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giovedì 23 aprile 2020

5 domande insidiose a... Francesco Figliomeni

Francesco Figliomeni
Vice Presidente
dell'Assemblea Capitolina
A poco più di un anno dalla fine del mandato della Sindaca Raggi, torna il nostro appuntamento con gli amministratori di Roma Capitale.

Questa volta, le 5 domande insidiose sull'ambiente le rivolgiamo all'avvocato Francesco Figliomeni (Fratelli d'Italia), vicepresidente dell'Assemblea capitolina e componente della commissione Politiche sociali. Ma in passato l'avvocato Figliomeni ha già rivestito nel VII Municipio della Capitale la carica di Presidente della Commissione Trasparenza per poi ricoprire nel 2012, il ruolo di Assessore alle Politiche Sociali e del Lavoro del Comune di Civitavecchia. 

Sidernese di origini, da oltre trenta anni vive a Roma dove, grazie al suo impegno politico e sociale, ha imparato a conoscere le mille difficoltà che vive questa metropoli e i cittadini che popolano i diversi quartieri della Città Eterna. Perché come ci tiene a sottolineare: “Non puoi occuparti di una città ferita e oltraggiata come Roma se non vivi da vicino, e in maniera viscerale, le sue complesse dinamiche quotidiane”.

giovedì 2 aprile 2020

Roma e ambiente, 5 domande insidiose a... Dario Pulcini

Rifiuti e pulizia delle strade, mobilità ed inquinamento, aree verdi e decoro sono da sempre criticità della Capitale. A cui si sono aggiunti i grandi problemi mondiali e la presa di consapevolezza della necessità di una maggiore sostenibilità: stili di vita, consumi, produzioni, salute.  
Dario Pulcini - Assessore all'Ambiente
Municipio V di Roma Capitale

Ma cosa sta cambiando a Roma rispetto a queste sfide vecchie e nuove, a cui si è adesso aggiunta anche l'epidemia da Covid-19? Fin dal 1978 i Gruppi Ricerca Ecologica sono spina nel fianco delle amministrazioni sulle tematiche ambientali, e da oggi avviamo un nuovo confronto a viso aperto con chi questa città la amministra o intende farlo in futuro. 

Le prime 5 domande (provocatorie ma, a nostro avviso, stimolanti) le abbiamo rivolte a Dario Pulcini, dinamico Assessore all'Ambiente del Municipio V di Roma Capitale. Che ovviamente ringraziamo per la disponibilità.



D. - Il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha lanciato la sfida della campagna #ricicloincasa (a cui ha aderito anche la nostra associazione GRE LAZIO), provando a cogliere l'occasione del restare a casa per provare a cambiare atteggiamento verso i consumi e superare la logica dell'usa e getta. Ma i romani hanno notato che in questo periodo la città è particolarmente pulita e la raccolta dei rifiuti estremamente efficiente. Come è stato possibile questo cambio di rotta? E cosa ci attende sul versante rifiuti, una volta terminata l'emergenza?

#ricicloincasa, la campagna social lanciata
dal Ministro dell'Ambiente Sergio Costa
R. - Gli attuali provvedimenti governativi che obbligano a permanere il maggior tempo possibile in casa e la chiusura di molte attività commerciali hanno provocato una diminuzione della produzione dei rifiuti. La riflessione che deve scaturire da questo fatto, che ha come conseguenza una città più pulita, a mio parere deve essere che il problema dei rifiuti è un problema tutto umano (in natura non esistono) e che sono proprio gli esseri umani a doverlo risolvere, innanzitutto producendone il meno possibile. D'altronde nella legislazione europea e in quella italiana, che la recepisce, nel trattamento dei rifiuti il primo punto è prevenire, quindi ridurre la produzione. Poi vengono riuso, riciclo e recupero. Nel 1988 i romani producevano in media 388 kg di rifiuti pro capite annui, oggi quasi 600 kg. Oltre ai costi che implica raccogliere e smaltire tale enorme mole di rifiuti, ci sono costi ambientali e quindi sanitari che sono ben maggiori, soprattutto a medio e lungo termine. Ogni cittadino oggi può approfittare di questa situazione di emergenza per riflettere se vuole lasciare alle generazioni future un pianeta vivibile o invivibile: e questo dipende dalle scelte di consumo che si fanno. 

Ha senso comprare 30 grammi di prosciutto in una confezione di 40 grammi di plastica?  È così difficile mettere un cestino sul balcone o in giardino in cui conferire i rifiuti organici (che rappresentano il 30% del totale) e produrre del fertilizzante naturale? Bere l’acqua del rubinetto invece che acquistarla in bottiglia di plastica, avendo la fortuna di averla potabile, è un sacrificio così elevato? 

Produrre rifiuti non è un diritto, garantire un pianeta vivibile è un obbligo etico e morale. Scelte consapevoli negli acquisti, fatte con attenzione, impegnandosi a conoscere l’impatto ambientale che hanno e gli scarti che producono, sono essenziali per garantire un pianeta vivibile, per permettere alla vita di esistere nel migliore dei modi. Oggi ci sono tante filiere virtuose: dai mercati contadini bio ai gruppi d’acquisto solidale, dai produttori diretti ai mercati rionali, in cui è possibile acquistare riducendo i rifiuti prodotti, l’inquinamento determinato dai trasporti, acquistare prodotti più freschi, coltivati con metodi a basso impatto ambientale di imprese che rispettano i diritti dei lavoratori, mantenendo la la ricchezza nel territorio. L’esempio per capire quest’ultimo fattore è semplice: io produco mele e tu produci pere; io ho bisogno di 10 euro di pere e tu di 10 euro di mele; se io acquisto le tue pere e tu le mie mele tutti e due abbiamo il prodotto che desideriamo e 10 euro in tasca. Il sostegno all'economia locale non può che essere di beneficio per tutti. La prosperità di una comunità dipende dai comportamenti delle persone che la compongono.

Sanificazione stradale operata da AMA
D. ...ed anche le strade della Capitale sono state oggetto di una pulizia "particolare": quali prodotti sono stati spruzzati? In mancanza di evidenze che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del CoViD-19, come confermato da Ispra e Iss, non si rischia forse di far inutili danni alla biodiversità nonché agli animali d'affezione?

R. - Ad AMA abbiamo dato indicazioni per scegliere un prodotto per il lavaggio delle strade e la sanificazione dei cassonetti del tutto non nocivo per l’ambiente: la scelta difatti è ricaduta su Micropan, un composto enzimatico e batterico, che facilita la biodegradazione delle sostanze organiche, del tutto naturale, efficace e conforme alle normative.

