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sabato 11 luglio 2020

Parlo Lineare Roma Est, chiediamo subito la Cabina di regia

Parco Lineare di Roma Est, parte il confronto permanente con l’Amministrazione Comunale progettazione e realizzazione del Parco Lineare Roma Est. Lo abbiamo deciso nell'incontro di ieri, insieme ai tantissimi Comitati di Quartiere ed alle altre associazioni ambientaliste che, sotto il coordinamento di Andrea Nataloni, Cinzia Paolino e Roberto Pallottini
Dario Musolino, Andrea Nataloni e Roberto Pallottini  
, da anni lavorano per realizzare un'opera che valorizzerebbe il patrimonio archeologico ed ambientale di tutto il quadrante Est e costituirebbe un'importante strumento di sviluppo del territorio.

Questo confronto dovrebbe avere come primo atto il riconoscimento, da parte della PA, della necessità di un progetto unico e una strategia per la sua attuazione. Quando parliamo di progetto unico evidentemente pensiamo ad un progetto di fattibilità preliminare, non certo ad un progetto definitivo. Vogliamo che la PA lo elabori con la nostra partecipazione, a partire dalla sua stesura preliminare, ma poi se necessario ripensandolo in maniera dinamica durante la sua attuazione, in base anche agli effetti dei primi interventi e in base ad un confronto permanente con i cittadini e i soggetti sociali ed economici interessati.

Dobbiamo ragionare su due aspetti: come immaginiamo si debba procedere per realizzare il parco, quali azioni “politiche” per promuoverne la realizzazione.

Il parco dovrà essere realizzato partendo da un'opera lineare: un percorso ciclopedonale che attraversi tutti i territori . Da cui partire per poi procedere ad interventi spazianti dalla riforestazione dei terreni liberi, abbandonati o soggetti ad usi impropri, agli interventi di riqualificazione e rigenerazione che mettano insieme aree libere e quartieri limitrofi, realizzando parchi, aree archeologiche, orti e agricoltura sociale, zone 30, isole ambientali, rete di percorsi ciclopedonali di connessione locale ecc., interventi puntuali con i servizi di base (sociali, per i ciclisti, culturali, per sostare, mangiare, giocare, fare sport, ecc.). 

Il progetto complessivo potrà articolarsi specifici progetti territoriali più ridotti che comprendano un tratto della ciclabile lineare, servizi di base, parchi e territorio urbanizzato rigenerato: il Comitato promotore ne ha già identificati 6, sia prima che dopo il GRA, elaborando un progetto urbano unitario per ciascuna area che riconnetta frammenti locali di città e pezzi di territorio frammentati dai lavori della TAV, dall'abbandono e dall'uso improprio. Queste aree andranno a loro volta connesse con l’esterno, con le reti di connessione del territorio metropolitano verso l’asse tiburtino (da Colli Aniene verso Tivoli..) e l’asse Casilino (Pantano, dove arriva la linea C e da dove prosegue con la Francigena sud), ma poi anche incrociarsi con il futuro GRAB e con la Palmiro Togliatti.

Per realizzare un progetto di questo genere occorre un gruppo “tecnico” di lavoro che sia interdipartimentale e funzioni da Cabina di regia tra i molteplici interventi da realizzare (riforestazione, progetti urbani, opere pubbliche, sviluppo locale, valorizzazione delle risorse archeologiche, sociali, culturali ecc.) che inevitabilmente coinvolgono una molteplicità di attori istituzionali (assessorato urbanistica, mobilità, lavori pubblici, soprintendenza, sviluppo economico, sociale, cultura ecc.).

A fianco di questa Cabina di regia dovrà poi essere sempre attiva la rappresentanza dei cittadini, che fungerà da raccordo con e i cittadini anche durante la messa in cantiere del progetto. Ma il primo obiettivo è costituire urgentemente la cabina di regia che sviluppi il programma operativo: e è questo che verrà chiesto alla sindaca Raggi.

GRE LAZIO

martedì 19 maggio 2020

Strategia nazionale forestale, le prime criticità

A seguito del proficuo confronto avvenuto in videocall nella giornata di ieri con la responsabile della Direzione generale dell'economia montana e delle foreste del Mipaaf, la dott.ssa Alessandra Stefani, sono già emerse alcune criticità in vista della consultazione pubblica per la predisposizione della Strategia Forestale Nazionale per il settore forestale e le sue filiere (SFN), prevista all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2018, n.34.

La proposta di SFN, prima di intraprendere il processo istituzionale di approvazione, infatti deve essere  presentata a consultazione pubblica on line per 40 giorni. Il documento sottoposto a questo primo processo di consultazione, è frutto del lavoro tecnico svolto da parte di un gruppo di lavoro interistituzionale e interdisciplinare nominato dal Mipaaf e coordinato dalla Direzione generale dell'economia montana e delle foreste, composto da rappresentanti delle amministrazioni nazionali e regionali competenti, della società civile, del mondo della ricerca e della conoscenza.

L'intento del documento, secondo quanto dichiarato dalla dott.ssa Stefani, è la ricerca di equilibrio tra gli stakeholders che si relazionano nell'ambito del patrimonio forestale, che ha raggiunto una superficie di un terzo del territorio nazionale il 28% del quale è già sottoposto a tutela a diverso titolo: tuttavia, tra questi stakeholders non sono state incluse nè le associazioni di protezione ambientale nè le professioni tecniche, di fatti privando il lavoro di una prospettava indispensabile per evitare squilibri. 

Inoltre è emerso quello che è il vero anello debole della strategia forestale, ovvero l'inventario forestale che al momento non va oltre il 15% della superficie assestata, in quanto soprattutto le Regioni e l'Istat non lo alimenterebbero con i dati di propria competenza. La mancanza di una base di dati affidabile, pertanto, mina l'affidabilità della pianificazione.

Premesso che la SNF non si applica alla gestione forestale nelle aree protette, perplessità sono inoltre emerse in merito alla gerarchia dei vari strumenti di pianificazione: come si colloca, infatti, la SNF rispetto ai piani di assetto delle autorità di bacino? E rispetto ai piani paesistici delle Regioni o dei piani di assetto dei parchi e delle misure di salvaguardia?

