ESPERIENZA SUL CAMMINO DEI BRIGANTI.

lunedì 17 agosto 2020

All'insegna de "La sosta del brigante" - Ep.2


Secondo giorno sul Cammino dei Briganti. L'itinerario della giornata porterà Luca De Felice di Vivi Avventure a Cartore partendo da Nesce, dove ha dormito in tenda in una piccola area verde del borgo Reatino.

La calda giornata si è articolata tra camminate in mezzo ad animali al pascolo su grandi praterie e incontri inaspettati con persone caratteristiche dei borghi presenti sul Cammino, insieme a nuovi simpaticissimi compagni di viaggio che arricchiranno questa giornata con canti e birra. Su questo Cammino Luca documenta la sua esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.

sabato 8 agosto 2020

I GRE lungo il Cammino dei Briganti


Il Cammino dei Briganti è un cammino a quote medie (tra gli 800 e i 1300 m. di quota) percorribile in sette giorni sulle orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. La Marsica e il Cicolano sono  terre di boschi, montagne e storie di briganti: in particolare il territorio attraversato da questo cammino è un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. I briganti vivevano sul confine per passare da una parte all'altra a seconda della minaccia. I briganti non erano malviventi, lottavano contro l’invasione dei Sabaudi che avevano costretto il popolo a entrare nell'esercito: erano spiriti liberi, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia fatta anche di rapimenti, riscatti, e tanta violenza. Una storia di 150 anni fa. Oggi l’esperienza dei viaggiatori antichi viene riproposta basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo questo cammino di 7 giorni, tutto ben percorribile, segnato e con posti tappa attrezzati. 

Lungo questo Cammino, Luca De Felice (ViviAvventure) ha documentato la sua prima esperienza come missionario dell'Associazione Ambientalista Gruppi Ricerca Ecologica , monitorando gli ecosistemi delle nostre terre e osservando come la natura esiste e resiste, interagendo con l'ambiente circostante.

Partenza con prima tappa l'itinerario che da Sante Marie raggiunge Nesce, oltrepassano Santo Stefano. Prima giornata caratterizzata dall'euforia di iniziare un nuovo cammino, con scenari naturalistici non troppo contaminati e da piccoli borghi poco abitati, silenziosi, che non conoscono i rumori della frenesia di città.

OGNI SABATO, ALLE ORE 13:00, USCIRÀ UN NUOVO EPISODIO PER UN TOTALE DI 5 EPISODI, CHE RACCONTERANNO L'INTERA ESPERIENZA SUL CAMMINO DEI BRIGANTI.

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mercoledì 19 giugno 2019

Vie Francigene, Montefiascone entra nell'Ufficio di presidenza



La partecipata Assemblea dell’Associazione Europea delle Vie Francigene di Besançon, svoltasi venerdì 14 giugno, consolida il ruolo di coordinamento dell’itinerario europeo di AEVF lungo i 3000 chilometri da Canterbury a Santa Maria di Leuca. La Via Francigena aderisce ai valori di pace, tolleranza, dialogo, democrazia, coesione sociale promossi dal Consiglio d'Europa nell’ambito del progetto degli Itinerari Culturali lanciato nel 1987 a Santiago di Compostela.

La famiglia AEVF, di cui i GRE LAZIO fanno parte, cresce con passione e consapevolezza: sono oggi 155 le collettività territoriali dei quattro Paesi che aderiscono ad AEVF, associazione incaricata dal Consiglio d’Europa di tutela e valorizzazione della Via Francigena. ”Diciotto anni di intensa vita associativa costituiscono un traguardo sul quale in tanti non avrebbero scommesso. Questa rete volontaria di comuni, province e regioni costituita a Fidenza nel 2001, vive una fase di grande attivismo in tutt’e quattro i suoi tratti nazionali ed anche nel tratto sud, sino a Santa Maria di Leuca” ha sottolineato il Presidente Massimo Tedeschi.