D. - Non si può affermare con certezza che vi sia un legame tra corovanirus e climate change, ma potrebbe esserci un'interconnessione tra l'inquinamento e la diffusione della pandemia da Covid-19. A Roma la situazione nel quadrante est è da anni particolarmente critica, sia per i roghi tossici sia per le attività industriali: la crisi che stiamo vivendo sarà da stimolo verso scelte maggiormente sostenibili?

R. - L’iterconnessione tra la salute umana e quella dell’ambiente (di cui siamo parte integrante) è ormai accertata da tempo da tutta la comunità scientifica. Un recente report divulgato dal WWF denominato “Pandemie e distruzione degli ecosistemi” dimostra con dati scientifici che la correlazione tra la diffusione di alcune malattie infettive e l’impatto sull'ambiente delle attività umane è indubbio. I cosiddetti roghi tossici nel Municipio, grazie ai nostri numerosi interventi, sono nettamente diminuiti, sia grazie al maggior presidio da parte delle forze dell’ordine in luoghi strategici, sia rimuovendo tonnellate di rifiuti che abbiamo trovato sparsi per tutto il territorio, sia grazie ai nuovi strumenti di controllo, videocamere e fototrappole che abbiamo installato e stiamo installando. Il lavoro non è ancora concluso, ma posso dire che non ci sono più discariche abusive in aree pubbliche, ad esclusione dei rifiuti sotterrati al Parco di Centocelle, a seguito degli interventi di chiusura del 2010 dei due più grandi campi RSC d’Europa, il Casilino 700 e 900. Abbiamo provveduto alla rimozione di tutti i rifiuti in superficie nel 2018. Con ulteriori 500.000 euro fondi stanziati, grazie al lavoro congiunto con la Direzione Rifiuti del Dipartimento Tutela Ambientale, che ha sottoscritto un accordo con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, provvederemo anche a togliere quelli interrati. Mi auguro comunque che, a distanza di 10 anni, la magistratura faccia presto luce sulle responsabilità dell’amministrazione e degli organi di governo dell’epoca al riguardo. Come è possibile che nessuno abbia visto nulla, mentre tonnellate di rifiuti venivano interrate? Come è possibile che chi ha visto non abbia denunciato? All'ultima Commissione capitolina congiunta Ambiente e Cultura sul Parco di Centocelle del 17 febbraio 2020 ho chiesto ai due politici presenti, Francesco Figliomeni di FDI, all'epoca consigliere municipale e oggi vice-presidente dell’assemblea capitolina, nonché a Alessandro Moriconi, ex assessore e consigliere municipale, cosa fecero al riguardo: nessuno dei due ha risposto. 

Per ciò che concerne invece le produzioni industriali ho chiesto alle autorità competenti i controlli per verificare il rispetto della normativa. Di certo c’è bisogno di un cambiamento di mentalità e culturale, sia nel consumo da parte dei cittadini (che deve divenire uso consapevole) sia da parte delle industrie e delle imprese: per questo ho elaborato il piano d’azione municipale sull'ambiente “Comincio io”, in cui ho inserito le azioni e i comportamenti virtuosi che possiamo adottare, ad ogni livello e per ogni settore della comunità, per la sostenibilità ambientale. Credo vada fatta una riflessione comunque sull'intero sistema economico dominante: la ricerca del profitto e la crescita infinita sono paradigmi di un modello i cui sostenitori considerano fonte di benessere, ma che sono stati smentiti oggettivamente dalla realtà dei fatti che viviamo. Oggi al centro delle scelte politiche a mio parere va messa la qualità della vita e non più la crescita economica. Non può più essere il PIL l’indicatore del benessere di una nazione, di una comunità. Abbiamo tutti gli strumenti tecnologici e scientifici per costruire una società prospera, solidale, equa. Serve una rinnovata volontà determinata da una mentalità nuova, fondata sui concetti di interdipendenza e sostenibilità ambientale, solidarietà e cooperazione. Il riduzionismo e il pensiero convergente dei secoli passati e ancora oggi dominante nella mentalità dei più, è superato, ha dimostrato ampiamente tutti i suoi limiti: oggi serve un approccio sistemico e un pensiero divergente per superare le sfide della nostra epoca ed evolvere come comunità umana. Perché il paradiso qui sulla terra può già esistere, si tratta solo di divenire consapevoli delle scelte corrette da prendere per realizzarlo.

D. - Da quando è iniziata l'emergenza, il Governo ha attuato misure restrittive in tutto il paese: i livelli di smog sembrano essersi attenuati ed anche a Roma è stata evidenziata una riduzione del biossido di azoto, un inquinante legato principalmente agli scarichi degli autoveicoli. Tuttavia, come anche l'Arpa Lazio ha confermato, i valori di Pm10, di Pm2,5 e di anidride solforica (legati più al riscaldamento domestico ed alle attività industriali) non sembrano aver subito riduzioni, ed anzi in alcuni giorni sono in aumento. Quale insegnamento trae, da Amministratore, rispetto al modello di Capitale che immaginate di dover (e poter) realizzare?

R. - Entro l’anno concluderemo i lavori della ciclabile su Via Prenestina, abbiamo aperto la stazione metro C di San Giovanni collegandola quindi alla Metro A. Abbiamo acquistato centinaia di nuovi autobus salvando una società, ATAC, che tutti davano per spacciata. Stiamo insomma investendo nella mobilità sostenibile, come da programma politico. Però i cittadini devono seguirci su questa strada, se vogliamo rapidamente ridurre gli inquinanti prodotti a Roma e migliorare quindi la qualità della vita nella città. Di recente ho chiesto ai cittadini di attenersi ai 20 gradi imposti dalla legge per i riscaldamenti negli uffici, nei negozi e nelle abitazioni, proprio constatando che la diminuzione del traffico veicolare ha ridotto l’inquinamento, ma ancora non a sufficienza. 

Ci sono poi anche le condizioni climatiche ovviamente che influiscono, ma la direzione deve essere verso un maggior efficientamento energetico degli edifici e quindi una riduzione dei consumi. Noi stiamo iniziando dall’efficientamento energetico delle scuole e degli edifici pubblici, con progetti a breve, medio e lungo termine proprio per tale ragione. In questi 3 anni abbiamo piantato centinaia di alberi su tutto il territorio, grazie anche ad associazioni e cittadini virtuosi e proseguiremo senza sosta, visto che in pochi decenni abbiamo ridotto il patrimonio arboreo planetario del 50%, passando da 6.000 miliardi di alberi a 3.000. Gli alberi e il verde non hanno una funzione meramente estetica, ma ecosistemica, assorbendo diversi inquinanti e purificando l’aria. 

