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consigli e idee dalla rete news dalle Istituzioni aree protette energie in circolo

venerdì 27 ottobre 2017

Il nuovo prontuario per difendersi dai piretroidi in città

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Dopo otto mesi da "Pesticidi da eliminare nelle aree urbane", ecco "Il problema dei piretroidi nelle aree urbane", il più completo prontuario di sostanze tossiche e nocive che le Amministrazioni comunali dovrebbero vietare nella lotta agli animali molesti sul loro territorio.

Il lavoro è realizzato sempre da Pietro Massimiliano Bianco, Valter Bellucci e Carlo Jacomini, tutti ricercatori dell'ISPRA del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: a loro va il più sentito ringraziamento da parte di tutti i volontari dei Gruppi Ricerca Ecologica.

giovedì 26 ottobre 2017

5 novembre, ecopasseggiata GRE nelle Valli del Sorbo

La Valle del Cremera nella Zona del Sorbo, tra il comune di Formello e quello di Campagnano Romano, è una delle località più suggestive dell’area protetta del Parco di Veio. 

A pochi chilometri dal territorio urbano di Roma, in quello che un tempo era il cratere del Sorbo, si sviluppa una vallata che ospita ampi pascoli, circondata da boschi misti di querce ed incisa dal fiume Cremera, un affluente di destra del Tevere, nel quale confluisce all’altezza del quartiere di Prima Porta,.

Le Valli del Sorbo sono riconosciute come Sito di Importanza Comunitaria – (IT6030011 – Valle Del Cremera – Zona del Sorbo) per la presenza dei caratteristici valloni tufacei della campagna romana, solcati da torrenti discretamente conservati e che ospitano una fauna interessante.

Lungo i versanti collinari ed in corrispondenza delle forre, l’area è caratterizzata da una vegetazione tipica degli ambienti freschi ed umidi. Il bosco misto è dominato dal cerro (Quercus cerris), cui si associano altre specie quali la Roverella (Quercus pubescens), l’Acero campestre (Acer campestre), l’Acero minore (A. monspessulanum), il Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e l’Orniello (Fraxiunus ornus). In corrispondenza dei terreni pianeggianti, dove è diffuso il pascolo bovino ed equino, il prato è dominato da piante annuali, che alternano la loro presenza in funzione delle condizioni climatiche.

Le Valli del Sorbo
Fra le specie faunistiche interessanti va ricordato il serpente cervone (Elaphe quatuorlineata), specie che si incontra luoghi ombreggiati lungo i bordi dei boschi, nelle brughiere e nei pendii rocciosi, e che ama gli ambienti caldi e piuttosto umidi e la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata). Nelle acque del Cremera abita il ghiozzo etrusco (Padogobius nigricans), un piccolo pesce un tempo comune e abbondante nei corsi d’acqua dell’Italia Centrale e ora in progressiva diminuzione a causa dell’inquinamento e del degrado ambientale al pari del vairone occidentale (Leuciscus souffia) anch’esso presente nel SIC. Tra gli uccelli si possono avvistare l’averla piccola (Lanius collirio) e il nibbio bruno (Milvus migrans). Una delle specie segnalate nel SIC è la Melanargia arge, una farfalla tipica dell’Italia Meridionale, particolarmente minacciata ed in via di diminuzione per cause naturali e ad opera dell’uomo e purtroppo non più rinvenuta nel Parco negli ultimi anni.

La Mola a Formello
L'escursione organizzata dai Gruppi Ricerca Ecologica è lunga circa 7km ed inizia lungo il corso del Crèmera fino alle cascate della Mola di Formello, un mulino da grano ad acqua, edificato approfittando della cascata del fiume stesso, quando gli Orsini acquistarono il feudo di Formello (fine XIII sec.), al fine dare un nuovo impulso alle notevoli risorse agricole e naturali del territorio di Formello e Cesano.

La Mola è rimasta in funzione fino al 1950 circa; attualmente è ridotta a rudere, dopo aver macinato grano per sei secoli; adiacente alla mola è presente un antico ponte in blocchetti di tufo ad un'unica arcata, probabilmente realizzato nello stesso periodo del mulino ad acqua, che scavalca il fiume Crèmera sottostante con una luce di 8 metri ad un'altezza di 18 metri, permettendo così il raggiungimento della mola e la possibilità di percorrere un'antica via che consentiva il collegamento alla Cassia.