Ulteriori criticità sono inoltre rappresentate dal rapporto tra SNF e, ad esempio, i fondi europei utilizzati per la pioppicoltura, che ha portato gravi danni perché impiantata in aree naturali boscate, in zone umide, zone umide, ZPS.

...e non siamo ancora entrati nel merito del documento. 

giovedì 2 aprile 2020

Roma e ambiente, 5 domande insidiose a... Dario Pulcini

Rifiuti e pulizia delle strade, mobilità ed inquinamento, aree verdi e decoro sono da sempre criticità della Capitale. A cui si sono aggiunti i grandi problemi mondiali e la presa di consapevolezza della necessità di una maggiore sostenibilità: stili di vita, consumi, produzioni, salute.  
Dario Pulcini - Assessore all'Ambiente
Municipio V di Roma Capitale

Ma cosa sta cambiando a Roma rispetto a queste sfide vecchie e nuove, a cui si è adesso aggiunta anche l'epidemia da Covid-19? Fin dal 1978 i Gruppi Ricerca Ecologica sono spina nel fianco delle amministrazioni sulle tematiche ambientali, e da oggi avviamo un nuovo confronto a viso aperto con chi questa città la amministra o intende farlo in futuro. 

Le prime 5 domande (provocatorie ma, a nostro avviso, stimolanti) le abbiamo rivolte a Dario Pulcini, dinamico Assessore all'Ambiente del Municipio V di Roma Capitale. Che ovviamente ringraziamo per la disponibilità.



D. - Il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha lanciato la sfida della campagna #ricicloincasa (a cui ha aderito anche la nostra associazione GRE LAZIO), provando a cogliere l'occasione del restare a casa per provare a cambiare atteggiamento verso i consumi e superare la logica dell'usa e getta. Ma i romani hanno notato che in questo periodo la città è particolarmente pulita e la raccolta dei rifiuti estremamente efficiente. Come è stato possibile questo cambio di rotta? E cosa ci attende sul versante rifiuti, una volta terminata l'emergenza?

#ricicloincasa, la campagna social lanciata
dal Ministro dell'Ambiente Sergio Costa
R. - Gli attuali provvedimenti governativi che obbligano a permanere il maggior tempo possibile in casa e la chiusura di molte attività commerciali hanno provocato una diminuzione della produzione dei rifiuti. La riflessione che deve scaturire da questo fatto, che ha come conseguenza una città più pulita, a mio parere deve essere che il problema dei rifiuti è un problema tutto umano (in natura non esistono) e che sono proprio gli esseri umani a doverlo risolvere, innanzitutto producendone il meno possibile. D'altronde nella legislazione europea e in quella italiana, che la recepisce, nel trattamento dei rifiuti il primo punto è prevenire, quindi ridurre la produzione. Poi vengono riuso, riciclo e recupero. Nel 1988 i romani producevano in media 388 kg di rifiuti pro capite annui, oggi quasi 600 kg. Oltre ai costi che implica raccogliere e smaltire tale enorme mole di rifiuti, ci sono costi ambientali e quindi sanitari che sono ben maggiori, soprattutto a medio e lungo termine. Ogni cittadino oggi può approfittare di questa situazione di emergenza per riflettere se vuole lasciare alle generazioni future un pianeta vivibile o invivibile: e questo dipende dalle scelte di consumo che si fanno. 

Ha senso comprare 30 grammi di prosciutto in una confezione di 40 grammi di plastica?  È così difficile mettere un cestino sul balcone o in giardino in cui conferire i rifiuti organici (che rappresentano il 30% del totale) e produrre del fertilizzante naturale? Bere l’acqua del rubinetto invece che acquistarla in bottiglia di plastica, avendo la fortuna di averla potabile, è un sacrificio così elevato? 

Produrre rifiuti non è un diritto, garantire un pianeta vivibile è un obbligo etico e morale. Scelte consapevoli negli acquisti, fatte con attenzione, impegnandosi a conoscere l’impatto ambientale che hanno e gli scarti che producono, sono essenziali per garantire un pianeta vivibile, per permettere alla vita di esistere nel migliore dei modi. Oggi ci sono tante filiere virtuose: dai mercati contadini bio ai gruppi d’acquisto solidale, dai produttori diretti ai mercati rionali, in cui è possibile acquistare riducendo i rifiuti prodotti, l’inquinamento determinato dai trasporti, acquistare prodotti più freschi, coltivati con metodi a basso impatto ambientale di imprese che rispettano i diritti dei lavoratori, mantenendo la la ricchezza nel territorio. L’esempio per capire quest’ultimo fattore è semplice: io produco mele e tu produci pere; io ho bisogno di 10 euro di pere e tu di 10 euro di mele; se io acquisto le tue pere e tu le mie mele tutti e due abbiamo il prodotto che desideriamo e 10 euro in tasca. Il sostegno all'economia locale non può che essere di beneficio per tutti. La prosperità di una comunità dipende dai comportamenti delle persone che la compongono.

Sanificazione stradale operata da AMA
D. ...ed anche le strade della Capitale sono state oggetto di una pulizia "particolare": quali prodotti sono stati spruzzati? In mancanza di evidenze che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del CoViD-19, come confermato da Ispra e Iss, non si rischia forse di far inutili danni alla biodiversità nonché agli animali d'affezione?

R. - Ad AMA abbiamo dato indicazioni per scegliere un prodotto per il lavaggio delle strade e la sanificazione dei cassonetti del tutto non nocivo per l’ambiente: la scelta difatti è ricaduta su Micropan, un composto enzimatico e batterico, che facilita la biodegradazione delle sostanze organiche, del tutto naturale, efficace e conforme alle normative.

D. - Non si può affermare con certezza che vi sia un legame tra corovanirus e climate change, ma potrebbe esserci un'interconnessione tra l'inquinamento e la diffusione della pandemia da Covid-19. A Roma la situazione nel quadrante est è da anni particolarmente critica, sia per i roghi tossici sia per le attività industriali: la crisi che stiamo vivendo sarà da stimolo verso scelte maggiormente sostenibili?