Sto lavorando molto su questo nuovo concetto del verde urbano, con progetti anche innovativi, come “Il Sogno Trasformato” a Parco G. De Chirico, i cui lavori inizieranno a breve, il più grande progetto in Europa con fondi pubblici di riqualificazione del verde ispirato ai principi della permacultura. Continueremo poi con le iniziative culturali legate all'ambiente che abbiamo istituzionalizzato, giunte al quarto anno: la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, FESTAM, il festival sull'ambiente del Municipio V, il più grande festival sull'ecologia mai realizzato a Roma.

D. - Manca poco più di un anno alla fine della sindacatura di Virginia Raggi: a suo avviso, da un punto di vista ambientale quali sono i principali risultati raggiunti (sia a livello di Campidoglio che municipali) e quali i rammarichi per quanto non si è riuscito a fare?

R. - Abbiamo trovato una città in macerie: la frase che ripeto più spesso ai cittadini, ai miei collaboratori e colleghi è “ancora non abbiamo trovato una sola cosa fatta bene nel Municipio”. Perché questa è la realtà. Abbiamo utilizzato buona parte del nostro tempo a risolvere i danni creati nel passato, di una città che non sembra proprio essere stata governata o che comunque è stata governata da una politica che non ha messo al centro la qualità della vita dei cittadini, ma interessi personali o privati e azioni determinate dall'unico obiettivo di accaparrarsi voti. Noi non abbiamo agito così. Abbiamo sistemato il bilancio, approvato per tempo e in ordine, liberando così risorse importanti per gli interventi strutturali sul territorio. Il bilancio municipale, per fare un esempio concreto, è passato da 1 milione di euro di investimenti nel 2016, quindi prima del nostro arrivo, ai 10 milioni del 2020, con un aumento costante anno dopo anno. Solo per il settore ambientale siamo passati da zero euro ad oltre un milione di questo anno. I fondi per la manutenzione ordinaria del verde municipale, che è principalmente verde scolastico, sono passati dai 50.000 euro del 2016 al 620.000 euro di questo anno, con un aumento costante. Abbiamo potenziato l’ufficio del verde municipale, da due dipendenti a sei. Sto facendo effettuare le verifiche di stabilità di tutte le alberature, perché non erano mai state fatte prima, per garantire la sicurezza e la pubblica incolumità.
Parco Caduti di Marcinelle dopo la manutenzione
Non c’era programmazione, pianificazione e su questo ho lavorato. Ora abbiamo una programmazione accurata per il verde, sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria. Su quest’ultima partiranno a breve i lavori della gara da 400.000 euro dei fondi 2019, su diverse aree del territorio stabilite con direttiva di giunta e già ho pianificato le aree per la straordinaria del 2020, da 600.000 euro su cui stiamo confrontandoci con la maggioranza. Abbiamo rifinanziato i lavori per il secondo stralcio del Parco di Centocelle, per un importo di 2.400.00 euro, stiamo progettando il polo espositivo mussale, perché possa diventare finalmente un parco archeologico a tutti gli effetti. Non abbiamo rinnovato le licenze alle attività di auto demolizione presenti, prive dei requisiti oggettivi e soggettivi, grazie all'ottimo lavoro svolto congiuntamente con la Direzione Rifiuti del Dipartimento Tutela Ambientale. Partiranno questo anno i lavori di restauro delle rilevanze archeologiche di Villa Gordiani, per un importo di 1.200.000 euro. Abbiamo già abbattuto immobili abusivi anche contenenti amianto nella villa e proseguiremo anche questo anno, per darle il lustro e la dignità che merita. 

La riqualificazione del verde, dei parchi, dei giardini, è un nostro obiettivo fondamentale. Abbiamo portato l’illuminazione al Parco Delle Energie e al Parco Biavati e stiamo lavorando per illuminarne altri, sempre con impianti a basso consumo. Partiranno a breve i lavori a Parco De Chirico del progetto “Il Sogno Trasformato”, partiremo con gli orti urbani in questo primo stralcio di lavori, per un importo di 250.000 euro stanziato nel 2019. Abbiamo già finanziato il secondo stralcio di lavori per altri 250.000 euro. Sul fronte rifiuti abbiamo pianificato l’avvio del nuovo modello di raccolta porta a porta tecnologico (primi in Europa tra le capitali) su diverse zone e quartieri, ci auguriamo di poter iniziare questo anno, essendo slittato rispetto alla programmazione che avevamo stabilito. Abbiamo attivato il nuovo modello di raccolta porta a porta per le utenze non domestiche, passando da 1.000 servite a 6.000. Abbiamo inserito anche le strade private aperte al pubblico transito nelle vie in cui devono essere eseguiti i servizi di pulizia da parte di AMA, inspiegabilmente escluse nel contratto 2016-18 che abbiamo ereditato. Consideriamo che il 40% delle strade del Municipio V sono strade private aperte al pubblico transito che non ricevevano alcun servizio di pulizia. 

