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venerdì 13 dicembre 2019

Inquinamento dell'aria nel Lazio, ARPA mette online i dati giorno per giorno

L'Agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente, ARPA, rende pubbliche e disponibili giorno per giorno le misure, le elaborazioni e le valutazioni dello stato di qualità dell’aria del territorio regionale e delle cause meteorologiche che la determinano. 

Tutte queste informazioni sono organizzate secondo le scale temporali previste dalla Normativa Vigente, rispettando quanto previsto dal D.Lgs.195/2005 (che recepisce la Direttiva 2003/4/CE) e per questo totalmente disponibili al pubblico.

Va ricordato che col termine valutazione si intende (Direttiva 2008/50/CE) l’attribuzione, concettualmente ad ogni punto del territorio, di livelli di concentrazione al suolo degli inquinanti previsti dalla normativa e delle principali variabili meteorologiche (cioè la ricostruzione dei relativi campi spaziali degli stessi) sulla base dell’uso combinato (assimilazione) delle misure disponibili e delle simulazioni modellistiche. I domini territoriali considerati nella realizzazione delle valutazioni sono l’intero territorio regionale (con cella di 4x4 km) e la città di Roma (con cella 1x1 km).

In particolare, le informazioni attualmente disponibili sono:
  • le analisi meteorologiche a grande scala,
  • le misure meteorologiche al suolo rilevate nelle postazioni dell’Aeronautica Militare, raccolte dalla Base Dati dell’Università del Wyoming,
  • i radiosondaggi giornalieri realizzati dall’Aeronautica Militare a Pratica di Mare , raccolte dalla Base Dati dell’Università del Wyoming,
  • le misure micrometeorologiche e la stima dell’altezza di rimescolamento realizzate dalla rete micrometeorologica di Arpa Lazio,
  • le misure di concentrazione di CO, SO2, NOx, NO2, O3, PM10, PM2.5, Benzene, Toluene, Xyleni ottenute dagli analizzatori automatici presenti nelle stazioni di misura della rete regionale della qualità dell’aria,
  • le misure di Piombo, metalli pesanti ed IPA ottenute analizzando periodicamente in laboratorio i filtri di particolato,
  • i bollettini giornalieri prodotti dalle Sezioni Provinciali di Arpa Lazio,
  • i bollettini settimanali prodotti dal Centro Regionale della Qualità dell’Aria,
  • le sintesi annuali di tutte le informazioni e la determinazione degli eventuali superi rispetto dei limiti di legge.
 

lunedì 27 agosto 2018

Plastiche e CO2: nuove norme in arrivo

Il 29 agosto 2018, la commissione del Parlamento Europeo "Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza Alimentare" (ENVI) esaminerà il progetto sulla mobilità pulita presentato il 17 maggio 2018 dalla Commissione per disciplinare per la prima volta in assoluto le norme sulle prestazioni di emissione di CO2 per i camion. Complessivamente, i veicoli pesanti (HDV) sono responsabili di ¼ delle emissioni totali di CO2 del trasporto stradale, ovvero del 6% delle emissioni totali di CO2 dell'UE.

La proposta fissa obiettivi per una riduzione del 15% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2025 e almeno del 30% entro il 2030, soggetta a revisione nel 2022. Riguarda solo i camion di grandi dimensioni, mentre i veicoli da lavoro, autobus, pullman e rimorchi sono esentati fino al 2022, quando l'ambito sarà esteso. La proposta include un meccanismo di super-crediti per incentivare l'adozione di veicoli a emissioni-zero emissioni e a basse emissioni (ZLEV). Gli incentivi ZLEV sono inoltre estesi ai veicoli delle categorie M2, M3 e N-esenti, non soggetti agli obiettivi di riduzione della CO2. 

La conformità del progetto sarà garantita da una vigilanza rafforzata del mercato - monitorando i dati sul consumo reale di carburante riportati dai produttori, basato su misuratori obbligatori del consumo di carburante, sull'introduzione di prove di conformità in servizio, mandato per la segnalazione degli scostamenti e l'introduzione di un meccanismo di correzione.

Nella stessa seduta la commissione esaminerà anche la proposta di nuove norme comunitarie sui dieci prodotti in plastica monouso che più frequentemente sono stati rinvenuti sulle spiagge e nei mari europei, nonché le attrezzature per la pesca perse e abbandonate: questi elementi costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini.

Le misure proposte spaziano dal divieto per alcuni prodotti di plastica, agli obiettivi di riduzione del consumo, agli obblighi dei produttori di contribuire a coprire i costi di gestione e pulizia dei rifiuti, alle misure di sensibilizzazione e fino agli obiettivi di raccolta in quanto gli Stati membri saranno obbligati a recuperare il 90% dei contenitori in plastica per bevande entro il 2025.