Oltrepassato il Cremera, il nostro percorso proseguirà inizialmente a ritroso lungo il Cremera, per poi dirigersi in salita verso un rupe sulla cui sommità si trova il Santuario della Madonna del Sorbo, un suggestivo monumento che fu prima fortilizio medievale (le prime notizie risalgono al 996 quando viene menzionato come " castellum ", forse sorto a seguito delle invasioni saracene del X sec.) e poi nel 1427, grazie al cardinale Giordano Orsini, appartenente alla famiglia nobile divenuta signora di queste terre, monastero dei Frati Carmelitani che lo trasformarono in un Santuario di Pellegrinaggio dedicato alla Madonna. Al 1682 risalgono due altari su progetto di Carlo Fontana. Di pregio è la tavola della Madonna con il bambino (XI-XIII sec.), oggi conservata nel Museo Parrocchiale di Campagnano.
Il Santuario della Madonna del Sorbo

Il culto mariano, fu probabilmente rinvigorito attraverso la leggenda che narra di un guardiano privo di una mano che usava pascolare i maiali nella Valle del Sorbo. Un giorno, cercando una delle scrofe che si era allontanata, la ritrovò in atto di preghiera presso un albero di sorbo, dove era nascosta un’icona raffigurante la Madonna con il Bambino. La Vergine gli apparve, chidendogli di avvisare i formellesi della sua apparizione. Di fronte all'incredulità delle popolazioni locali, la Madonna compì un miravolo, facendo ricrescere la mano al giovane, e gli disse: "vai e convinci i tuoi paesani a costruire un santuario su questo colle. Chi verrà qui in processione avrà la mia grazia. Se non ti credono mostra loro la tua mano". Ed i formellesi costruirono un Santuario che custodisse l’albero del sorbo e l’icona che aveva parlato al giovane porcaio e che diventasse un luogo di pellegrinaggio.

Per questa eco-passeggiata di difficoltà "turistica" consigliamo un minimo di dotazione da portare con sè:
  • occhiali da sole
  • cappello
  • pile o felpa
  • poncho o giacca anti-pioggia e vento
  • crema solare
  • maglietta di rcambio
  • 1,5 litri di acqua
  • scarpe adatte all'escursionismo o da trial running

martedì 24 ottobre 2017

Roma, perchè gli alberi crollano

Un'altra tragedia sfiorata, in piazza delle Cinque Giornate, dove un maestoso pinus pinae si è abbattuto sulla carreggiata stradale schiacciando un taxi e ferendone il conducente fortunatamente in modo non grave.

Ma perché per le strade di Roma cadono così frequentemente alberi?
Intanto ripercorriamo velocemente gli incidenti di quest'anno:

5 gennaio, via delle Tre Fontane (Eur)
7 gennaio, Villa Pamphili (Monteverde)
13 gennaio, 100 alberi tra Prati e Nomentano
6 marzo, via Angelo Emo (Trionfale)
7 marzo: via dell'Agricoltura (Eur)
7 marzo: Villa Bonelli, Appio e Valle Aurelia
15 aprile, via Tacito (Prati)
21 aprile, via Dalmazia (quartiere Trieste)
26 aprile, lungotevere Flaminio
27 aprile, via Candia
20 maggio, via Cola di Rienzo
23 maggio, via Monte Zebio (Prati)
31 maggio, via Nomentana
14 giugno, Circonvallazione Ostiense
26 giugno, piazza della Libertà (Prati)
27 giugno, via Veneto
28 giugno, via Ennio Quirino Visconti (Prati)
29 giugno, via Trenta Aprile (Trastevere)
30 giugno, via Taranto

Bene, ma cosa è successo al pino caduto ieri mattina? Proviamo ad esaminare nel dettaglio le caratteristiche della pianta, aiutandoci con Google Earth e Google Maps:
l'albero schiantatosi si elevava di quasi 15 metri rispetto al piano stradale, una dimensione sicuramente importante ma certo non tra le più alte presenti in città.

Inoltre la pianta era collocata in un'aiuola abbastanza ampia, seppur nelle immediate prossimità della carreggiata. Anche gli interventi di potatura sembrano essere stati regolarmente effettuati.

Ma osserviamo la pianta da alche angolazioni:
                         
Il pino appare visibilmente inclinato verso la strada, forse di 10° o addirittura 15°: è per questo che era già stato incluso nell'elenco di quelli che Roma Capitale avrebbe dovuto tenere sotto osservazione, come dichiarato dall'Assessora Pinuccia Montanari.