Undici nuovi soci hanno raggiunto la rete AEVF in occasione dell’Assemblea di Besançon: i comuni di Faverolles (Haute-Marne, Grand-Est), Montot (Haute-Saône, Bourgogne-Franche-Comté), Orbe (Cantone Vaud), Borgofranco d'Ivrea (Torino, Piemonte), Cadeo (Piacenza, Emilia-Romagna), Carrara (Massa-Carrara, Toscana), Montignoso (Massa-Carrara, Toscana), il dipartimento de Haute-Marne (Grand-Est), l'Ente Parco Alta Murgia (Bari - BAT, Puglia) e infine le regioni Molise e Campania.

L’ordine del giorno dell’Assemblea si è focalizzato sul bilancio e sul rinnovo delle cariche associative. L’Assemblea unanimamente ha rieletto Massimo Tedeschi alla presidenza e i sei membri del collegio dei vicepresidenti: Caroline Hicks (Canterbury, Kent), Martine Gautheron (Champlitte, Bourgogne-Franche-Comté), Gaëtan Tornay (Orsières, Vallese), Francesco Ferrari (Orio Litta, Lombardia), Francesco Gazzetti (Firenze, Toscana), Aldo Patruno (Bari, Puglia). 

Per l’Ufficio di presidenza sono stati altresì indicati 12 Comuni – Bucey-lès-Gy (Bourgogne-Franche-Comté), Romainmôtier (Vaud), Aosta (Valle d’Aosta), Santhià (Piemonte), Pavia (Lombardia), Fornovo Taro (Emilia), Santo Stefano Magra (Liguria), Pontremoli (Toscana), Altopascio (Toscana), Gambassi Terme (Toscana), Monteriggioni (Toscana), Montefiascone (Lazio) – e 7 province – Dipartimento Haute-Marne (Grand Est), Communauté d’Agglomeration du Grand Besançon (Bourgogne-Franche-Comté), Aigle-Région (Vaud), Unione Montana Val di Susa (Piemonte), Provincia Pavia (Lombardia), Provincia Lodi (Lombardia), Provincia Siena (Toscana) – nonchè la Association du Chablais e Associazione Toscana delle Vie Francigene e dei Cammini. Sono membri di diritto dell’Ufficio di presidenza le 10 Regioni aderenti, Canterbury, Roma e le tre città che ospitano sedi AEVF: Fidenza, Piacenza e Champlitte.

Durante l’Assemblea è stata rendicontata l’attività svolta nel 2018 e illustrata quella prevista quest’anno. In particolare lo stato dell’arte del percorso UNESCO, il lavoro delle Regioni meridionali per l’estensione della certificazione di itinerario culturale europeo della Via Francigena nel Sud, la proficua collaborazione con la Federazione Francese della Randonnée, la collaborazione internazionale con i progetti “Routes4U”, “Europe to Turkey” e con l’Università di Tolosa. Sono state presentate esperienze di buone pratiche in merito a percorso, accoglienza e manutenzione in Comuni dei quattro Paesi attraversati. Infine, uno spazio particolare e stato dedicato alla promozione e comunicazione.

Massimo Tedeschi, subito dopo la rielezione, ha espresso un sentito ringraziamento agli associati per la fiducia ancora una volta accordata. “I risultati raggiunti con impegno, perseveranza, e un pizzico di follia visionaria, ci spingono a lavorare con lena ancora maggiore per far crescere ulteriormente il nostro progetto europeo. Alla base della nostra rete, mi piace ricordare, prima di tutto ci sono le centinaia di persone che mettono a disposizione del proprio territorio tempo, energia, passione, competenze. La Via Francigena è tanto più forte quanto più forte è ogni suo tratto regionale ed ogni singolo tratto regionale è più forte quanto più forte è l’intera Via Francigena. AEVF oggi sta svolgendo azioni molto importanti per rendere fruibile l’intero percorso europeo, sostenendo le amministrazioni locali, le associazioni e la nascita di imprenditoria privata lungo il cammino, e collaborando con nuovi cammini che si ispirano al modello di sviluppo e di governance della Via Francigena.