R. - L’iterconnessione tra la salute umana e quella dell’ambiente (di cui siamo parte integrante) è ormai accertata da tempo da tutta la comunità scientifica. Un recente report divulgato dal WWF denominato “Pandemie e distruzione degli ecosistemi” dimostra con dati scientifici che la correlazione tra la diffusione di alcune malattie infettive e l’impatto sull'ambiente delle attività umane è indubbio. I cosiddetti roghi tossici nel Municipio, grazie ai nostri numerosi interventi, sono nettamente diminuiti, sia grazie al maggior presidio da parte delle forze dell’ordine in luoghi strategici, sia rimuovendo tonnellate di rifiuti che abbiamo trovato sparsi per tutto il territorio, sia grazie ai nuovi strumenti di controllo, videocamere e fototrappole che abbiamo installato e stiamo installando. Il lavoro non è ancora concluso, ma posso dire che non ci sono più discariche abusive in aree pubbliche, ad esclusione dei rifiuti sotterrati al Parco di Centocelle, a seguito degli interventi di chiusura del 2010 dei due più grandi campi RSC d’Europa, il Casilino 700 e 900. Abbiamo provveduto alla rimozione di tutti i rifiuti in superficie nel 2018. Con ulteriori 500.000 euro fondi stanziati, grazie al lavoro congiunto con la Direzione Rifiuti del Dipartimento Tutela Ambientale, che ha sottoscritto un accordo con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, provvederemo anche a togliere quelli interrati. Mi auguro comunque che, a distanza di 10 anni, la magistratura faccia presto luce sulle responsabilità dell’amministrazione e degli organi di governo dell’epoca al riguardo. Come è possibile che nessuno abbia visto nulla, mentre tonnellate di rifiuti venivano interrate? Come è possibile che chi ha visto non abbia denunciato? All'ultima Commissione capitolina congiunta Ambiente e Cultura sul Parco di Centocelle del 17 febbraio 2020 ho chiesto ai due politici presenti, Francesco Figliomeni di FDI, all'epoca consigliere municipale e oggi vice-presidente dell’assemblea capitolina, nonché a Alessandro Moriconi, ex assessore e consigliere municipale, cosa fecero al riguardo: nessuno dei due ha risposto. 

Per ciò che concerne invece le produzioni industriali ho chiesto alle autorità competenti i controlli per verificare il rispetto della normativa. Di certo c’è bisogno di un cambiamento di mentalità e culturale, sia nel consumo da parte dei cittadini (che deve divenire uso consapevole) sia da parte delle industrie e delle imprese: per questo ho elaborato il piano d’azione municipale sull'ambiente “Comincio io”, in cui ho inserito le azioni e i comportamenti virtuosi che possiamo adottare, ad ogni livello e per ogni settore della comunità, per la sostenibilità ambientale. Credo vada fatta una riflessione comunque sull'intero sistema economico dominante: la ricerca del profitto e la crescita infinita sono paradigmi di un modello i cui sostenitori considerano fonte di benessere, ma che sono stati smentiti oggettivamente dalla realtà dei fatti che viviamo. Oggi al centro delle scelte politiche a mio parere va messa la qualità della vita e non più la crescita economica. Non può più essere il PIL l’indicatore del benessere di una nazione, di una comunità. Abbiamo tutti gli strumenti tecnologici e scientifici per costruire una società prospera, solidale, equa. Serve una rinnovata volontà determinata da una mentalità nuova, fondata sui concetti di interdipendenza e sostenibilità ambientale, solidarietà e cooperazione. Il riduzionismo e il pensiero convergente dei secoli passati e ancora oggi dominante nella mentalità dei più, è superato, ha dimostrato ampiamente tutti i suoi limiti: oggi serve un approccio sistemico e un pensiero divergente per superare le sfide della nostra epoca ed evolvere come comunità umana. Perché il paradiso qui sulla terra può già esistere, si tratta solo di divenire consapevoli delle scelte corrette da prendere per realizzarlo.

D. - Da quando è iniziata l'emergenza, il Governo ha attuato misure restrittive in tutto il paese: i livelli di smog sembrano essersi attenuati ed anche a Roma è stata evidenziata una riduzione del biossido di azoto, un inquinante legato principalmente agli scarichi degli autoveicoli. Tuttavia, come anche l'Arpa Lazio ha confermato, i valori di Pm10, di Pm2,5 e di anidride solforica (legati più al riscaldamento domestico ed alle attività industriali) non sembrano aver subito riduzioni, ed anzi in alcuni giorni sono in aumento. Quale insegnamento trae, da Amministratore, rispetto al modello di Capitale che immaginate di dover (e poter) realizzare?

R. - Entro l’anno concluderemo i lavori della ciclabile su Via Prenestina, abbiamo aperto la stazione metro C di San Giovanni collegandola quindi alla Metro A. Abbiamo acquistato centinaia di nuovi autobus salvando una società, ATAC, che tutti davano per spacciata. Stiamo insomma investendo nella mobilità sostenibile, come da programma politico. Però i cittadini devono seguirci su questa strada, se vogliamo rapidamente ridurre gli inquinanti prodotti a Roma e migliorare quindi la qualità della vita nella città. Di recente ho chiesto ai cittadini di attenersi ai 20 gradi imposti dalla legge per i riscaldamenti negli uffici, nei negozi e nelle abitazioni, proprio constatando che la diminuzione del traffico veicolare ha ridotto l’inquinamento, ma ancora non a sufficienza. 

Ci sono poi anche le condizioni climatiche ovviamente che influiscono, ma la direzione deve essere verso un maggior efficientamento energetico degli edifici e quindi una riduzione dei consumi. Noi stiamo iniziando dall’efficientamento energetico delle scuole e degli edifici pubblici, con progetti a breve, medio e lungo termine proprio per tale ragione. In questi 3 anni abbiamo piantato centinaia di alberi su tutto il territorio, grazie anche ad associazioni e cittadini virtuosi e proseguiremo senza sosta, visto che in pochi decenni abbiamo ridotto il patrimonio arboreo planetario del 50%, passando da 6.000 miliardi di alberi a 3.000. Gli alberi e il verde non hanno una funzione meramente estetica, ma ecosistemica, assorbendo diversi inquinanti e purificando l’aria. 