Nostra elaborazione da Google Earth Pro
Adesso osserviamolo dall'alto: con un raggio di oltre 8 metri, l'area della chioma del pino arrivava a superare i 200 metri quadri.

Foto da Il Messaggero (Caprioli/Ag.Toiati)
Di contro, l'apparato radicale appare assolutamente inadeguato, con un diametro di "appena" 20 metri quadri: dunque appena il 10% della superficie occupata dalla chiome 15 metri più in alto. Tenendo presente che le radici del pinus pinea si presentano fittonanti e fascicolate, sono indicate anche le radici cordiformi (reiterazioni centrali cordiformi) e il caratteristico rigonfiamento basale al colletto. Ma le radici orizzontali sono state ripetutamente tagliate e, comunque, impedite nel loro allungamento tanto dalle pareti del contenitore che dal terreno esterno alla zolla di lavorazione. In pratica,gli elementi fascicolati hanno seguito stabilmente il profilo della zolla stessa,divenendo radici avvolgenti.

Nonostante la spiccata adattabilità alle condizioni urbane che presenta questa specie tra le più rappresentative del paesaggio italiano, pertanto, interventi assolutamente impropri nonché l'inevitabile "costrizione" ha comportato il verificarsi di cedimenti strutturali.

lunedì 23 ottobre 2017

Tevere, 10 idee per un possibile piano d'azione

Dal Consorzio Tiberina (a cui i GRE Lazio aderiscono), in vista del varo dell’Ufficio Speciale di Scopo Tevere di Roma Capitale, 10 semplici idee da mettere a comune – fra le tante elaborate negli anni – realizzabili immediatamente, se d’interesse:
  • creare una “cabina di regia” permanente fra tutte le Istituzioni aventi competenze, sia per il coordinamento delle attività sia per nuove proposte normative sia per lo snellimento delle azioni private;
  • rete di solidarietà ecologica e di educazione ambientale coinvolgendo tutti i territori del bacino idrografico (17.500 kmq circa che producono effetti a Roma e fino al Mar Tirreno);
  • lotta alle illegalità e agli abusivismi in genere;
  • ricerca di mecenati, donatori medi e piccoli, fino a singoli cittadini, al cui gradimento sottoporre i progetti prima del varo (restituendo eventualmente le cifre sottoscritte, se non approvati);
  • piattaforma on-line sia per la partecipazione pubblica sui progetti elaborati sia per le segnalazioni di fatti e situazioni rilevanti, in negativo e in positivo;
  • abbinare il rilancio del Tevere all'idea di Roma Capitale d’Italia, come segno di rinascita proprio attorno ai luoghi dove Roma è sorta;
  • coinvolgimento di Università, Enti di Ricerca, progettisti, artisti, testimonial, verso una grande Mostra multisettoriale che attragga l’interesse mondiale sul Tevere;
  • percorsi turistici, ricreativi, sportivi, “del viver sano” da/verso Roma lungo le vie dell’acqua del Tevere e degli affluenti;
  • nuova creatività, con coinvolgimento soprattutto di giovani, anche in forme diverse dalla tradizionale “retorica” che caratterizza l’approccio al fiume di Roma;
  • usi e accessibilità diffusi, con strutturazione tecnica (sicurezza, mobilità, navigazione, smart city, energie rinnovabili, etc) e soprattutto organizzativa (Concessioni spondali in ottica “open” per i cittadini).
Molti cassetti da aprire con tanti progetti da coordinare in un quadro unico d’assieme, molte altre decine di righe da aggiungere per un possibile piano d’azione sul Tevere a Roma.

Ma su tutto, il Tevere sopravviverà se se ne proteggerà la biodiversità, fortemente compromessa dagli inquinanti di ogni genere con ripercussioni fin lungo la costa laziale ed enormi ricadute negative ambientali e conseguentemente sociali ed economiche.

