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martedì 21 aprile 2020

Via Francigena, i dati da cui ripartire dopo la pandemia

Una fotografia sull'andamento della Via Francigena nel 2019 attraverso l’analisi a campione di 2.000 credenziali AEVF (cui aderiscono i GRE Lazio): si tratta di stime, non esaustive, ma utili per stimolare riflessioni sulle potenzialità della Via Francigena che, insieme al sistema degli itinerari culturali e cammini, rappresenta un esempio ideale per il turismo post-pandemia.

E’ stata fatta l’analisi su un campione di 2.000 credenziali AEVF distribuite nel 2019 nel tratto Canterbury-Roma. Si tratta di un campione che ci fornisce alcune stime ed indicazioni: dati utili per capire in quale direzione sta andando il cammino, avere inoltre indicazioni sul profilo, motivazioni del viaggio e bisogni dei pellegrini. Ma anche per fare alcune considerazioni finali.

IN EVIDENZA
  • La Via Francigena diventa sempre più internazionale: le persone provengono da oltre 60 Paesi! In Europa, oltre l’Italia, i grandi frequentatori del cammino sono francesi, tedeschi e svizzeri;
  • Dall’America incrementano Sati Uniti e Canada. In Asia emergono Cina, Corea del Sud, Giappone;
  • A piedi l’80%, in bicicletta il 19,7%, a cavallo lo 0,3%;
  • La scelta dell’accoglienza si conferma al 50% presso ostelli, l’altro 50% presso strutture che offrono maggiori servizi;
  • I luoghi preferiti per la partenza: Passo del Gran San Bernardo, Lucca , Siena, Fidenza e Pavia
  • in Italia. Canterbury in Inghilterra, km zero del cammino. Losanna in Svizzera;
  • La Via Francigena abbraccia un pubblico tra 16 e 80 anni. Cresce la fascia 25-34 anni;
  • Il profilo del pellegrino: istruito, appassionato di cultura e natura, curioso, alla ricerca di esperienzialità, amante del buon cibo lungo il cammino;
  • Aumentano il numero di servizi ed imprese che sostengono la Via Francigena;
  • La Via Francigena favorisce lo sviluppo dell’economia dei territori;
  • La stima dei camminatori 2019 è di 50.000, suddivisi sul percorso europeo;
  • Sul sito www.viefrancigene.org oltre 4 milioni di pagine visitate e registrati 620.000 utenti.

CREDENZIALI. Sono aumentati i punti di distribuzione delle credenziali AEVF, grazie anche alla collaborazione di molti uffici del turismo e associazioni locali. Si è passati da 52 a 74 unità lungo tutto il tratto europeo. Tra i nuovi punti di distribuzione si segnalano, tra gli altri, Canterbury, in Inghilterra, Parigi, in Francia, Orsières, in Svizzera, Aosta, Milano, Viterbo in Italia. Per il tratto sud le new entry sono Monte Sant’Angelo e Barletta. I punti di distribuzione delle credenziali rappresentano un luogo molto significativo perché sono di fatto il primo punto di contatto dei pellegrini con il mondo della Francigena.

IL PROFILO DI CHI VIAGGIA. Il mezzo di trasporto? A piedi per l’80%, in bicicletta per il
19,7% e a cavallo per lo 0,3%.
L’età media dei partecipanti è così suddivisa: 8% tra 18-24; 21% tra 25-34, 18% tra 35-44, 19% tra 45-54, 22% tra 55-64, 10%> 65 . I giovani sotto i 17 anni il 2%. La percentuale di uomini e donne registrata è stata rispettivamente di 52% e 48%. 
I mesi di partenza preferiti sono stati, nell'ordine, agosto (19%) e settembre (16%), aprile (12%) e ottobre (12%). I mesi invernali, da dicembre a febbraio, hanno raccolto oltre il 10% di camminatori.
La nazionalità di riferimento rilevata dalla credenziali AEVF è stata in prevalenza italiana (70%) a conferma di tre fattori: una tendenza in crescita nella Penisola di un turismo fatto di esperienzialità, outdoor e di cammini; la poca conoscenza della Via Francigena al di fuori dell’Italia; in alcuni Paesi, come Germania e Paesi Bassi, i tour operator e associazioni distribuiscono una loro propria credenziale. 
Per quanto riguarda le nazionalità più presenti sulla Via Francigena, in Europa si segnalano, in ordine decrescente: Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Inghilterra, Paesi Bassi, Danimarca, Belgio. Dall’America sono in prevalenza gli Stati Uniti e Canada i Paesi di riferimento per la parte nord, Brasile e Argentina per la parte sud. Dall’Asia, è rilevante l’incremento di pellegrini dalla Cina, Corea del Sud e Giappone. L’Australia si conferma un continente “amico” della Via Francigena con un flusso costante di pellegrini verso tutto il tratto europeo del cammino. In totale si contano oltre 60 Paesi rappresentati sul cammino, tra i quali Singapore,
Nuova Zelanda, Taiwan. Si evidenzia un enorme spazio di crescita che, con un’adeguata azione
promozionale, può arrivare a decuplicare i numeri attuali della Via Francigena.

