Horizontal Popup Menù with Images
consigli e idee dalla rete news dalle Istituzioni aree protette energie in circolo
Visualizzazione post con etichetta aniene. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aniene. Mostra tutti i post

sabato 8 agosto 2020

Biomasse a via Prenestina, continua il braccio di ferro

La seconda riunione della Conferenza dei Servizi  relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale del progetto di “impianto per riciclo di biomasse” in Roma alla Via Prenestina 1280, svoltasi in modalità telematica lo scorso 16 luglio, ha confermato il braccio di ferro tra il Proponente Azienda Agricola Salone a.r.l. e le varie istituzioni che hanno individuato molteplici criticità anche alla luce delle integrazioni presentate successivamente alla prima riunione del 14 maggio scorso.

Il Comune di Roma Capitale, ad esempio, ha rilevato che: “In merito al procedimento di V.I.A. si evidenzia che in data 14.04.2020 la Regione Lazio ha pubblicato le ulteriori integrazioni relative al procedimento in oggetto, presentate dal proponente oltre la scadenza dei termini concessi (rif. D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. art 27-bis co.5). Si ricorda che ai sensi del co. 8 dell’art. 27-bis del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. “Tutti i termini del procedimento si considerano perentori ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2, commi da 9 a 9-quater, e 2-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241”. Pertanto tali integrazioni non erano accoglibili poiché presentate successivamente alla scadenza dei termini di ricevimento delle integrazioni (la prima seduta della Conferenza dei Servizi decisoria è stata indetta con protocollo R.U.U. 0147212 del 19/02/2020). La Regione ha confermato che dal punto di vista giuridico, di fatto, come Autorità Competente non avrebbe dovuto accoglierle potendo rendete direttamente improcedibile l’istanza, ma ai fini delle attività dei lavori della conferenza sono comunque state ritenute utili ad approfondire l’assetto impiantistico proposto, oltre che ad evidenziare le eventuali problematiche ambientali potenziali ed oggettive connesse, che non risulterebbero essere superabili dagli accorgimenti tecnici e/o da soluzioni tecnologiche possibili.

Su proposta del rappresentante del SUAP - Attività produttive agricole del Comune di Roma Capitale, tutti gli Enti coinvolti nella Conferenza di servizi hanno ritenuto necessario di dover coinvolgere la Commissione Agraria comunale, avendo già negli atti del Comune di Roma Capitale tutta la documentazione progettuale dell’impianto, ai fini dell’espressione del parere tecnico specifico di competenza sul progetto nel nuovo assetto impiantistico e di attività in relazione all'Autorizzazione Unica rilasciata dal Comune per il P.A.M.A. del 2018. 

Inoltre la Regione, dal punto di vista della valutazione di impatto ambientale, in riferimento agli approfondimenti tecnici di competenza urbanistica derivanti dai pareri sia del Comune di Roma Capitale che dell’Area regionale Urbanistica Copianificazione Programmazione Negoziata Roma Capitale e Città Metropolitana, evidenzia che il progetto, come proposto dalla Società, prevede che verranno lavorati anche “materiali organici” che rientrano nell’ambito legislativo della categoria “rifiuti” (diversamente dall’uso esclusivo delle sole “biomasse”, di cui all’ambito di applicazione dell’art. 185 co. 1 del D.lgs. 152/06 e sm.i., previsto per l’Autorizzazione unica acquisita nel 2018 dalla Società), trattandosi in effetti di un “impianto di trattamento e gestione di rifiuti”: la realizzazione di tale tipologia d’impianto richiederebbe, nel caso, una “variante urbanistica” (da zona agricola, “Agro romano” ai sensi dell’art.75, a zona di “reti tecnologiche”, in particolare “infrastrutture tecnologiche” di cui all’art.106 delle NTA del PRG). Inoltre, rileva infatti una forte criticità della componente ambientale del “suolo e territorio”, come consumo di suolo e sottrazione del territorio, e che nel caso di “variante” urbanistica sarebbe necessario includere in conferenza anche l’Area Valutazione Ambientale Strategica, competente per la VAS, come indicato nelle modalità di cui al §6.7.3 della D.G.R.n.132 del 27/02/2018, “al fine di contribuire ad assicurare che la valutazione della sostenibilità dell’intervento comprenda anche gli effetti sull’ambiente derivanti dalle modifiche al piano”.