lunedì 16 ottobre 2017

Finalmente si torna a parlare di Foreste

Così come i Gruppi Ricerca Ecologica hanno stigmatizzato nei precedenti comunicati, la soppressione del Corpo Forestale è stato un fatto deleterio sia per l'oggettivo indebolimento dell'attività di prevenzione e controllo nelle aree forestali e montane, sia per il venir meno di un fondamentale riferimento per il Governo e per le Regioni nell'ambito della programmazione e pianificazione degli interventi nelle aree boscate, nel monitoraggio delle stesse e nella tutela del rischio idrogeologico.
In particolare, a seguito della sentenza con cui il TAR Abruzzo ha chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla conformità costituzionale delle disposizioni contenute nella cd. Legge Madia d. lgs. N. 177/2016, con il comunicato del 22/08/2017 i GRE hanno chiesto:
  • L’emissione del DPCM atto a sbloccare la manutenzione degli elicotteri e degli altri mezzi CFS e la possibilità di impiego degli elicotteristi forestali.
  • Il monitoraggio delle aree percorse dal fuoco con attenta sorveglianza sulle attività su esse comunque proibite quali pascolo e caccia e comunque blocco della caccia nella prossima stagione venatoria atteso la moria e lo stress subito dalla fauna selvatica.
  • L’applicazione di tutte le sanzioni previste per l’omissione degli interventi previsti dalle normative selvicolturali sulle aree boscate percorse dal fuoco quali succisione e tramarratura delle latifoglie bruciate per permettere il loro ripristino vegetativo, asportazione dei tronchi di conifere bruciati la cui presenza sui terreni acclivi diviene un percolo perle possibilità di frane. Pulizia dei valloni e degli impluvi. Tali interventi, necessari a prevenire quello che purtroppo sarà prevedibile con le prossime piogge: frane e dissesti idrogeologici dovrebbe essere effettuato a cura dei privati e, nelle aree demaniali dagli Enti delegati, Regione, Province, Comuni; dovrebbe essere prassi normale in un Paese normale, ma purtroppo spesso non avviene così per cui vista l’eccezionalità della situazione è necessaria una sorveglianza eccezionale.
  • La creazione, all’interno del Ministero delle Politiche Agricole di un’Agenzia di Sviluppo Forestale (così come richiesto dal Movimento per la Rinascita Forestale) cosa che sarebbe molto utile per seguire ed unificare gli sforzi degli Enti Locali per la ricostituzione delle Foreste, magari con criteri naturalistici, e per fronteggiare il rischio idrogeologico.
L'istituzione di una Direzione Generale che si occupi di questa materia copre una grave lacuna che la riforma Madia aveva creato con la soppressione del Corpo Forestale anche se resta un vuoto sul territorio e questa estate ci si è potuto rendersene conto col dilagare degli incendi boschivi ma, purtroppo, il peggio potrebbe ancora arrivare a causa del continuo deterioramento dei boschi del nostro Paese e del forte rischio idrogeologico strettamente collegato a questi fenomeni.

La tutela e il coordinamento delle politiche forestali nazionali e regionali anche in riferimento al dissesto idrogeologico e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, coordinamento politiche di valorizzazione della biodiversità negli ecosistemi forestali, tutela dei patrimoni genetici, delle sementi di interesse forestali e degli alberi monumentali; questa e tante altre cose di grande importanza ambientale che vanno dal commercio delle specie in via di estinzione alla valorizzazione dei prodotti del sottobosco, possono essere competentemente seguite da una specifica Direzione Generale.
Ma è solo un primo passo!
Questa direzione potrà essere valida solo se diviene un centro propulsore oltre che una guida programmatica per la rinascita forestale. In tal senso i GRE intendono stimolare con le proprie iniziative tutti i successivi passaggi che possano riuscire a coprire efficacemente il vuoto che si è creato nella tutela dell'ambiente e nel governo e valorizzazione del territorio forestale e montano.

Il Presidente nazionale
dei Gruppi Ricerca Ecologica

Prof. Umberto Balistreri
Il componente dell’esecutivo nazionale
dei Gruppi Ricerca Ecologica

Dott. Vincenzo Stabile

venerdì 13 ottobre 2017

Sacrofano, i GRE con la CRI per l'emergenza sangue

Le associazioni GRUPPI RICERCA ECOLOGICA del LAZIO, TERRITORIO e CIVILTA' AGRARIA promuovono una giornata di raccolta sangue straordinaria  nel Comune di Sacrofano il prossimo 22 ottobre 2017, in Piazza Ugo Serata dalle ore 8 alle ore 11.30.

La sospensione delle donazioni nel Comune di Anzio e nel territorio di riferimento della Asl Rm2 a causa dell'epidemia di “Chikungunya” ha causato carenza cronica delle quantità di sangue necessarie a livello regionale.