LA PARTENZA, UNA META, TANTE METE. Interessanti i dati relativi ai diversi punti di partenza della Via Francigena in Italia. In ordine sono: il Passo del Colle del Gran San Bernardo 17%, Lucca 15%, Siena, Fidenza e Pavia 6%. Seguono poi Siena, Acquapendente, Viterbo. 
Sono comunque molteplici i luoghi scelti per la partenza in ognuno dei quattro Paesi e sono tutti ben collegati con i mezzi di trasporto che consentono di raggiungere facilmente una località. In Inghilterra, il punto simbolico è Canterbury, km zero del percorso. In Svizzera, si conferma Losanna come luogo più gettonato per iniziare il cammino.
Per quanto riguarda la meta finale del viaggio, la città di Roma e la Basilica di San Pietro in Vaticano sono stati il punto di arrivo per il 48% dei viandanti. 
Le altre mete intermedie sono in primis quelle toscane, come Monteriggioni, Siena, Lucca, Pontremoli, oppure Ivrea in Piemonte o Viterbo nel Lazio. 
In prospettiva dello sviluppo della Via Francigena nel sud, si potranno sedimentare altre mete come Monte Sant’Angelo, Bari, Brindisi, Santa Maria di Leuca in Puglia.

LE MOTIVAZIONI. Quali sono le motivazioni dei pellegrini? Si confermano quelle spirituali, legate alla ricerca e a un contesto immateriale che ben si coniuga con l’esperienza del cammino. La motivazione spirituale, per la maggior parte, viene abbinata a quella del turismo culturale. Tra le principali motivazioni espresse ci sono quelle della condivisione. A seguire quelle legate al turismo, natura e sport, religione.

OSTELLI: Sono stati analizzati a campione i dati sui pernottamenti raccolti in alcuni ostelli italiani per comprendere l’andamento in queste strutture sulla base del confronto con l’anno precedente: Ivrea e Vercelli 1204 (+5%), Senna Lodigiana 600 (+20%), Fidenza 880 (+6%), Cassio, Aulla e Gambassi Terme 5000 (+25%). Va sottolineato che ormai dappertutto esistono più tipi di strutture che ospitano pellegrini e viandanti. Un primo gruppo è composto da quelle religiose / ostelli / case accoglienza; il secondo gruppo da B&B / Hotel. Mediamente si considera che il 50% di pellegrini predilige il primo gruppo, l’altra metà il secondo.

DURATA CAMMINO E BUDGET. Qual è la durata media del viaggio? I giorni che vengono trascorsi sul cammino sono in media 7. Molte persone ritornano successivamente sul cammino ogni anno, riprendendo dal punto dove avevano interrotto. In questo caso viene riutilizzata la stessa credenziale degli anni precedenti. La stima dei pellegrini, viandanti e camminatori del 2019 lungo tutto l’asse Canterbury-Roma, è di 50.000. La spesa media di chi viaggia a piedi à stata di 50€/giorno, mentre di 60€/giorno per chi ha viaggiato in bicicletta. L’indotto economico che ne è possibile stimare intorno alla Via Francigena è di circa 20 milioni di euro .

LE RISPOSTE A CHI CAMMINA - UNO STAFF A DISPOSIZIONE DEL PELLEGRINO. Nel 2019 sono state distribuite 19.100 credenziali AEVF (nel 2018 sono state distribuite 16.900) grazie alla collaborazione con numerose associazioni locali. Al lavoro di coordinamento, monitoraggio e distribuzione credenziali, si aggiunge un’attività importante di back office dello staff AEVF per dare risposte ai pellegrini fornendo loro informazioni, materiali, indicazioni utili sul percorso nelle varie lingue. Lo scorso anno sono pervenute presso la segreteria 505 richieste alle quali si sommano ulteriori 460 richieste specifiche presso l’indirizzo email dedicato per il “percorso” in merito a risposte sul tracciato; infine, oltre 250 richieste sono arrivate dalla pagina Facebook dell’Associazione.

lunedì 11 novembre 2019

Ferrovia Roma Nord, manifestazione il 16/11 contro la chiusura

La linea ferroviaria Roma Nord, che percorrendo 102 km in parallelo alla via Flaminia congiunge piazzale Flaminio a Viterbo passando per Civita Castellana e utilizzata nei giorni feriali da oltre 21.000 utenti, rischia di morire. I comitati dei pendolari lo denunciano da anni, ma i ritardi della Regione Lazio nell'adeguare ed ammodernare l'importante tratta extraurbana rischiano di portarla alla chiusura.