Sto lavorando molto su questo nuovo concetto del verde urbano, con progetti anche innovativi, come “Il Sogno Trasformato” a Parco G. De Chirico, i cui lavori inizieranno a breve, il più grande progetto in Europa con fondi pubblici di riqualificazione del verde ispirato ai principi della permacultura. Continueremo poi con le iniziative culturali legate all'ambiente che abbiamo istituzionalizzato, giunte al quarto anno: la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, FESTAM, il festival sull'ambiente del Municipio V, il più grande festival sull'ecologia mai realizzato a Roma.

D. - Manca poco più di un anno alla fine della sindacatura di Virginia Raggi: a suo avviso, da un punto di vista ambientale quali sono i principali risultati raggiunti (sia a livello di Campidoglio che municipali) e quali i rammarichi per quanto non si è riuscito a fare?

R. - Abbiamo trovato una città in macerie: la frase che ripeto più spesso ai cittadini, ai miei collaboratori e colleghi è “ancora non abbiamo trovato una sola cosa fatta bene nel Municipio”. Perché questa è la realtà. Abbiamo utilizzato buona parte del nostro tempo a risolvere i danni creati nel passato, di una città che non sembra proprio essere stata governata o che comunque è stata governata da una politica che non ha messo al centro la qualità della vita dei cittadini, ma interessi personali o privati e azioni determinate dall'unico obiettivo di accaparrarsi voti. Noi non abbiamo agito così. Abbiamo sistemato il bilancio, approvato per tempo e in ordine, liberando così risorse importanti per gli interventi strutturali sul territorio. Il bilancio municipale, per fare un esempio concreto, è passato da 1 milione di euro di investimenti nel 2016, quindi prima del nostro arrivo, ai 10 milioni del 2020, con un aumento costante anno dopo anno. Solo per il settore ambientale siamo passati da zero euro ad oltre un milione di questo anno. I fondi per la manutenzione ordinaria del verde municipale, che è principalmente verde scolastico, sono passati dai 50.000 euro del 2016 al 620.000 euro di questo anno, con un aumento costante. Abbiamo potenziato l’ufficio del verde municipale, da due dipendenti a sei. Sto facendo effettuare le verifiche di stabilità di tutte le alberature, perché non erano mai state fatte prima, per garantire la sicurezza e la pubblica incolumità.
Parco Caduti di Marcinelle dopo la manutenzione
Non c’era programmazione, pianificazione e su questo ho lavorato. Ora abbiamo una programmazione accurata per il verde, sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria. Su quest’ultima partiranno a breve i lavori della gara da 400.000 euro dei fondi 2019, su diverse aree del territorio stabilite con direttiva di giunta e già ho pianificato le aree per la straordinaria del 2020, da 600.000 euro su cui stiamo confrontandoci con la maggioranza. Abbiamo rifinanziato i lavori per il secondo stralcio del Parco di Centocelle, per un importo di 2.400.00 euro, stiamo progettando il polo espositivo mussale, perché possa diventare finalmente un parco archeologico a tutti gli effetti. Non abbiamo rinnovato le licenze alle attività di auto demolizione presenti, prive dei requisiti oggettivi e soggettivi, grazie all'ottimo lavoro svolto congiuntamente con la Direzione Rifiuti del Dipartimento Tutela Ambientale. Partiranno questo anno i lavori di restauro delle rilevanze archeologiche di Villa Gordiani, per un importo di 1.200.000 euro. Abbiamo già abbattuto immobili abusivi anche contenenti amianto nella villa e proseguiremo anche questo anno, per darle il lustro e la dignità che merita. 

La riqualificazione del verde, dei parchi, dei giardini, è un nostro obiettivo fondamentale. Abbiamo portato l’illuminazione al Parco Delle Energie e al Parco Biavati e stiamo lavorando per illuminarne altri, sempre con impianti a basso consumo. Partiranno a breve i lavori a Parco De Chirico del progetto “Il Sogno Trasformato”, partiremo con gli orti urbani in questo primo stralcio di lavori, per un importo di 250.000 euro stanziato nel 2019. Abbiamo già finanziato il secondo stralcio di lavori per altri 250.000 euro. Sul fronte rifiuti abbiamo pianificato l’avvio del nuovo modello di raccolta porta a porta tecnologico (primi in Europa tra le capitali) su diverse zone e quartieri, ci auguriamo di poter iniziare questo anno, essendo slittato rispetto alla programmazione che avevamo stabilito. Abbiamo attivato il nuovo modello di raccolta porta a porta per le utenze non domestiche, passando da 1.000 servite a 6.000. Abbiamo inserito anche le strade private aperte al pubblico transito nelle vie in cui devono essere eseguiti i servizi di pulizia da parte di AMA, inspiegabilmente escluse nel contratto 2016-18 che abbiamo ereditato. Consideriamo che il 40% delle strade del Municipio V sono strade private aperte al pubblico transito che non ricevevano alcun servizio di pulizia. 