Abbiamo acquisito al patrimonio comunale Parco Prampolini e Parco Casale Rosso, aumentando il verde pubblico: era da oltre dieci anni che i cittadini attendevano l’acquisizione. Abbiamo recuperato l’area verde di Via Anagni, in cui volevano fare l’ennesimo parcheggio interrato, ma erano 13 anni che, con la ditta fallita, non si era fatto nulla. Stiamo realizzando una nuova area verde. Sono intervenuto con l’Ufficio Aree Ludiche del Dipartimento Ambiente per riqualificare, mettere in sicurezza e programmare interventi per tutte le 35 aree ludiche presenti, che erano in condizioni indecorose. Ne stiamo per creare 8 nuove, ne abbiamo già realizzata una nuova con anche il campo sportivo, in collaborazione con il CONI, a Tor Tre Teste. Abbiamo messo a dimora centinaia di alberi e di nuove essenze, nei parchi, nei giardini, nelle aiuole, nelle scuole, anche in collaborazione con cittadini e associazioni. Abbiamo sistemato la maggior parte delle panchine dei parchi e delle strade, centinaia, insieme ai cittadini, agli attivisti del M5S e al Servizio Giardini: abbiamo lavorato anche personalmente insieme ad alcuni consiglieri, Monia Maria Medaglia Vice-presidente della Commissione Cultura, Scuola e Sport, Alessandro Stirpe Presidente della Commissione Cultura, Scuola e Sport, per sistemare le panchine. E proseguiremo anche questo anno, per finire di sistemarle tutte. Abbiamo acquistato 270 nuove panchine in cemento che metteremo nelle aree verdi e sui marciapiedi a breve, 46 bici elettriche che stiamo dando in gestione ad enti del no profit, con regolare bando, per promuovere il territorio attraverso tour culturali, naturalistici, archeologici, enogastronomici tramite la mobilità sostenibile. Abbiamo acquistato come Municipio 170 stalli per le bici nuovi che posizioneremo a breve, oltre a quelli che abbiamo già installato con il Dipartimento. Stiamo per installare i primi apiari pubblici d’Italia a Parco De Chirico, grazie ad un lavoro complesso che abbiamo portato avanti con la Commissione Cultura e con la Commissione Ambiente municipali. E non ci fermeremo solo a quel parco. Grazie al lavoro congiunto con il Presidente Alessandro Stirpe e la vice Monia Maria Medaglia della Commissione Cultura e l’Assessore alle Politiche Culturali Maria Teresa Brunetti abbiamo istituzionalizzato la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (SEMS), la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, con decine di iniziative e laboratori in tutto il territorio, coinvolgendo imprese, associazioni, scuole e cittadini, questo anno entrambe alla quarta edizione. Abbiamo realizzato il primo festival sull'ambiente del Municipio, FESTAM, il più grande festival sull'ambiente mai realizzato a Roma, con film, presentazioni di libri, concerti, piantumazioni partecipate, progetti di riuso e riciclo, laboratori e molto altro. Questo anno sarà alla sua quarta edizione. Con la Vice Presidente della Commissione Scuola Monia Maria Medaglia abbiamo effettuato sopralluoghi in tutte le 46 scuole comunali, nidi e infanzia, per rilevare le criticità e gli interventi necessari, sia per le aree esterne e a verde, che per gli interni. Grazie a questo lavoro stiamo per installare nuovi giochi nelle scuole che abbiamo già acquistato, con l’utilizzo di colata in gomma anti-trauma, molto più facile da mantenere e che garantisce maggior sicurezza e durata rispetto ad altre soluzioni. Abbiamo già acquistato e installeremo diversi nuovi gazebo nelle scuole e abbiamo già piantato diversi nuovi alberi da frutto, per far sì che le aree esterne diventino sicure e idonee ad attività ecopedagogiche, in collaborazione con le POSES e le educatrici. Sempre nelle scuole stiamo per riqualificare diverse aree verdi con 200.000 euro di fondi per la manutenzione straordinaria 2020, insieme al Centro di Educazione Ambientale del Municipio, inserendo anche nella progettazione anche i giovani del Servizio Civile. Stiamo per realizzare il primo Centro di Cultura e Educazione Ecologica e Ambientale di Roma (CREA), dentro Villa Gordiani, recuperando degli immobili abusivi con coperture in amianto, che stiamo per rimuovere a breve.

Nessun rammarico quindi, il nostro lavoro di 4 anni è stato nettamente superiore sia nella quantità che nella qualità a quello di tutti i nostri predecessori degli ultimi 30 anni messi insieme. E tutto con gare regolari, senza affidamenti diretti o somme urgenze, lavorando anche personalmente con spirito di servizio nei confronti della cittadinanza. Roma e il nostro Municipio stanno inesorabilmente arrivando ad una normalità che non c’era prima. C’è ancora da fare, ma quello che ci hanno chiesto i cittadini, ossia la manutenzione ordinaria e dove necessario straordinaria, la stiamo portando avanti, per ciò che concerne gli spazi verdi e per il settore ambientale, su tutto il territorio, dialogando costantemente con la comunità, con costanza e perseveranza.

venerdì 27 marzo 2020

I Gre aderiscono alla campagna social #ricicloincasa

I Gruppi Ricerca Ecologica feriscono alla campagna social del Ministero dell’Ambiente #ricicloincasa rivolta a tutti i cittadini italiani. In questo periodo in cui #iorestoacasa è un imperativo, bisognerebbe approfittare del tempo a disposizione per adottare comportamenti green nel proprio appartamento, come ha già ricordato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa in occasione della giornata del riciclo. Chi vuole, quindi, può partecipare alla campagna pubblicando sul proprio profilo Facebook o Twitter una foto che lo ritragga mentre fa una corretta raccolta differenziata o dopo aver creato un oggetto riutilizzando gli scarti o durante la concimazione delle piante con il fondo del caffè e così via.

Spazio alla creatività, insomma, all’“artista” che c’è in ognuno di noi, all’arte di saper riutilizzare quello che apparentemente potrebbe essere subito buttato via, un po’ come facevano le nostre nonne. E’ importante mettere l’hashtag #ricicloincasa, così che il Ministero possa condividerlo.

Restiamo uniti e vicini, seppur a distanza, in questo periodo difficile per il nostro Paese – afferma il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Con questa nuova campagna social del ministero vogliamo unire idealmente l’Italia, da nord a sud, e darle l’occasione di mostrare il bello che c’è in lei, che c’è nei cittadini italiani. Il tempo che stiamo vivendo nelle nostre case, chi in famiglia, chi da solo, potrebbe essere ben speso adottando comportamenti amici dell’ambiente, a partire da una corretta e intelligente gestione dei rifiuti. Io #ricicloincasa. E voi?”.

domenica 15 marzo 2020

I rifiuti al tempo dell'epidemia

Come ovvio che fosse, la lotta all'epidemia non comporta una riduzione dei rifiuti prodotti: anzi questi sono differenti per tipologia e localizzazione rispetto a quanto i gestori avevano previsto nei piani organizzativi del servizio di raccolta dei RSU, che adesso necessitano di adeguamenti.

Mentre nella gestione dei rifiuti ospedalieri si stanno riscontrando diverse criticità non solo logistiche ma anche amministrative (quali la necessità effettuare le annotazioni sui registri aziendali delle movimentazioni dei rifiuti, le dichiarazioni MUD e PRTR, il pagamento dei diritti dell’Albo Gestori Ambientali), i cittadini che restano nelle proprie abitazioni devono continuare a fare normalmente la raccolta differenziata. Che, anzi, può essere anche un'occasione di educazione ambientale in cui coinvolgere i più piccoli.

Gli unici esentati sono i soggetti risultato positivo al coronavirus: come indicato dall'Istituto superiore di sanità, "in quarantena obbligatoria non va fatta la raccolta differenziata, ma l'immondizia va chiusa con due o tre sacchetti resistenti (uno dentro l'altro) all'interno del contenitore utilizzato per la raccolta indifferenziata, se possibile a pedale, facendo attenzione che gli animali domestici non accedano nel locale in cui sono presenti i sacchetti", mentre "se non si è positivi la raccolta differenziata può continuare come sempre, usando però l'accortezza, se si è raffreddati, di smaltire i fazzoletti di carta nella raccolta indifferenziata", raccomanda l'Iss.