Per questi motivi i comitati hanno convocato una grande manifestazione per il prossimo sabato 16 novembre a piazzale Flaminio, a cui i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio aderiscono e saranno presenti, invitando tutti i cittadini a fare altrettanto seppur non direttamente fruitori di questa linea ferroviaria.
Seppur si partisse oggi, i lavori durerebbero 4 - 5 anni (tra raddoppio di binario, segnalamento ferroviario, acquisto nuovi treni): decisamente troppo per resistere alle nuove prescrizioni dell'Autorità nazionale per la sicurezza ferroviaria in vigore da 1 luglio 2019. L'ANSF, infatti, pretende in primis (giustamente, diciamo noi) che i treni abbiano un apparato frenante idoneo, ma non solo. La dotazione di sicurezza dei treni della Roma Nord è infatti decisamente datata, ed addirittura sulla tratta extraurbana (quella tra Montebello e Viterbo) è basata su una superata tecnologia degli anni'50. Per questo ATAC è stata costretta dall'ANSF ad emanare una direttiva interna che dà le seguenti indicazioni per la parte extraurbana:
  1. la velocità massima della linea consentita è 50 km/h, salvo eventuali limitazioni più restrittive di velocità notificate secondo le modalità regolamentari in vigore;
  2. su tutti gli attraversamenti è imposta la battuta d’arresto, pertanto tutti i treni prima di impegnare gli stessi devono arrestarsi e l’agente di condotta (macchinista-capotreno) può riprendere la marcia dopo essersi accertato del relativo stato di libertà e dell’assenza dei transiti sugli stessi;
  3. su tutti i deviatoi di linea non comandati da ACEI è imposta la battuta d’arresto, pertanto tutti i treni prima di impegnare tali enti devono arrestarsi e l’agente di condotta può riprendere la marcia dopo essersi accertato del corretto posizionamento degli stessi.
Rallentamenti, ritardi  e soprressioni sono pertanto inevitabili, danneggiando pesantamente le comunità che più si servono di questo mezzo di trasporto pubblico fondamentale per penetrare a Roma da nord e alle quali adesso si paventa addirittura lo spettro di una chiusura della linea. E la conseguenza più immediata ai disagi non potrà che essere un impressionante aumento del traffico veicolare (e conseguentemente dello smog) sulla Flaminia, la Cassia e la Tiberina.




mercoledì 16 ottobre 2019

Bilancio partecipativo: sosteniamo la rete di piste ciclabili a Ponte di Nona

Ancora pochi giorni per sostenere le migliori proposte di intervento, presentate da chi a Roma ci sta ogni giorno, nell'ambito del Bilancio Partecipativo 2019. Roma Capitale, i cittadini e l'Amministrazione decideranno insieme, per la prima volta, come investire 20 milioni di euro su tutto il territorio per la tutela del decoro urbano.

Le proposte di intervento che avranno ottenuto almeno il 5% dei like complessivamente ricevuti dai progetti dello stesso ambito territoriale sono state ammesse alla fase successiva di valutazione da parte di un Tavolo dell’Amministrazione.

Tra le tante pervenute, oltre al progetto Un orto urbano per quartiere: coltiviamo la città, abbiamo deciso di sostenere anche la proposta di progetto per la realizzazione di percosi ciclo-pedonali a Nuova Ponte di Nona, presentata dal Comitato di Quartiere Nuova Ponte di Nona (cdqpontedinona@gmail.com), che oggi vi presentiamo invitandovi a votarla.  

Ma ricordate: c'è tempo fino alle ore 12:00 del 21 ottobre, quindi affrettatevi!!!