Abbiamo acquisito al patrimonio comunale Parco Prampolini e Parco Casale Rosso, aumentando il verde pubblico: era da oltre dieci anni che i cittadini attendevano l’acquisizione. Abbiamo recuperato l’area verde di Via Anagni, in cui volevano fare l’ennesimo parcheggio interrato, ma erano 13 anni che, con la ditta fallita, non si era fatto nulla. Stiamo realizzando una nuova area verde. Sono intervenuto con l’Ufficio Aree Ludiche del Dipartimento Ambiente per riqualificare, mettere in sicurezza e programmare interventi per tutte le 35 aree ludiche presenti, che erano in condizioni indecorose. Ne stiamo per creare 8 nuove, ne abbiamo già realizzata una nuova con anche il campo sportivo, in collaborazione con il CONI, a Tor Tre Teste. Abbiamo messo a dimora centinaia di alberi e di nuove essenze, nei parchi, nei giardini, nelle aiuole, nelle scuole, anche in collaborazione con cittadini e associazioni. Abbiamo sistemato la maggior parte delle panchine dei parchi e delle strade, centinaia, insieme ai cittadini, agli attivisti del M5S e al Servizio Giardini: abbiamo lavorato anche personalmente insieme ad alcuni consiglieri, Monia Maria Medaglia Vice-presidente della Commissione Cultura, Scuola e Sport, Alessandro Stirpe Presidente della Commissione Cultura, Scuola e Sport, per sistemare le panchine. E proseguiremo anche questo anno, per finire di sistemarle tutte. Abbiamo acquistato 270 nuove panchine in cemento che metteremo nelle aree verdi e sui marciapiedi a breve, 46 bici elettriche che stiamo dando in gestione ad enti del no profit, con regolare bando, per promuovere il territorio attraverso tour culturali, naturalistici, archeologici, enogastronomici tramite la mobilità sostenibile. Abbiamo acquistato come Municipio 170 stalli per le bici nuovi che posizioneremo a breve, oltre a quelli che abbiamo già installato con il Dipartimento. Stiamo per installare i primi apiari pubblici d’Italia a Parco De Chirico, grazie ad un lavoro complesso che abbiamo portato avanti con la Commissione Cultura e con la Commissione Ambiente municipali. E non ci fermeremo solo a quel parco. Grazie al lavoro congiunto con il Presidente Alessandro Stirpe e la vice Monia Maria Medaglia della Commissione Cultura e l’Assessore alle Politiche Culturali Maria Teresa Brunetti abbiamo istituzionalizzato la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (SEMS), la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, con decine di iniziative e laboratori in tutto il territorio, coinvolgendo imprese, associazioni, scuole e cittadini, questo anno entrambe alla quarta edizione. Abbiamo realizzato il primo festival sull'ambiente del Municipio, FESTAM, il più grande festival sull'ambiente mai realizzato a Roma, con film, presentazioni di libri, concerti, piantumazioni partecipate, progetti di riuso e riciclo, laboratori e molto altro. Questo anno sarà alla sua quarta edizione. Con la Vice Presidente della Commissione Scuola Monia Maria Medaglia abbiamo effettuato sopralluoghi in tutte le 46 scuole comunali, nidi e infanzia, per rilevare le criticità e gli interventi necessari, sia per le aree esterne e a verde, che per gli interni. Grazie a questo lavoro stiamo per installare nuovi giochi nelle scuole che abbiamo già acquistato, con l’utilizzo di colata in gomma anti-trauma, molto più facile da mantenere e che garantisce maggior sicurezza e durata rispetto ad altre soluzioni. Abbiamo già acquistato e installeremo diversi nuovi gazebo nelle scuole e abbiamo già piantato diversi nuovi alberi da frutto, per far sì che le aree esterne diventino sicure e idonee ad attività ecopedagogiche, in collaborazione con le POSES e le educatrici. Sempre nelle scuole stiamo per riqualificare diverse aree verdi con 200.000 euro di fondi per la manutenzione straordinaria 2020, insieme al Centro di Educazione Ambientale del Municipio, inserendo anche nella progettazione anche i giovani del Servizio Civile. Stiamo per realizzare il primo Centro di Cultura e Educazione Ecologica e Ambientale di Roma (CREA), dentro Villa Gordiani, recuperando degli immobili abusivi con coperture in amianto, che stiamo per rimuovere a breve.

Nessun rammarico quindi, il nostro lavoro di 4 anni è stato nettamente superiore sia nella quantità che nella qualità a quello di tutti i nostri predecessori degli ultimi 30 anni messi insieme. E tutto con gare regolari, senza affidamenti diretti o somme urgenze, lavorando anche personalmente con spirito di servizio nei confronti della cittadinanza. Roma e il nostro Municipio stanno inesorabilmente arrivando ad una normalità che non c’era prima. C’è ancora da fare, ma quello che ci hanno chiesto i cittadini, ossia la manutenzione ordinaria e dove necessario straordinaria, la stiamo portando avanti, per ciò che concerne gli spazi verdi e per il settore ambientale, su tutto il territorio, dialogando costantemente con la comunità, con costanza e perseveranza.

venerdì 6 marzo 2020

I GRE aderiscono a M'illumino di Meno 2020

I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio aderiscono a M’illumino di Meno, la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Caterpillar e Radio2 nel 2005: l’edizione 2020 torna venerdì 6 marzo ed è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi.

Dall'inizio di M'illumino di Meno il mondo è cambiato: l'efficienza energetica è diventata un tema economico rilevante e le lampadine ad incandescenza che Caterpillar invitava a cambiare con quelle a risparmio energetico, adesso, semplicemente, non esistono più. Ma spegnere le luci e testimoniare il proprio interesse al futuro dell'umanità resta un'iniziativa concreta, non solo simbolica, e molto partecipata.
 
Si spengono sempre le piazze italiane, i monumenti - la Torre di Pisa, il Colosseo, l'Arena di Verona -, i palazzi simbolo d'Italia - Quirinale, Senato e Camera - e tante case dei cittadini. Si sono spenti per M'illumino di Meno la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell'inquinamento luminoso.
 
Quest'anno l’invito di Caterpillar è piantare un albero, perché gli alberi si nutrono di anidride carbonica. Gli alberi sono lo strumento naturale per ridurre la principale causa dell'aumento dei gas serra nell'atmosfera terrestre e quindi dell'innalzamento delle temperature. 
Gli alberi e le piante emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l'erosione del suolo, regolano le temperature. 
Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico. Per frenare il riscaldamento globale bisogna cambiare i consumi, usare energie rinnovabili, mangiare meno carne, razionalizzare i trasporti. Tutti rimedi efficaci nel lungo periodo. Ma abbiamo poco tempo e il termometro globale continua a salire.
Gli scienziati di tutto il mondo concordano: riforestazione. 
 
Caterpillar invita Comuni, scuole, aziende, associazioni e privati a piantare un tiglio, un platano, una quercia, un ontano o un faggio.
Ma anche un rosmarino, un ginepro nano, una salvia, un'erica o una pervinca major: tutto quello che si può piantare su un balcone.
Sul davanzale un geranio. E maggiorana, basilico, timo e prezzemolo: piantare un giardino sulla finestra. 
Piantare viole del pensiero, ortensie e petunie  in un vaso appeso alla parete. 
Piantare erba gatta.
 