In compenso, le esigenze igieniche e sanitarie stanno rendendo le città mediamente più pulite: le Amministrazioni stanno compiendo massicce opere di pulizia e sanificazione (in merito alle quali tuttavia abbiamo forti preoccupazioni sia ambientali che di efficacia, di cui tratteremo in uno specifico approfondimento) e - anche grazie all'azzeramento del traffico stradale - la raccolta dei rifiuti è più regolare nonostante nei grandi centri urbani come Roma ci sono giunte molte segnalazioni di rovistamento e spargimento rifiuti da parte di nomadi.

A Roma, ad esempio, i Centri di Raccolta Ama riservati ai rifiuti ingombranti, elettrici, elettronici e “particolari” fino al prossimo 3 aprile rimarranno aperti esclusivamente di mattina (dalle 7 alle 12, mentre solo la domenica fino alle 13) e con accessi scaglionati per consentire il mantenimento delle adeguate distanze di sicurezza, mentre resta comunque attivo il servizio di ritiro a domicilio dei materiali ingombranti “Riciclacasa” (anche se esclusivamente al piano stradale). A Civitavecchia la società CSP ha chiuso l'ecocentro comunale ed ha sospeso il servizio di raccolta di materiali ingombranti. A Fiumicino  è disposta la chiusura di tutti i cimiteri comunali e dei centri raccolta comunali, nonchè la sospensione di tutte le isole ecologiche itineranti. A Tivoli, l’incontro informativo sulla nuova raccolta dei rifiuti con i bidoni intelligenti a Villa Adriana è stata rinviata a data da destinarsi. Ad Anzio, la società Camassambiente sta operando una massiccia igienizzazione di mezzi e cassonetti. A Velletri  il centro di raccolta (isola ecologica) di via Troncavia 4 resta chiuso fino a nuova comunicazione. A Pomezia, Nettuno, Ardea Guidonia non si segnalano variazioni particolari.

A Rieti, l'Amministrazione ha chiesto al gestore ASM di intensificare la sanificazione dei mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti nonchè degli autobus cittadini. 

Anche a Latina l’Azienda per i Beni Comuni di Latina ha già intensificato le attività di pulizia e di sanificazione dei mezzi utilizzati quotidianamente sui diversi servizi e degli spazi adibiti a spogliatoi e docce. A Terracina sono sospese fino al 3 aprile, invece, l’apertura dell’Infopoint di Piazza Mazzini; il conferimento presso le isole ecologiche di Via Morelle a Terracina e Via Pantani da Basso a Borgo Hermada; il servizio delle isole ecologiche itineranti. Mentre è incrementato fino al 3 aprile il servizio di ritiro a domicilio degli ingombranti, fino ad un massimo di 40 ritiri giornalieri. Ad Aprilia il Comune ha deciso di chiudere da questo pomeriggio l’Ecocentro comunale di via Portogallo e l’Ecosportello. Sospesi anche il servizio di raccolta degli sfalci d’erba del sabato in via Bulgaria e quello di raccolta domiciliare degli ingombranti. Garantito, invece, il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, che rientra tra i servizi essenziali.

A Viterbo, l'azienda Viterbo Ambiente ha chiuso all'utenza i Centri di Raccolta Comunale di Viterbo – Grotte Santo Stefano – Via Lucca e Montefiascone – Strada Calandrelli snc, come anche sospesa è la distribuzione di sacchi per la raccolta delle frazioni “Imballaggi in plastica/metallo” e “Organico - rifiuto biodegradabile proveniente da mense e cucine” presso i locali della sede di Viterbo Ambiente in Viterbo – Strada Poggino 63 e presso le frazioni (primo venerdì del mese).

A Frosinone, la Saf non ha comunicato variazioni al servizio.

Ma che fine faranno i rifiuti raccolti, dal momento che la perenne emergenza della Regione Lazio è ben lontana da una soluzione? Dopo la chiusura dell'accordo con la Regione Toscana per accogliere 13.500 tonnellate di indifferenziata capitolina, che si aggiungono alle 90.000 tonnellate che complessivamente verranno inviate sempre da Ama nelle Marche e in Abruzzo, attualmente i rifiuti indifferenziati regionali vengono indirizzati ai tre impianti di Viterbo, Pomezia e Castel Forte, ma in teoria potrebbero andare (in deroga) a quelli di Frosinone e Civitavecchia che hanno ottenuto la deroga rispetto alle autorizzazioni originarie. Alcuni di questi però hanno solo la possibilità di effettuare il trattamento meccanico del rifiuto e non quello biologico. Critica resta invece la gestione dell'organico, per la gestione del quale al momento non c'è soluzione. 

giovedì 3 ottobre 2019

L'IC Via Aretusa introduce l'obbligo di borracce di alluminio

Nella giornata di ieri, il Consiglio dell'Istituto Comprensivo Via Aretusa di Roma ha deliberato per l'introduzione dell'obbligo di utilizzo di borracce di alluminio in luogo delle bottigliette monouso o delle borracce in plastica (per giunta additate anche per il rilascio di ftalati): riteniamo che questo sia un modello positivo a cui tutte le scuole dovrebbero ispirarsi.

Tra l'altro, nella medesima riunione, è stato decisa anche l'installazione di rastrelliere per favorire l'utilizzo di biciclette, argomento che discuteremo prossimamente.

Pubblichiamo la lettera di plauso inviata al Dirigente e per conoscenza al Ministro dell'Ambiente e al Ministro dell'Istruzione:


mercoledì 21 agosto 2019

Plastica, adesso i TAR rallentano la transizione

Come se non bastasse già la resistenza del sistema economico e la scarsa sensibilità di tanti consumatori, adesso ci si mettono anche i Tribunali Amministrativi Regionali a rallentare la transizione ecologica. Il Tar Puglia, infatti, ha stabilito che un Comune non ha alcuna competenza a regolamentare in via autonoma l’utilizzo dei materiali plastici, in difetto di normativa primaria. Non può infatti essere richiamata la direttiva (UE) 2019/904, entrata in vigore il 2 luglio 2019, che dovrà essere recepita entro il 3 luglio 2021: è appena il caso di rammentare che la competenza ad adottare le misure di recepimento spetta allo Stato e non al Comune. 
 
Secondo l'organo di giustizia amministrativa pugliese, non sono nemmeno gli artt. 181, 182 e 182 bis del codice dell’ambiente, che, dettando norme in materia di riciclaggio e recupero dei rifiuti nonché di smaltimento dei rifiuti, non riguardano la regolamentazione dell’uso della plastica e non possono pertanto legittimare l’ordine,  per le imprese titolari di distributori automatici di cibi e bevande, di “utilizzare esclusivamente bicchieri, posate, mescolatori, in materiale biodegradabile e compostabile certificato”. In astratto, e in presenza dei presupposti che ne legittimano l’esercizio, l’unico strumento utilizzabile da parte del Comune è il potere extra ordinem.