Nuova Ponte di Nona è un quartiere del VI Municipio di Roma Capitale che con 270.000 persone è uno delle circoscrizioni più popolate della città e che negli ultimi anni ha visto un significativo sviluppo in termini di nuove edificazioni e natalità. Nel quartiere Nuova Ponte di Nona, posizionato appena 5 km oltre il G.R.A., vi abitano prevalentemente famiglie giovani con età media di 36 anni. La popolazione si aggira intorno ai 20.000 abitanti, ma considerando il territorio in forte espansione urbanistica, le proiezioni inducono a pensare che nell’arco di un decennio si raggiungeranno le 40.000 unità. L’intera area è caratterizzata dalla presenza di ampie aree verdi, tre delle quali sono oggi attrezzate a verde pubblico. Nello specifico: Parco L. SINISGALLI (1° parco) Parco L. GASTINELLI (2° parco) Parco Archeologico della Collatina antica (3° parco, di prossima inaugurazione).

Per tale motivo Nuova Ponte di Nona è altresì conosciuta come “Il quartiere dei Parchi”. Nel prossimo futuro l’intera area vedrà un sensibile aumento dei suoi residenti, con una importante ricaduta in termini di traffico veicolare che rende necessario implementare una nuova mobilità alternativa, orientata maggiormente alla sostenibilità ambientale. Ciò detto, considerato lo sviluppo urbanistico e tenuto conto delle particolari caratteristiche del quartiere, dove sono presenti ampi marciapiedi nei quali è possibile realizzare più percorsi ciclo-pedonali, l’idea, - condivisa con i cittadini e risultata essere la più votata in un sondaggio a cura dei promotori del progetto -, è quella di sviluppare dei tracciati pedonali e ciclabili, in grado di mettere in comunicazione tra loro i parchi e facilitare, nel contempo, il collegamento alla Stazione Ferroviaria, ubicata appena fuori il quartiere, nonchè i luoghi più popolari del quartiere (Centro commerciale, Biblioteca, Posta, Chiesa, Soprintendenza).

IL PROGETTO

La stazione ferroviaria di Nuova Ponte di Nona, inaugurata ad Aprile 2016 con 84 treni al giorno che collegano il centro città, rappresenta la più comoda e veloce modalità per raggiungere le stazioni Roma Termini e Roma Tiburtina senza adoperare veicoli a due e/o quattro ruote. Attualmente la stazione è collegata al quartiere con il bus 555, i cui tempi di percorrenza sono spesso poco pratici; per cui, la mancanza di un collegamento diretto e sicuro al centro abitato, ne rende difficile il raggiungimento a piedi o in bicicletta. Da qui l’idea di unire i tre parchi attraverso la realizzazione di un corridoio ciclo-pedonale, che conduca direttamente dal quartiere alla stazione Ponte di Nona.

Entriamo nel dettaglio: prendendo come punto di partenza il piazzale antistante la stazione si possono immaginare due differenti percorsi ciclo-pedonali, a servizio dei residenti del quadrante Ovest:
  • il primo percorso va immaginato lungo via FORLANINI, dove, sugli ampi marciapiedi, è possibile realizzare un percorso ciclopedonale, passando attraverso il parcheggio comunale S1 del Parco archeologico (3° parco), e poi attraverso un ponticello ecosostenibile, del costo di € 120.000 si raggiunga direttamente piazza NOTTOLINI e da lì la centrale via CALTAGIRONE, a beneficio dell’intero versante Ovest del quartiere. Con la realizzazione del ponticello, che è parte dell’idea progettuale, saranno anche necessari: alcuni metri di vialetti, la segnaletica verticale ed i cartelli indicanti la stazione dalla parte Ovest del quartiere.
PRIMO COLLEGAMENTO
Nella Figura 1, in giallo il percorso ciclo-pedonale (T1) proposto e proveniente dalla stazione; in blu l’ubicazione del ponticello (P1) in materiale ecosostenibile, utilizzabile come collegamento diretto tra il quartiere e la stazione Ponte di Nona, alla cui entrata occorrerà contemplare anche l’installazione di rastrelliere e parcheggi sicuri per le bici.
  • Per il secondo percorso, ancora più suggestivo, abbiamo ipotizzato l’unione tra la stazione e il parco L. SINISGALLI (1° parco), tramite il Parco archeologico (3° parco), di prossima inaugurazione.

SECONDO COLLEGAMENTO
Questo secondo collegamento è effettivo partendo da sotto il cavalcavia di via GRAPPELLI, mediante il prolungamento del camminamento in rosso (come indicato in Figura 2 – Tratta T2), delimitato da appositi cordoli e da adeguata illuminazione (si veda la Figura 3 per un esempio di vialetto), che attraversa un’area verde, sita tra la Chiesa e la scuola “Prampolini, (Figura 4) raggiungendo il parco L. SINISGALLI (1° parco) attraverso il tunnel stradale posto sotto la via L. CONTI (Figura 2 – TU).