Grazie anche al patrocinio dell’Amministrazione comunale di Sacrofano, sarà quindi possibile effettuare una donazione nella giornata straordinaria di raccolta organizzata in collaborazione con la struttura mobile della Croce Rossa Italiana.

giovedì 12 ottobre 2017

Civitavecchia, sgominato traffico di rifiuti pericolosi

Fonte: operazione End of Waste - Guardia Costiera
Dai Gruppi Ricerca Ecologica del Lazio il più vivo  ringraziamento alla DDA di Roma ed alla Guardia Costiera per aver sgomitato un traffico di rifiuti internazionali pericolosi operato da criminali senza scrupoli utilizzando capannoni localizzati a Orvieto e nel viterbese, nonché facendo transitare il tutto dal porto di Civitavecchia. 
Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa diramato dal Comando generale della Guardia Costiera al termine dell'operazione "End of Waste"*.


Due anni di intensa attività investigativa, coordinata dalla DDA di Roma, hanno portato la Guardia Costiera a sgominare un cartello di imprese dedite al traffico internazionale di rifiuti metallici contaminati che spediti via mare su container da vari porti italiani (Civitavecchia, Livorno, La Spezia, Genova e Ravenna), raggiungevano le destinazioni di Cina, Indonesia, Pakistan e Korea. Le operazioni sono in corso dall'alba di oggi con l'esecuzione di numerosi arresti e sequestri di aziende in varie regioni d'Italia tra Lazio, Toscana e Umbria.

Il G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha infatti emesso 7 Ordinanze di custodia cautelare personale e disposto il sequestro preventivo di diversi stabilimenti situati in Orvieto e nel viterbese, oltre a svariati milioni di €uro da sequestrarsi per destinare a confisca, quale recupero sui proventi illeciti.

Fonte: operazione End of Waste - Guardia Costiera
L'indagine, partita da alcuni container sospetti ispezionati dalla Capitaneria di porto di Civitavecchia, coadiuvata dall'Agenzia delle Dogane, ha da subito mostrato profili di rilievo nazionale relativamente alla provenienza dei rifiuti ed internazionale per quanto attiene alle destinazioni. I soggetti arrestati e le loro aziende, mediante vari giri di false attestazioni e certificati, acquistavano rifiuti industriali complessi e contaminati, su tutti da PCB (policlorobifenili – di tossicità equiparata alla diossina), e, dopo aver simulato lo svolgimento di procedure di bonifica in Italia, lo rivendevano tal quale come materiale recuperato e "pronto forno" per un nuovo ciclo produttivo. In realtà i rifiuti, in Italia, subivano solamente una mera macinatura e, fortemente inquinati, venivano spediti via mare nelle destinazioni internazionali, senza nessuno scrupolo per la salute degli operatori in contatto con gli inquinanti.

La trattazione e la bonifica dei rifiuti è disciplinata da un articolato quadro normativo nazionale, europeo ed internazionale che discendono dalla Convenzione di Basilea. Ogni operatore, in ogni fase della filiera, deve poter dimostrare la provenienza e la destinazione dei prodotti, nonché i trattamenti a cui sono stati sottoposti o a cui saranno sottoposti.

46.000.000 € l'anno è la media del giro d'affari derivante dal traffico illecito che emerge dalle indagini, a cui si deve sommare l'effetto negativo indiretto su tutti gli operatori rispettosi delle regole del settore, in particolare le aziende sane che offrono sul mercato i servizi di bonifica, limitando per esse i margini di guadagno; senza contare i maggiori costi per le imprese che conferiscono lecitamente i rifiuti.

[*]  rifiuto che cessa di essere tale al termine di un idoneo ciclo di trattamento e bonifica; ritorna ad essere materia "prima" da impiegarsi in un nuovo ciclo produttivo. Gli indagati, mediante un articolato sistema di falsi documenti prodotti da false aziende, esportavano rifiuti dichiarandoli "end of waste" appunto.

martedì 10 ottobre 2017

Roghi tossici, NO allo scaricabarile istituzionale!

Dina Rencricca (Gre Lazio) e Roberto Torre (CdQ Tor Sapienza)
all'ingresso di palazzo San Macuto
Nulla di fatto: così ci sentiamo di sintetizzare l'esito della seconda audizione sul problema "roghi tossici", convocato per stamattina 10 ottobre dall'onorevole Andrea Causin.

I Gre Lazio, i comitati di quartiere e le associazioni hanno dovuto assistere all'imbarazzante emergere di ingiustificabili contraddizioni in seno alle Istituzioni, con il Governo e la Prefettura da un lato e (l'assente) Roma Capitale dall'altro. Certo è che dalla proattività della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie ci saremmo aspettati di più.