Ma leggiamo tutta la sentenza:
 

TAR PUGLIA, Bari, Sez. 2^ – 23 luglio 2019, n. 1063


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 del codice del processo amministrativo;
sul ricorso numero di registro generale 698 del 2019, proposto da
[omissis], in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati [omissis] e [omissis], con domicilio digitale come da PEC iscritta al registro generale degli indirizzi elettronici (ReGIndE);

contro

Comune di Andria, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituito;

per l'annullamento

“1) dell'ordinanza n. 185 del 12.04.2019 adottata del Sindaco del Comune di Andria, con cui il primo cittadino ha ordinato che le imprese titolari di distributori automatici di cibi e bevande dovranno utilizzare esclusivamente bicchieri, posate, mescolatori in materiale biodegradabile e compostabile certificato (lettera d);

2) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, in quanto lesivo”;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 2 luglio 2019 l’Avv. [omissis] e uditi per la parte ricorrente parti i difensori avv.ti [omissis] e [omissis];

Comunicata alle parti in forma diretta ed esplicita la possibilità di adottare una sentenza semplificata, ricorrendone le condizioni previste;

Sentite le stesse ai sensi dell'art. 60 del codice del processo amministrativo, approvato con il decreto legislativo 2 luglio 2010 n. 104;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. Con ordinanza n. 185 del 12 aprile 2019, il Sindaco del comune di Andria, “al fine di promuovere e soddisfare i necessari criteri del riciclo e far sì che lo smaltimento costituisca la fase residuale della gestione dei rifiuti senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica locale e sulla base dei criteri di riduzione della produzione dei rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali”, ha ordinato - fra l’altro e per quel che qui rileva - alle imprese titolari di distributori automatici di cibi e bevande di “utilizzare esclusivamente bicchieri, posate, mescolatori, in materiale biodegradabile e compostabile certificato”.

Il Sindaco ha disposto che l’ordinanza “abbia efficacia, considerata la necessità di esaurire le scorte, a partire da 1 gennaio 2010”.

Nel provvedimento innanzi descritto, quali norme attributive del potere esercitato sono individuati gli articoli 50 del T.U.E.L., “così come modificato dall’art. 8, comma 1, lett. a), del D.L. 14/2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 48/2017”; 181 e 182 del decreto legislativo n. 152 del 2016; e 182 bis del ridetto decreto legislativo n. 152 del 2016, “così come aggiunto dall’articolo 9 del decreto legislativo n. 205 del 2010”.

Avverso il predetto atto insorge parte ricorrente, deducendone l’illegittimità per violazione degli articoli 41 e 97 della Costituzione e delle medesime norme in essa richiamate; nonché per eccesso di potere sub specie di “difetto di motivazione, travisamento dei fatti, carenza d’istruttoria, illogicità e ingiustizia manifeste, difetto dei presupposti; violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza dell’azione amministrativa; sviamento; incompetenza”.

Premesso di essere un’azienda leader nel settore della distribuzione automatica di cibi e bevande operante sia nel settore pubblico sia in quello privato con 232 punti vendita nel solo comune di Andria, rileva parte ricorrente che l’ordinanza impugnata è stata adottata ai sensi dell’articolo 50 del T.U.E.L., ma in totale assenza dei presupposti ivi richiesti per l’esercizio del potere extra ordinem.

L’atto gravato, inoltre, non avrebbe evidenziato alcuna situazione di pericolo in grado di arrecare grave pregiudizio di carattere sanitario o per l’igiene pubblica; né alcun’indicazione del limite temporale di efficacia delle prescrizioni in essa previste.

Soggiunge la parte ricorrente che è la stessa ordinanza extra ordinem a smentire l’esistenza di una situazione di emergenza ambientale in quanto ha illogicamente e contraddittoriamente previsto di differire il proprio termine iniziale di efficacia al primo gennaio 2020.

Evidenzia l’inconferenza del richiamo all’articolo 9 bis del D.L. n. 91/2017: tale norma ha introdotto alcune disposizioni riguardanti la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero (c.d. sacchetti mono uso) - ben diverse da bicchieri, posate e mescolatori, oggetto del provvedimento gravato – e non “il divieto definitivo di commercializzazione di contenitori non biodegradabili non rispondenti alla normativa comunitaria ed alle norme tecniche approvate a livello comunitario”, come erroneamente ritenuto dal Sindaco.

Parimenti erroneo sarebbe il riferimento alle fonti europee in quanto sia la c.d. Strategia Europea sulla plastica nell’economia circolare approvata dalla Commissione europea il 16 gennaio 2018 sia la risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 27 marzo 2019 sarebbero atti non vincolanti.

Ad ogni buon contro, comunque, la risoluzione legislativa non avrebbe imposto alcun divieto per bicchieri e posate monouso e per mescolatori in plastica, limitandosi a prevedere riduzione del consumo dei bicchieri sulla base di piani nazionali ad adottarsi nel futuro in base agli obiettivi che la Commissione definirà in futuro; e il divieto di immissione di mescolatori e posate in plastica solo a partire dal 2021.

L’ordinanza, in assenza di attività istruttoria, ha richiamato generici impegni di raccolta differenziata e di obiettivi di sostenibilità ambientale del territorio, senza specificare neppure alcun profilo di urgenza delle prescrizioni imposte.

Il divieto introdotto, in definitiva, è privo di base normativa considerato che la normativa europea sul punto non solo non lo prevede, ma non ha ancora acquisito efficacia alcuna; e, ancora, non spetterebbe agli enti locali recepire eventuali direttive, bensì solo ai singoli Stati membri.

Nell’evidenziare, infine, che la competenza in materia ambientale e di rifiuti non spetta al Comune, conclude per l’annullamento dell’atto gravato.

Il Comune intimato, ancorché ritualmente evocato in giudizio, non si è costituito.

La causa viene ritenuta per la decisione alla camera di consiglio del 2 luglio 2019.

2. Le censure svolte sono suscettibili di favorevole apprezzamento.

2.1. L’atto impugnato appare manifestamente illegittimo per violazione dell’articolo 50 del T.U.E.L. e dei principi generali in materia di adozione delle ordinanze sindacali contingibili e urgenti giacché

a) è stato adottato non sulla base di una situazione di pericolo bensì al fine di “diminuire la percentuale di rifiuti dannosi per l’ambiente, a favore di utensili riutilizzabili; diminuire il ricorso a materie prime non rinnovabili (petroli); salvaguardare l’ecosistema quale fonte di inestimabile ricchezza”;

b) non esplicita alcuna motivazione in ordine alle ragioni che rendono impossibile il ricorso agli strumenti di azione ordinaria al fine di conseguire i predetti obiettivi;

c) reca un divieto non solo privo di un termine di efficacia finale, ma finanche differito nella sua efficacia iniziale.