L’immagine riporta anche l’ipotesi di una possibile scalinata che nella più alta via FIORINI, posta a metà della popolare Via CALTAGIRONE, a valle conduca direttamente nei vialetti che portano al Parco archeologico e quindi alla stazione (Figura 2 – Tratta T3).
In conclusione: nei primi 500 metri di percorso (Figura 2 – T2), sarà necessario creare dei vialetti (simili a quelli indicati in Fig. 3) e l’illuminazione adeguata con costi di realizzazione di circa 50,00€ per mq; per la restante parte mostrata (Figura 2 – T4) si potrebbero migliorare i sentieri già presenti all’interno del parco SINISGALLI, a cui sarà comunque necessario associare l’illuminazione adeguata.

In questo modo anche il versante Est del quartiere Nuova Ponte di Nona diverrebbe facilmente raggiungibile dalla stazione ferroviaria, sia a piedi che in bicicletta. In rosso è evidenziato il tracciato che dal parco L. SINISGALLI (1° parco, in questo caso T4), passando per l’area verde tra la Chiesa e la scuola PRAMPOLINI, si connette al Parco archeologico.



Anche il sottopasso di via L. CONTI (TU), oggi pieno di piante infestanti, andrebbe illuminato e attrezzato con nuovi vialetti, stimati, con costi di realizzazione di circa € 50,00 per mq.
Tale percorso, snodandosi, per esempio, in direzione di Via Prenestina, passerebbe accanto alle suggestive strutture pubbliche presenti nel quartiere: La Chiesa Santa Teresa di Calcutta, la Soprintendenza dei Beni Culturali e la Biblioteca Casale Rosso.
TERZO COLLEGAMENTO
In aggiunta a questi due percorsi si caldeggia il collegamento tra il parco L. SINISGALLI (1° parco) e il parco L. GASTINELLI (2° parco) per creare una continuità ciclopedonale mediante la realizzazione di un secondo ponte ecosostenibile (Figura 5 - P2) del costo di circa € 150.000 che, partendo dall’estremità del parco L. SINISGALLI (1° parco) adiacente a via Mattè TRUCCO, raggiunga il parco L. GASTINELLI (2° parco), scavalcando viale CALTAGIRONE.

A tal proposito, per l’area del parco L. SINISGALLI (1° parco) da cui dovrebbe partire il ponticello, andrebbe realizzato un ulteriore tracciato (Figura 5 – Tratta T5), ipotizzato 50,00€ per mq, in connessione con i camminamenti già presenti all’interno del Parco, ma con alcuni nuovi punti luce da innestare in loco.

I BENEFICI

Il progetto fin qui descritto, oltre a offrire all’area in oggetto la possibilità di raggiungere, da ogni angolo di Nuova Ponte di Nona a piedi o in bicicletta, la stazione ferroviaria, in assoluta sicurezza e senza l’utilizzo della macchina, con un evidente vantaggio per l’ambiente e la salute, ha anche una forte valenza sociale di aggregazione e di creazione del tessuto sociale del quartiere. Ogni angolo sarebbe infatti connesso con il centro commerciale Roma Est, con la Biblioteca Casale Rosso e con la Stazione Nuova Ponte di Nona. Inoltre il collegamento tra i tre parchi renderebbe possibile la creazione di un unico grande polmone verde dove promuovere molteplici attività ludiche, sportive e aggregative nel quartiere. Inoltre si creerebbero le condizioni per sviluppare alcune importanti attività turistiche (data la vicinanza della stazione ferroviaria, che in pochi minuti unisce le popolari stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina a Nuova Ponte di Nona), sfruttando la ricca presenza e l’auspicabile valorizzazione degli innumerevoli reperti archeologici rinvenuti nel nostro quartiere Nuova Ponte di Nona. 
La Soprintendenza dei beni culturali, sita in via CHIODELLI, ha già dimostrato la sua disponibilità a sostenere iniziative di carattere culturale per valorizzare il patrimonio storico dell’intero versante Est di Roma. Nella Figura 6 è possibile ammirare un bellissimo tratto della via Collatina portato in superficie all’interno del parco archeologico di Nuova Ponte di Nona.


Tra i benefici annoverabili si evidenzia, infine, come questo possa essere inserito in un più ampio progetto denominato “Parco Lineare Roma Est” (attualmente in fase di discussione ed elaborazione) che si propone di unire Porta Maggiore all’area archeologica di GABII, a pochi passi da Roma, mediante un percorso ciclo-pedonale che prevede anche il passaggio per il quartiere Nuova Ponte di Nona.
STIMA DEI COSTI:
da 350.000 e 400.000 euro