Un momento della seconda audizione
sui roghi tossici
Non comprendiamo come il Prefetto della Capitale possa limitarsi a lamentare l'indisponibilità della Sindaca ad assumere ruoli di Commissariato straordinario e finanche ad incontrarla, quando invece dovrebbe essere il Governo con le sue articolazioni l'attore principale della soluzione allo scempio che i romani sono costretti a vivere a causa di quella che ormai pare proprio essere complicità morale di fette dello Stato con il sistema criminale che sta avvelenando la città ed ammazzando le persone.

Come Gruppi Ricerca Ecologica siamo sempre più preoccupati per la salute della gente, anche alla luce della poca chiarezza dei dati dell'Osservatorio, del Ministero della Sanità e del Ministero dell'Ambiente. Non è tollerabile perdere tempo in attesa che si trovi la quadra delle competenze tra Governo, Regione, Comune: se la Sindaca non vuole incontrare il Prefetto o ha difficoltà ad interagire con il Governo, che almeno dia un segnale urgente di attenzione verso il problema incontrando i comitati dei cittadini e le associazioni

da sinistra: Paolo Jack (C.A.R.E.), Tonino D'Alessandro (CdQ
La Rustica), Roberto Torre (CdQ Tor Sapienza), Roberta Angelilli
(coordinatore romano Cuoritaliani), Dina Rencricca (Gre Lazio)
Dopo le dichiarazioni del Ministro dell'Interno ci saremmo aspettati dal Prefetto l'avvio di un'azione concreta, bonificando le discariche abusive e anche utilizzando l'esercito per presidiare i campi di accentramento e quelli irregolari. Nulla di tutto ciò: attendismo, posizionamento, addirittura una squallida melina!

PS: gli unici elementi positivi li registriamo nella determinazione verso i problema di alcuni componenti della Commissione, ed in particolare dell'onorevole Roberto Morassut (PD), dell'onorevole Vincenzo Piso (MISTO UDC-IDEA) e dell'onorevole Fabio Rampelli (FDI), a cui rivolgiamo i nostri ringraziamenti.

13/10 - A Formello, Le Olimpiadi della Differenziata


domenica 8 ottobre 2017

Roghi tossici, il 10 audizione dei GRE in Commissione

Roma, Palazzo San Macuto
L'onorevole Andrea Causin ha convocato per martedì 10 ottobre la seconda audizione sul problema Roghi tossici, già preannunciata al termine del primo incontro avutosi il 1^ agosto.

L'incontro che i Gre Lazio, i comitati di quartiere e le associazioni avranno con i componenti della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, si terrà sempre a palazzo San Macuto.

Sarà presente anche il prefetto della Capitale, la dottoressa Paola Basilone.

Di seguito la composizione della Commissione:

PRESIDENTE

  • CAUSIN Andrea (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA')

VICEPRESIDENTI 

  • CASTELLI Laura (MOVIMENTO 5 STELLE)
  • MORASSUT Roberto (PARTITO DEMOCRATICO)

SEGRETARI 

  • LIBRANDI Gianfranco (PARTITO DEMOCRATICO)
  • MISIANI Antonio (PARTITO DEMOCRATICO)

ALTRI MEMBRI

  • CASELLATO Floriana (PARTITO DEMOCRATICO)
  • DE MARIA Andrea (PARTITO DEMOCRATICO)
  • GANDOLFI Paolo (PARTITO DEMOCRATICO)
  • GASPARINI Daniela Matilde Maria (PARTITO DEMOCRATICO)
  • GELMINI Mariastella (FORZA ITALIA - IL POPOLO DELLA LIBERTA')
  • MALPEZZI Simona Flavia (PARTITO DEMOCRATICO)
  • MANNINO Claudia (MISTO - non iscritto ad alcuna componente politica)
  • MICCOLI Marco (PARTITO DEMOCRATICO)
  • PARISI Massimo (SCELTA CIVICA-ALA)
  • PISO Vincenzo (MISTO - UDC-IDEA)
  • QUARANTA Stefano (ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA)
  • RAMPELLI Fabio (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
  • ROSTAN Michela (ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA)
  • SALTAMARTINI Barbara (LEGA NORD E AUTONOMIE - NOI CON SALVINI)
  • SANTERINI Milena (DEMOCRAZIA SOLIDALE - CENTRO DEMOCRATICO)

giovedì 5 ottobre 2017

Stanotte sventato attacco chimico su Roma!


Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, è il caso di dirlo. Roma Capitale e le ditte incaricate, con la scusa dell’emergenza chikungunya, starebbero inspiegabilmente irrorando la città con prodotti altamente tossici in violazione delle stesse ordinanze sindacali. 

Parliamo del prodotto ETOX 5 ME, contenente etofenprox (sostanza bioaccumulabile e tossica) e metanolo. In base al Regolamento (UE) 1272/2008 del Parlamento Europeo (CLP) e come correttamente indicato nella scheda di pericolosità della sostanza (realizzato come presidio medico chirurgico dall’azienda Colkim Srl di Bologna che ovviamente non ha nessuna responsabilità dell’utilizzo del prodotto), l’ETOX 5 ME è pericoloso per l’ambiente acquatico (tossicità acuta e cronica di categoria 1) e molto tossico e nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata, ha una tossicità cronica (categoria 3), può generare lesioni oculari gravi (categoria 1), irritazioni cutanee (categoria 2), ed è tossico se ingerito, se inalato, per contatto con la pelle. Infine, può essere nocivo per i lattanti allattati al seno e provocare danni agli organi.

Inoltre l’etofenprox è stato inserito nell'elenco di sostanze candidate alla sostituzione ai sensi del Regolamento diEsecuzione (UE) 408/2015 del Parlamento Europeo.

Rientra pertanto pienamente tra le sostanze il cui utilizzo nella lotta alla zanzara tigre a Roma è categoricamente vietato ai sensi dell’ordinanza 62/2017. La stessa ordinanza 153/2017 adottata dalla Sindaca Raggi a causa dell’emergenza chikunguya impone alla ditta incaricata dall’amministrazione all’esecuzione degli interventi di disinfestazione di utilizzare solo i prodotti ammessi dall’ordinanza 62/2017.

Il comprensorio Prato della Signora localizzato su Google Maps
Nonostante tutto ciò, però, questa notte gli operatori di una ditta di Olevano Romano incaricata da Roma Capitale si sono presentati presso al Prato della Signora, un grande comprensorio stretto tra la via Salaria, la Circonvallazione Salaria ed il fiume Aniene, pronti ad intervenire con l’ETOX 5 ME. Nonostante la presenza di scuole dell’infanzia nel comprensorio. Nonostante la prospicienza al fiume Aniene. Nonostante la tossicità del prodotto che gli era stato consegnato dall’azienda. E soprattutto nonostante lo stesso prodotto sia VIETATO!

Ma se nei palazzi del potere non vogliono metterselo in testa, i romani non sono stupidi: i residenti del comprensorio, dopo aver chiesto e fotografato la scheda del prodotto altamente pericoloso per l’ambiente e vietato, hanno mandato via gli operatori impedendo la disinfestazione, o forse sarebbe il caso di dire l’attentato chimico. Ed ora che sono stati “beccati” e “bloccati”, cosa dirà l’assessora Pinuccia Montanari? E il Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco? E la sindaca Raggi?

Prato della Signora per il momeno è salvo, ma chissà stanotte in quali altri quartieri romani sono state effettuate disinfestazioni con prodotti tossici e vietati!

martedì 3 ottobre 2017

Roghi tossici, i Gre e i Comitati incalzano ancora le Istituzioni. Che però restano sorde!

Alla c.a. del Ministro dell'Interno - Marco Minniti
del Prefetto di Roma - Paola Basilione
del Presidente della Regione Lazio - Nicola Zingaretti 
del Sindaco di Roma Capitale - Virginia Raggi
alla Commissione Parlamaentare d'inchiesta Sicurezza e degrao delle Periferie
Egregi Tutti,
con la premessa che in data 25/9/17 si è verificato, nelle ore notturne, l'ennesimo incendio, presumibilmente doloso, nel Campo Nomadi La Barbuta, che è stato spento con intervento dei Vigili del Fuoco, e che gli scriventi CdQ ed Associazioni hanno constatato che anche in altri Campi Nomadi della Capitale tale attività criminale in  questi giorni è in essere.

Alla luce di quanto dichiarato dal Ministro dell'Interno durante l'audizione della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla sicurezza e degrado delle Periferie del 19/9/17, riguardo le attività di contrasto a questa specifica problematica, ovvero di aver fornito al Comitato per la sicurezza e l'ordine metropolitana tutti gli strumenti necessari per attuare le iniziative utili ad ottenere in quelle aree:"Il controllo h 24; Tolleranza zero verso attività illecite; Utilizzo se ritenuto opportuno dell'esercito".