Col vostro aiuto vorremmo piantare un filare di 500.000 alberi che simbolicamente ci porti da Pino Torinese fino ad Alberobello, perché piantare alberi e piante aiuta a mitigare il riscaldamento climatico e a salvare il pianeta.

martedì 26 novembre 2019

Amilcare Troiano nuovo responsabile Parchi dei GRE

L'avv. Amilcare Troiano
Il Presidente nazionale dei GRE prof. Umberto Balistreri ha nominato Amilcare Troiano responsabile nazionale e referente dei Gruppi Ricerca Ecologica per le problematiche inerenti i Parchi e le riserve naturali.

L'avv. Troiano, nato a Napoli nel 1950, oltre ad un'intensissima vita forense, ha un'elevatissima professionalità nella gestione delle aree protette e tutela dell'ambiente.

Dal 2001 al 2006 è stato Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e, successivamente, Commissario Straordinario fino al 2008.

Dal 2009 il Ministro dell’Ambiente lo ha nominato Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che è anche Ente Gestore delle Aree Marine Protette di S. Maria di Castellabate e Costa degli Infreschi e della Masseta. Grazie al suo impegno, nel 2011 il PNCVD è entrato a far parte della Rete Europea e Mondiale dei Geoparchi sotto l’egida dell’UNESCO e gli è stato conferito il Premio Internazionale “Un Bosco per Kyoto 2010” con la seguente motivazione: “Per aver operato nell’ambito territoriale del Parco del Cilento in maniera oculata e responsabile e per aver agito efficacemente, nel contesto della mitigazione climatica, promuovendo svariati e consistenti rimboschimenti nei comuni del Parco”.  

Nel 2010, inoltre, è stato nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri componente del Comitato Nazionale per la realizzazione del progetto di valorizzazione e per la gestione del fondo speciale previsto per la celebrazione del millenario dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava dé Tirreni.

Ricca anche la vita associativa: già Presidente della Compagnia dei Parchi S.C.R.L., Amilcare Troiano è componente del Consiglio Direttivo della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali (Federparchi), della quale è stato anche componente della Giunta Esecutiva e Vicepresidente, nonché componente del Consiglio del COMITATO ITALIANO IUCN. Nel 2011 la Provincia di Salerno lo ha nominato componente della Commissione "Progetto di riqualificazione dei castelli e dei beni di pregio della Provincia".

Sua anche la sottoscrizione della “Dichiarazione di Chefchaouen” (insieme a Spagna, Grecia e Marocco) a sostegno della candidatura della Dieta Mediterranea che l’UNESCO ha decretato Patrimonio Immateriale dell’Umanità il 16 novembre 2010 a Nairobi (Kenya): impegno pubblicamente riconosciuto nel 2011 dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e, nel 2012, dal Presidente della Giunta Regionale della Campania che lo ha nominato componente dell’Osservatorio Regionale per la Dieta Mediterranea.


All'avvocato Troiano vanno i più sentiti auguri di buon lavoro dai Gruppi Ricerca Ecologica Lazio.

martedì 5 novembre 2019

Il Lago ex Snia - Viscosa è Monumento naturale!

Lago Sandro Pertini o exSnia (foto Gre Lazio)
L'unico lago naturale di Roma è Monumento naturale: lo ha deciso il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti il quale, con il proprio decreto del 9 ottobre 2019 n.17594, ha vincolato questo piccolo specchio d'acqua per tutelarne la conservazione, l'integrità e la sicurezza.

Ma, come? Non sapevate che Roma ha un proprio lago? Eggià, e sta da qualche decennio sotto i vostri occhi (dal 1992 per l'esattezza), nel Municipio V tra via Prenstina e via di Portonaccio, e seppur avrebbe come nome Lago Sandro Pertini, ai più è noto come Lago ex Snia - Viscosa e come GRE LAZIO ve lo abbiamo presentato il 14 giugno scorso: nel rimandarvi per l'intera storia al nostro articolo, ricordiamo solo che il bacino si formò accidentalmente nel 1992 in occasione di lavori di scavo che intercettarono la falda acquifera. E da allora è là, nonostante i tentativi della proprietà dell'area di "liberarsene".

L'area vincolata è estesa complessivamente 7,5 ettari: la Regione ne ha riconosciuto la funzione di potenziale corridoio ecologico tra la Riserva Naturale Valle dell'Aniene e il Parco dell'Appia Antica in funzione delle valenze vegetazionali (vi sono state censite circa 300 specie botaniche, 11 comunità vegetali, 3 habitat prioritari per l'Unione Europea) e faunistiche (62 specie di uccelli fra i quli tre di interesse comunitario).

In particolare l'area del lago presentata grande valenza naturalistica e elevate potenzialità di rinaturalizzazione spontanea e guidata: sono presenti la cannunccia palustre (Plantago lanceolata), la felce aquilina (Pteridium aquilinum), la inula viscosa (Inula viscosa), il geranio malvaccino (Geranium rotundifolium), il becco della Colomba (Geranium molle), l'orzo murino (Hordeum leporinum). Inoltre, nell'area industriale abbandonata e sulla scarpata ovest del laghetto si è formata una macchia di carattere mediterraneo dove sono presenti due fitocenosi prevalenti: una popolazione di pino d'Aleppo (Pinus halepensis) che cresce rigogliosa sui muri della fabbrica dismessa, mentre sulla sponda occidentale del lago si può osservare una comunità maggiormente mesofila dominata dall'alloro (Laurus nobilis), habitat prioritario 5230*.