Durante l’Assemblea è stato consegnato il pubblico riconoscimento di AEVF a Michel Thomas-Penette, direttore dell Istituto Europeo degli Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa dal 1997 al 2011, per l’impulso allo sviluppo della Via Francigena in Europa. Un’occasione importante per ricordare il valori europei dell’itinerario e per la sua importante dimensione umana che sta alla base anche dell’Associazione Europea delle Vie Francigene

Prossimo importante appuntamento a Bari, venerdi 18 ottobre, per l’Assemblea generale che per la prima volta si svolgerà in una città della Via Francigena nel sud.

giovedì 18 aprile 2019

I Cammini della Spiritualità: attraverso la via Francigena

I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, in collaborazione con la Veio Sport Academy e con il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, sono lieti di presentare il programma delle escursioni per il 2019: 4 tappe attraverso i luoghi ed i paesaggi della Via Francigena.

Il turismo ecosostenibile e lo slow tourism sono notevolmente in crescita negli ultimi anni e la Via Francigena rappresenta un’icona turistica e spirituale; Roma una meta per i pellegrini in arrivo dall’Inghilterra, Francia o nord Italia e punto di partenza per i pellegrini in rotta verso la Terra Santa.

Le nostre escursioni, oltre ad essere portatrici di benessere psicofisico ed occasione per il monitoraggio e lo studio degli ecosistemi, contribuiscono a riscoprire quel sentimento comunitario e di condivisione con chi marcia al nostro fianco, sul nostro cammino, di valori e sensazioni che ci legano l'un l'altro indissolubilmente.




"Voltato l'angolo forse ancor si trova
Un ignoto portale o una strada nuova;
Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
Finalmente il giorno giungerà,
E sarò condotto dalla fortuna,
A Est del Sole, a Ovest della Luna."
(J.R.R. Tolkien)

martedì 26 marzo 2019

Via Francigena nel Lazio, dai Gre la proposta di una cabina di regia


La Via Francigena è stato un itinerario utilizzato dal VII al XIII secolo: prima una via per i pellegrini diretti a Roma (e da qui, poi, verso i porti di imbarco per la Terra Santa), poi un veicolo per gli scambi economici e culturali. Il Lazio e Roma furono il punto di arrivo di questo percorso da nord, ed il punto di partenza verso il Mediterraneo orientale.
 
Sebbene ricostruire per intero il percorso esatto è praticamente impossibile, riteniamo che i soggetti amministrativamente deputati al governo dei "luoghi", ovvero dei territori attraversati da quella che fu la Via Francigena, debbano adoperarsi per riscoprire questa esperienza storica valorizzandola attraverso il turismo sostenibile.
 
Nel Lazio purtroppo questo processo sta avvenendo in maniera scoordinata e non continuativa, senza porre al centro i reali obiettivi individuati dal Consiglio d’Europa, che ha individuato l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) quale soggetto abilitato ufficialmente al dialogo con istituzioni europee, regioni, collettività locali per promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario, turistico.
 
Luca De Felice interviene al forum regionale Via Francigena
Per questo riteniamo che i soci laziali dell'AEVF  debbano promuovere la costituzione di una cabina di regia che coinvolga in primis i soggetti associativi riconosciuti come "Amici dell'AEVF" (tra cui i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, che svolgono attività in sostegno del progetto complessivo di valorizzazione delle Vie Francigene e che hanno sottoscritto con l'associazione un protocollo di intesa) e che magari coinvolga in questo processo i vari stakeholder.
 
Intanto sta proseguendo la progettazione delle eco-escursioni 2019, che - dopo l'edizione 2018 intitolata "I percorsi dell'identità" - quest'anno non poteva non essere: "I cammini spirituali: attraverso la via Francigena".

Restate collegati :)