2.2. L’atto gravato, quand’anche non si considerasse alla stregua di ordinanza extra ordinem, è comunque privo di idonea base normativa.

2.2.1. Come correttamente osservato dalla parte ricorrente, infatti, al momento dell’adozione dell’ordinanza gravata non sussisteva alcuna fonte normativa europea vincolante, né per gli Stati membri né, a fortiori, per gli enti locali; il che rende evidentemente ultroneo l’esame del contenuto della sopravvenuta direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.

La direttiva (UE) 2019/904 innanzi citata, ai sensi dell’articolo 18, è entrata in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, avvenuta il 12 giugno 2019 e, dunque, il 2 luglio 2019.

Quanto al termine di recepimento, l’articolo 17, comma 1, prima parte, dispone che “Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 3 luglio 2021”.

È appena il caso di rammentare, peraltro, che la competenza ad adottare le misure di recepimento spetta allo Stato e non al Comune.

2.2.2. Al momento dell’adozione dell’atto gravato, infatti, l’unico divieto vigente era quello della commercializzazione di borse di plastica di cui all’articolo 226-bis del codice dell’ambiente, introdotto dall’articolo 9-bis, comma 1, lett. g), del decreto legge 20 giugno 2017 n. 91, significativamente rubricato “Disposizioni di attuazione della direttiva (UE) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015, che modifica la direttiva 94/62/CE per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo si borse di plastica in materiale leggero. Procedura d’infrazione n. 2017/0127”.

L’innanzi rilevata assenza dei presupposti legittimanti l’esercizio del potere extra ordinem non consente di ampliare il divieto in deroga alla legislazione vigente.

2.2.3. Gli articoli 181, 182 e 182 bis del codice dell’ambiente, infine, posti anch’essi a base del provvedimento impugnato, dettano norme in materia di riciclaggio e recupero dei rifiuti nonché di smaltimento dei rifiuti.

Tali disposizioni, con tutta evidenza, non riguardano la regolamentazione dell’uso della plastica e non possono pertanto legittimare il potere esercitato nel caso di specie.

2.2.4. Il Collegio, ritiene, in definitiva, che il Comune non abbia alcuna competenza a regolamentare in via autonoma l’utilizzo dei materiali plastici, in difetto di normativa primaria.

In astratto, effettivamente, l’unico strumento utilizzabile da parte del Comune è il potere extra ordinem, del quale, tuttavia, nel caso di specie ricorre un mero richiamo formale, del tutto sganciato dai presupposti concreti che ne legittimano l’esercizio.

3. Il ricorso, in conclusione, è fondato e va accolto con conseguente annullamento in parte qua dell’atto gravato.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, Sezione II, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla l’atto gravato nei sensi e nei limiti di cui in motivazione.

Condanna il Comune di Andria alla rifusione delle spese di giudizio in favore della ricorrente, che liquida nella misura di euro 2.000,00 (duemila/00), oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, se versato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 2 luglio 2019 con l'intervento dei magistrati:
[omissis]

mercoledì 3 luglio 2019

La Top Ten dei rifiuti in spiaggia

A seguito delle attività di monitoraggio dei nostri volontari, vi presentiamo la classifica (in ordine crescente di quantità rilevate) dei rifiuti che è più frequente incontrare in spiaggia, soprattutto dopo le mareggiate. Tutte le foto sono state scattate dai Gre Lazio nel mese di giugno 2019.

 
10 - BOE
Esatto: boe. Enormi. Lunghe anche fino ad un metro, che di solito ancorate in un determinato punto allo scopo di segnalazione di zone pericolose per la navigazione (scogliere, secche, ecc.) o rotte da seguire in particolari zone (entrate di porti, ecc.), oppure destinate a realizzare un punto di ormeggio sicuro per navi e imbarcazioni in porti e rade, evitando così l'uso delle proprie ancore. E poi gavitelli, le boe di forma doppio conica molto diffuse per ormeggiare piccoli natanti a poche decine di metri dalla riva. Tutti in polietilene. E spesso ancora con pezzi di cima o catene attaccate.
 
 9 - BOTTIGLIE DI VETRO
Un materiale sempre meno utilizzato, il vetro, ma che spesso si ritrova anche in spiaggia. Nelle tipologie, per giunta, di maggior spessore, fattore che sicuramente ha contribuito a far resistere i contenitori a scuotimenti e urti. Un tempo erano un canale di comunicazione, oppure uno strumento per tracciare il percorso delle correnti (soprattutto quelle oceaniche). Tuttavia, risulterebbe abbastanza inutile cercarvi all'interno un messaggio come quello lasciato da uno degli 813 marinai dell'incrociatore Fiume dispersi a seguito della battaglia navale di Gaudo e Capo Matapan (nel Sud del Peloponneso) nel 1941 e ritrovato su una spiaggia di Cagliari nel 1952: oggigiorno si tratta quasi esclusivamente di rifiuti, magari semplicemente a testimonianza di una notte "brava".

8 - SECCHI
In spiaggia è possibile trovare con una certa frequenza secchi rotti: spesso sono del tipo utilizzato per le vernici, ma è molto probabile che il loro impiego sia legato in qualche modo alla pesca o comunque al trasporto di oggetti in barca. Il formato tipico è quello rotondo da 30 litri di colore bianco, ma a ben cercare se ne trovano di altri colori e misure. Evidentemente però non è infrequente che marinai distratti li lascino cascare il acqua, e il mare "gentilmente" ce li rende: rotti, quindi non pensate di poterli riutilizzare.

7 - CASSETTE DI PLASTICA
Le classiche cassette utilizzate per ortofrutta: robuste, sovrapponibili, sia forate che non. Le peggiori intemperie e il più cocente sole sembra che non possano nulla contro questi oggetti. Ed infatti sembrano quasi nuove o comunque in uno stato di conservazione così buono da poterne ipotizzare un recupero e riutilizzo. Lecito supporre che anche questi prodotti siano stati in qualche modo utilizzati da chi lavora in mare, sebbene il numero dei ritrovamenti inizia ad essere davero significativo.

6 -  GALLEGGIANTI DI FORTUNA
Taniche e fusti legati con corde sapientemente intrecciate, spesso  utilizzati per segnalare e ritrovare reti lasciate in mare. E proprio la forza del mare spesso li "libera", lasciandoli navigare fin sulle spiagge. E' un ritrovamento frequentissimo soprattutto nelle zone di pesca o comunque con elevata presenza diportistica. 