Giova ricordare che riteniamo tali iniziative utili alla salvaguardia in primis dei minori e residenti in tutti i campi nomadi e non solo per i residenti dei quartieri romani limitrofi. 

Ormai appare evidente che i roghi tossici non sono più solo la fase terminale di un'attività criminale per lo smaltimento illecito dei rifiuti, ma di fatto è l'espletarsi di una vera e propria faida interna che coinvolge in maniera crudele e infame i minori defraudandoli, di fatto, della fanciullezza, ed inculcando in essi uno scellerato odio razziale che poi si può estendere ai Residenti dei Quartieri limitrofi.

Gli scriventi da anni denunciano l'inadeguatezza della scellerata  scelta di confinare in Campi di Accentramento le minoranze etniche.

Scelta aggravata dall'abbandono istituzionale che ha portato al consolidamento di gruppi criminali che si sono sostituiti allo Stato nel controllo di quelle realtà degradate.

Alla luce di quanto suddetto:

i CdQ ed Associazioni firmatarie della Diffida alle Autorità dell'8 giugno 2017, i sottoscrittori della prima lettera aperta al Ministro Minniti, unitamente a quelli auditi dalla Commissione Parlamentare il 1 agosto 2017,  nonché  tutte quelle realtà sociali  in Coordinamento trans regionale, chiedono a Tutte le Istituzioni in Indirizzo, di porre immediatamente in essere le iniziative di contrasto ai roghi tossici e alle attività criminali ad essi collegate, come chiaramente elencato dal Ministro Minniti.

Considerati i gravi fatti accaduti nella cittadina di Guidonia e successivamente il tentato linciaggio a Tor Sapienza, causati dall'esasperazione dei Residenti a motivo della pluridecennale incuria, inerzia totale e grave mancanza di controllo nelle aree adibite a campi ed in quelle limitrofe, in caso della perdurante inerzia delle Istituzioni, si chiede al Ministro dell'Interno l'assunzione di responsabilità  proponendo motu proprio, in Consiglio dei Ministri, un urgente decreto legge che preveda l'attuazione immediata per i Campi Nomadi Romani dei protocolli "Terra dei Fuochi e Strade Sicure".

Al Presidente della Regione Lazio, visto l'allarme salute a Roma, lanciato dal Ministro della Salute in queste ore, si chiede invece di predisporre nell'immediato, dato il gravissimo ritardo, un accurato controllo dell'inquinamento di aria, terra e falde acquifere in tutti i Campi di Accentramento Nomadi, nonché uno screening clinico su tutta la popolazione ivi residente, con particolare attenzione dei minori teso a stabilire l'eventuale presenza di metalli pesanti e/o altri agenti velenosi nel sangue, da estendere ai Residenti dei Quartieri confinanti in caso di positività.


Elenco dei CdQ e Associazioni civiche ad oggi firmatarie della lettera

CDQ MORENA
CDQ CITTADINI COLLI ANIENE BENE COMUNE
CDQ TOR SAPIENZA
CDQ TORRACCIA
CDQ LARGO BELTRAMELLI
CDQ NUOVA PONTE DI NONA
GRUPPI RICERCA ECOLOGICA LAZIO
Associazione VIVERE A COLLI A ANIENE
Associazione TIPIATTIVI
Associazione IV MUNICIPIO CASE ROSSE  
Associazione ROMA CIVITAS OPUS COLLI ANIENE
C.A.R.E. COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI ROMA EST
Associazione QUELLO CHE DAVVERO CONTA
CDQ STATUARIO CAPANNELLE 
CdQ OSTERIA DEL CURATO
CDQ GREGNA SANT'ANDREA 
CDQ VERMICINO
CDQ CENTRONI VALLE MARCIANA 
CDQ  CAMPO ROMANO CASALOTTI
CDQ LA RUSTICA
CDQ MAGLIANA
CDQ TORRE SPACCATA 
CDQ SANTA MARIA DELLE MOLE
CDQ FOLGARELLA E TUTTI I CDQ DI CIAMPINO
CDQ REBIBBIA
CDQ CENTOCELLE
COMITATO PARCO PUBBLICO CENTOCELLE
COMITATO ROMA CASA