All'interno dell'area sono presenti formazioni vegetali secondarie riferibili a habitat di interesse comunitario tipici degli ambienti rupestri, sebbe siano frammentari e occupini piccole superfici:
  • habitat 6110* - formazioni erbose rupicole o basfile dell'Alysso - Sedion albi. Sui piani in cemento della costruzione abbandonata a ovest del lago si rinvengono propolazioni di Peverina annuale (Cerastium semidacandrum) e il sedano spagnolo (Sedum hispanicum);
  • habitat 6220* - percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero - Brachypodietea. Sul pavimento della fabbrica è possibile trovare il trifoglio scabro (Trifolium scabrum) e la costolina annuale (Hypochoeris achyrophorus) riconducibili all'associazione Trifolio scabri - Hypochoerideutum achyrophori;
  • habitat 5230* - matorral arborescenti di Laurus nobilis. Intorno al lago è presente la fotocenosi, anche se in maniera frammentaria, caratterizzata dalle specie di alloro (Laurus nobilis) e di fico comune (Ficus carica);
  • habotat 9540 - pinete mediterranee di pini mesogini endemici. Sulle murature della fabbrica sono presenti popolazioni di pini d'Aleppo (Pinus halepnesis).
Nonostante la limitata estensione dell'area, inoltre, la comunità ornitica è ricca con più di 60 specie tra le quali: il pettirosso (Erithacus rubecula), il martin pescatore (Alcedo atthis) inserito nell'Allegato 1 della Direttiva Uccelli, il germano reale (Anas platyrhynchos) inserito nell'Allegato II/1, la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) inserita nell'Allegato II/1, il cormorano (Phalacrocorax carbo) e il gheppio (Falco tinnunculus).

La gestione del monumento è affidata all'Ente Regionale Roma Natura, che dovrà anche promuovere e realizzare interventi educatici, di conservazione e di valorizzazione, anche garantendo un'ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione dello stesso Monumento Naturale, al fine di favorire la corretta fruizione dell'area, assicurando che gli interventi di valorizzazione vengano progettati ed eseguiti tenendo conto delle risorse ambientali presenti.

FINALMENTE UNA STORIA A LIETO FINE!!!

mercoledì 16 ottobre 2019

Bilancio partecipativo: sosteniamo la rete di piste ciclabili a Ponte di Nona

Ancora pochi giorni per sostenere le migliori proposte di intervento, presentate da chi a Roma ci sta ogni giorno, nell'ambito del Bilancio Partecipativo 2019. Roma Capitale, i cittadini e l'Amministrazione decideranno insieme, per la prima volta, come investire 20 milioni di euro su tutto il territorio per la tutela del decoro urbano.

Le proposte di intervento che avranno ottenuto almeno il 5% dei like complessivamente ricevuti dai progetti dello stesso ambito territoriale sono state ammesse alla fase successiva di valutazione da parte di un Tavolo dell’Amministrazione.

Tra le tante pervenute, oltre al progetto Un orto urbano per quartiere: coltiviamo la città, abbiamo deciso di sostenere anche la proposta di progetto per la realizzazione di percosi ciclo-pedonali a Nuova Ponte di Nona, presentata dal Comitato di Quartiere Nuova Ponte di Nona (cdqpontedinona@gmail.com), che oggi vi presentiamo invitandovi a votarla.  

Ma ricordate: c'è tempo fino alle ore 12:00 del 21 ottobre, quindi affrettatevi!!!


Nuova Ponte di Nona è un quartiere del VI Municipio di Roma Capitale che con 270.000 persone è uno delle circoscrizioni più popolate della città e che negli ultimi anni ha visto un significativo sviluppo in termini di nuove edificazioni e natalità. Nel quartiere Nuova Ponte di Nona, posizionato appena 5 km oltre il G.R.A., vi abitano prevalentemente famiglie giovani con età media di 36 anni. La popolazione si aggira intorno ai 20.000 abitanti, ma considerando il territorio in forte espansione urbanistica, le proiezioni inducono a pensare che nell’arco di un decennio si raggiungeranno le 40.000 unità. L’intera area è caratterizzata dalla presenza di ampie aree verdi, tre delle quali sono oggi attrezzate a verde pubblico. Nello specifico: Parco L. SINISGALLI (1° parco) Parco L. GASTINELLI (2° parco) Parco Archeologico della Collatina antica (3° parco, di prossima inaugurazione).

Per tale motivo Nuova Ponte di Nona è altresì conosciuta come “Il quartiere dei Parchi”. Nel prossimo futuro l’intera area vedrà un sensibile aumento dei suoi residenti, con una importante ricaduta in termini di traffico veicolare che rende necessario implementare una nuova mobilità alternativa, orientata maggiormente alla sostenibilità ambientale. Ciò detto, considerato lo sviluppo urbanistico e tenuto conto delle particolari caratteristiche del quartiere, dove sono presenti ampi marciapiedi nei quali è possibile realizzare più percorsi ciclo-pedonali, l’idea, - condivisa con i cittadini e risultata essere la più votata in un sondaggio a cura dei promotori del progetto -, è quella di sviluppare dei tracciati pedonali e ciclabili, in grado di mettere in comunicazione tra loro i parchi e facilitare, nel contempo, il collegamento alla Stazione Ferroviaria, ubicata appena fuori il quartiere, nonchè i luoghi più popolari del quartiere (Centro commerciale, Biblioteca, Posta, Chiesa, Soprintendenza).

IL PROGETTO

La stazione ferroviaria di Nuova Ponte di Nona, inaugurata ad Aprile 2016 con 84 treni al giorno che collegano il centro città, rappresenta la più comoda e veloce modalità per raggiungere le stazioni Roma Termini e Roma Tiburtina senza adoperare veicoli a due e/o quattro ruote. Attualmente la stazione è collegata al quartiere con il bus 555, i cui tempi di percorrenza sono spesso poco pratici; per cui, la mancanza di un collegamento diretto e sicuro al centro abitato, ne rende difficile il raggiungimento a piedi o in bicicletta. Da qui l’idea di unire i tre parchi attraverso la realizzazione di un corridoio ciclo-pedonale, che conduca direttamente dal quartiere alla stazione Ponte di Nona.