5 - CONTENITORI IN PLASTICA PERLIQUIDI 
Non ci riferiamo alle classiche bottiglie per acqua potabile, bensì agli innumerevoli contenitori di ogni forma, materiale, misura che ad esempio riempiono gli armadietti del bagno: quelli per detersivi o comunque sostanze chimiche, ad esempio utilizzare per la detersione. Talvolta anche molto pericolose: ne abbiamo infatti trovata finanche una contente cloruro, un composto chimico binario formato dalla combinazione del cloro con un altro elemento, utilizzato come disinfettante di basso costo e anche come agente sbiancante. Ma che può nuocere gravemente alla salute e risulta altamente tosssico e nocivo per l'ambiente acquatico, e che pertanto non andrebbe disperso nemmeno in quantità minime.

4 - CASSETTE DI POLISTIROLO
Sono contenitori ad uso alimentare spesso utilizzati nel settore ittico per l'imballaggio del pesce. Esistono di diverse tipologie: con fondo bucato, casse chiuse o forate, casse “pedanabili”, casse con buchi laterali o chiuse, casse per alici, casse per anguille, salmone. Sono molto utilizzate perchè idonee al contatto alimentare, isotermiche, talvolta pallettizzabili, talvolta con fondi assorbenti o atti alla tenuta di liquidi. Sono in polistirene, il cosiddetto polistirolo espanso. Sebbene riciclabili al 100%, non sono assolutamente biodegradabili e non di rado si frammentano in parti più piccole che potenzialmente possono anche essere ingerite da animali.


3 - SCARPE 
Vi sembra assurdo? Eppure in spiaggia si trovano scarpe di ogni tipo e numero. Ovviamente però è estreamente improbabile che ci siano tanto la destra quanto la sinistra, quindi non pensate di poter svecchiare le vostre calzature gratuitamente. Ma come ci sono finite? Nei modi più disparati: cascate in acqua dalle navi o siano state abbandonate in spiaggia, hanno tempi di degradamento lunghissimi perchè rilevante è la quantità di plastiche utilizzate per fabbricarle. A meno che non le si riccolga per destinarle ad altri utilizzi tramite il riuso creativo, tecniche del fai-da-te e un po’ di immaginazione.
2 - RIFIUTI DELLA MITILICOLTURA
Nei mari italiani una fonte importante di inquinamento è conseguenza della mitilicoltura: le Longline sono una sorta di filare, composte dall’installazione di funi di sostegno ancorate al fondo con dei pesi, e mantenute in verticale da una serie di galleggianti, a una profondità di 2-3 metri rispetto al pelo dell’acqua. Le cozze vengono allevate all’interno di reti tubolari in polipropilene chiamate “calze”, rette da corde lunghe tra i 2 e i 5 metri. Ma spesso queste calze vengono disperse in mare in grandi quantità, rappresentando un pericolo per i pesci e una degradazione degli ecosistemi. E poi, alla prima mareggiata, il mare ce ne ritira in faccia una certa quantità spiaggiandole.
 
1 - PLASTICHE MONOUSO
Bottiglie. Da 2 litri, da 1,5 litri, da 0,5 litri. Di ogni marca, forma, modello, colore. Con o senza relativi tappi. E poi bicchieri di plastica, tanti bicchieri di plastica. Eppure basterebbe riportarseli dietro o non lasciarli cadere dalle barche. Per fortuna dal 2021 non si potranno più utilizzare nell’Unione europea alcuni prodotti in plastica monouso come piatti, posate e cannucce. Ma nel frattempo in tanti enti locali stanno aderendo alla campagna #PlasticFreeChallenge lanciata dal Ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Sebbene il problema resta (e non è marginale) per i paesi extra-UE e soprattutto quelli meno sviluppati.

giovedì 20 giugno 2019

I Comuni del Lazio aderiscano al Plastic Free Challenge


Rifiuti plastici nella darsena di Fiumicino
Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha lanciato una “challenge” perché si cominci a liberare le istituzioni dalla troppa plastica: la Plastic Free Challenge (#PFC) vuole coinvolgere persone, società ed istituzioni così da eliminare la plastica usa e getta, grave fonte di inquinamento.
I “Gruppi Ricerca Ecologica”, cogliendo tale appello, hanno invitato tutti i comuni laziali ad aderire formalmente  tramite l’approvazione di uno schema di Delibera, il quale preveda anche delle azioni concrete sul territorio:
  • vietare su tutto il territorio comunale la vendita e l’utilizzo dei seguenti prodotti monouso nelle tipologie di plastica non compostabili e non biodegradabili: piatti, posate, cannucce, bastoncini cotonati (cotton fioc), mescolatori per bevande, aste per palloncini, sacchetti di plastica oxo-degradabile, box e contenitori per alimenti in polistirolo espanso;
  • adeguare i contratti di fornitura delle macchine automatiche erogatrici, per eliminare la distribuzione di bottigliette d’acqua naturale;
  • favorire la raccolta differenziata di imballaggi di plastica monouso, in particolare di quelli collegati al consumo di cibi e bevande, in tutti gli edifici comunali;
  • estendere progressivamente tale gestione ecosostenibile agli spazi comunali assegnati a soggetti terzi e agli eventi che si terranno in città.

L’Europa produce all’incirca 25 milioni di tonnellate di plastica, materiale responsabile dell’85% dell’inquinamento del ecosistema marino e terrestre: il materiale plastico, trasportato soprattutto dai corsi d'acqua, arriva a rappresentare la gran parte dei rifiuti presenti sui litorali marini delle coste (marine litter), così da essere oltre che un fattore inquinante, anche un elemento disincentivante per le attività produttive quali il turismo e la pesca.


Per questi motivi il Parlamento e il Consiglio dell'Unione Europea si sono posti come obiettivo per l’intera Unione quello di eliminare progressivamente la produzione di oggetti in plastica monouso, anche in ragione dell’esigenza avvertita su scala mondiale di diminuire in generale l’uso della plastica. Inoltre la Commissione Europea ha emanato una serie di disposizioni normative volte a raggiungere gli obiettivi di cui sopra, anche provvedendo a varare un piano strategico di contrasto all’uso indiscriminato della plastica, annunciando la volontà di introdurre dei sistemi sanzionatori per i Paesi comunitari che non rispetteranno gli obiettivi previsti (come quello di rendere riciclabili gli imballaggi in plastica entro l’anno 2030), e, il 16 gennaio 2018, la "Strategia europea per la plastica" al fine di rendere riciclabili tutti gli imballaggi di plastica nell'UE entro il 2030.