Entriamo nel dettaglio: prendendo come punto di partenza il piazzale antistante la stazione si possono immaginare due differenti percorsi ciclo-pedonali, a servizio dei residenti del quadrante Ovest:
  • il primo percorso va immaginato lungo via FORLANINI, dove, sugli ampi marciapiedi, è possibile realizzare un percorso ciclopedonale, passando attraverso il parcheggio comunale S1 del Parco archeologico (3° parco), e poi attraverso un ponticello ecosostenibile, del costo di € 120.000 si raggiunga direttamente piazza NOTTOLINI e da lì la centrale via CALTAGIRONE, a beneficio dell’intero versante Ovest del quartiere. Con la realizzazione del ponticello, che è parte dell’idea progettuale, saranno anche necessari: alcuni metri di vialetti, la segnaletica verticale ed i cartelli indicanti la stazione dalla parte Ovest del quartiere.
PRIMO COLLEGAMENTO
Nella Figura 1, in giallo il percorso ciclo-pedonale (T1) proposto e proveniente dalla stazione; in blu l’ubicazione del ponticello (P1) in materiale ecosostenibile, utilizzabile come collegamento diretto tra il quartiere e la stazione Ponte di Nona, alla cui entrata occorrerà contemplare anche l’installazione di rastrelliere e parcheggi sicuri per le bici.
  • Per il secondo percorso, ancora più suggestivo, abbiamo ipotizzato l’unione tra la stazione e il parco L. SINISGALLI (1° parco), tramite il Parco archeologico (3° parco), di prossima inaugurazione.

SECONDO COLLEGAMENTO
Questo secondo collegamento è effettivo partendo da sotto il cavalcavia di via GRAPPELLI, mediante il prolungamento del camminamento in rosso (come indicato in Figura 2 – Tratta T2), delimitato da appositi cordoli e da adeguata illuminazione (si veda la Figura 3 per un esempio di vialetto), che attraversa un’area verde, sita tra la Chiesa e la scuola “Prampolini, (Figura 4) raggiungendo il parco L. SINISGALLI (1° parco) attraverso il tunnel stradale posto sotto la via L. CONTI (Figura 2 – TU).

L’immagine riporta anche l’ipotesi di una possibile scalinata che nella più alta via FIORINI, posta a metà della popolare Via CALTAGIRONE, a valle conduca direttamente nei vialetti che portano al Parco archeologico e quindi alla stazione (Figura 2 – Tratta T3).
In conclusione: nei primi 500 metri di percorso (Figura 2 – T2), sarà necessario creare dei vialetti (simili a quelli indicati in Fig. 3) e l’illuminazione adeguata con costi di realizzazione di circa 50,00€ per mq; per la restante parte mostrata (Figura 2 – T4) si potrebbero migliorare i sentieri già presenti all’interno del parco SINISGALLI, a cui sarà comunque necessario associare l’illuminazione adeguata.

In questo modo anche il versante Est del quartiere Nuova Ponte di Nona diverrebbe facilmente raggiungibile dalla stazione ferroviaria, sia a piedi che in bicicletta. In rosso è evidenziato il tracciato che dal parco L. SINISGALLI (1° parco, in questo caso T4), passando per l’area verde tra la Chiesa e la scuola PRAMPOLINI, si connette al Parco archeologico.



Anche il sottopasso di via L. CONTI (TU), oggi pieno di piante infestanti, andrebbe illuminato e attrezzato con nuovi vialetti, stimati, con costi di realizzazione di circa € 50,00 per mq.
Tale percorso, snodandosi, per esempio, in direzione di Via Prenestina, passerebbe accanto alle suggestive strutture pubbliche presenti nel quartiere: La Chiesa Santa Teresa di Calcutta, la Soprintendenza dei Beni Culturali e la Biblioteca Casale Rosso.
TERZO COLLEGAMENTO
In aggiunta a questi due percorsi si caldeggia il collegamento tra il parco L. SINISGALLI (1° parco) e il parco L. GASTINELLI (2° parco) per creare una continuità ciclopedonale mediante la realizzazione di un secondo ponte ecosostenibile (Figura 5 - P2) del costo di circa € 150.000 che, partendo dall’estremità del parco L. SINISGALLI (1° parco) adiacente a via Mattè TRUCCO, raggiunga il parco L. GASTINELLI (2° parco), scavalcando viale CALTAGIRONE.

A tal proposito, per l’area del parco L. SINISGALLI (1° parco) da cui dovrebbe partire il ponticello, andrebbe realizzato un ulteriore tracciato (Figura 5 – Tratta T5), ipotizzato 50,00€ per mq, in connessione con i camminamenti già presenti all’interno del Parco, ma con alcuni nuovi punti luce da innestare in loco.

I BENEFICI

Il progetto fin qui descritto, oltre a offrire all’area in oggetto la possibilità di raggiungere, da ogni angolo di Nuova Ponte di Nona a piedi o in bicicletta, la stazione ferroviaria, in assoluta sicurezza e senza l’utilizzo della macchina, con un evidente vantaggio per l’ambiente e la salute, ha anche una forte valenza sociale di aggregazione e di creazione del tessuto sociale del quartiere. Ogni angolo sarebbe infatti connesso con il centro commerciale Roma Est, con la Biblioteca Casale Rosso e con la Stazione Nuova Ponte di Nona. Inoltre il collegamento tra i tre parchi renderebbe possibile la creazione di un unico grande polmone verde dove promuovere molteplici attività ludiche, sportive e aggregative nel quartiere. Inoltre si creerebbero le condizioni per sviluppare alcune importanti attività turistiche (data la vicinanza della stazione ferroviaria, che in pochi minuti unisce le popolari stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina a Nuova Ponte di Nona), sfruttando la ricca presenza e l’auspicabile valorizzazione degli innumerevoli reperti archeologici rinvenuti nel nostro quartiere Nuova Ponte di Nona. 
La Soprintendenza dei beni culturali, sita in via CHIODELLI, ha già dimostrato la sua disponibilità a sostenere iniziative di carattere culturale per valorizzare il patrimonio storico dell’intero versante Est di Roma. Nella Figura 6 è possibile ammirare un bellissimo tratto della via Collatina portato in superficie all’interno del parco archeologico di Nuova Ponte di Nona.


Tra i benefici annoverabili si evidenzia, infine, come questo possa essere inserito in un più ampio progetto denominato “Parco Lineare Roma Est” (attualmente in fase di discussione ed elaborazione) che si propone di unire Porta Maggiore all’area archeologica di GABII, a pochi passi da Roma, mediante un percorso ciclo-pedonale che prevede anche il passaggio per il quartiere Nuova Ponte di Nona.
STIMA DEI COSTI:
da 350.000 e 400.000 euro