Sebbene il proponente , anche richiamando i pareri legali presentati nonché l’istanza di autotutela da ultimo presentata nei confronti del parere di Roma Capitale (dei quali si è data parziale lettura), abbia rappresentato che non è stata presentata una richiesta specifica di “variante urbanistica” in quanto l’impianto era già approvato all’interno del P.A.M.A. ed inoltre è già autorizzato a ritirare anche matrici vegetali dall’esterno (non autoprodotte) per circa 1/3 della potenzialità autorizzata, pari a 75.000 ton/anno; successivamente è stata presentata istanza P.A.U.R. per poter ritirare rifiuti organici prevalentemente riconducibili alla tipologia di vegetali derivanti da colture agricole (rifiuti ortofrutticoli e industrie alimentari e conserviere) e, accogliendo le osservazioni dei partecipanti alla CDS, sono stati eliminati i rifiuti non riconducibili direttamente a vegetali, il rappresentante del SUAP ha ricordato che il precedente progetto di P.A.M.A. era stato rilasciato nel 2018 correttamente e coerentemente alle norme del PRG ma la natura gestionale attualmente non è più la stessa del P.A.M.A. precedente: nel nuovo assetto impiantistico e progetto, in esame, vengono introdotte nuove matrici, rilevando altresì che l’aspetto di produzione di energia è più importante della produzione di compost con l’attività multi imprenditoriale e pertanto l’assetto dell’impianto va rivalutato con nuovo elenco dei codici CER. 

La CDS è stata pertanto rinviata alla terza riunione, che si terrà sempre in modalità telematica il prossimo 1 settembre ed a cui i Gruppi Ricerca Ecologica saranno presenti.


martedì 5 novembre 2019

Il Lago ex Snia - Viscosa è Monumento naturale!

Lago Sandro Pertini o exSnia (foto Gre Lazio)
L'unico lago naturale di Roma è Monumento naturale: lo ha deciso il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti il quale, con il proprio decreto del 9 ottobre 2019 n.17594, ha vincolato questo piccolo specchio d'acqua per tutelarne la conservazione, l'integrità e la sicurezza.

Ma, come? Non sapevate che Roma ha un proprio lago? Eggià, e sta da qualche decennio sotto i vostri occhi (dal 1992 per l'esattezza), nel Municipio V tra via Prenstina e via di Portonaccio, e seppur avrebbe come nome Lago Sandro Pertini, ai più è noto come Lago ex Snia - Viscosa e come GRE LAZIO ve lo abbiamo presentato il 14 giugno scorso: nel rimandarvi per l'intera storia al nostro articolo, ricordiamo solo che il bacino si formò accidentalmente nel 1992 in occasione di lavori di scavo che intercettarono la falda acquifera. E da allora è là, nonostante i tentativi della proprietà dell'area di "liberarsene".

L'area vincolata è estesa complessivamente 7,5 ettari: la Regione ne ha riconosciuto la funzione di potenziale corridoio ecologico tra la Riserva Naturale Valle dell'Aniene e il Parco dell'Appia Antica in funzione delle valenze vegetazionali (vi sono state censite circa 300 specie botaniche, 11 comunità vegetali, 3 habitat prioritari per l'Unione Europea) e faunistiche (62 specie di uccelli fra i quli tre di interesse comunitario).

In particolare l'area del lago presentata grande valenza naturalistica e elevate potenzialità di rinaturalizzazione spontanea e guidata: sono presenti la cannunccia palustre (Plantago lanceolata), la felce aquilina (Pteridium aquilinum), la inula viscosa (Inula viscosa), il geranio malvaccino (Geranium rotundifolium), il becco della Colomba (Geranium molle), l'orzo murino (Hordeum leporinum). Inoltre, nell'area industriale abbandonata e sulla scarpata ovest del laghetto si è formata una macchia di carattere mediterraneo dove sono presenti due fitocenosi prevalenti: una popolazione di pino d'Aleppo (Pinus halepensis) che cresce rigogliosa sui muri della fabbrica dismessa, mentre sulla sponda occidentale del lago si può osservare una comunità maggiormente mesofila dominata dall'alloro (Laurus nobilis), habitat prioritario 5230*.

All'interno dell'area sono presenti formazioni vegetali secondarie riferibili a habitat di interesse comunitario tipici degli ambienti rupestri, sebbe siano frammentari e occupini piccole superfici:
  • habitat 6110* - formazioni erbose rupicole o basfile dell'Alysso - Sedion albi. Sui piani in cemento della costruzione abbandonata a ovest del lago si rinvengono propolazioni di Peverina annuale (Cerastium semidacandrum) e il sedano spagnolo (Sedum hispanicum);
  • habitat 6220* - percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero - Brachypodietea. Sul pavimento della fabbrica è possibile trovare il trifoglio scabro (Trifolium scabrum) e la costolina annuale (Hypochoeris achyrophorus) riconducibili all'associazione Trifolio scabri - Hypochoerideutum achyrophori;
  • habitat 5230* - matorral arborescenti di Laurus nobilis. Intorno al lago è presente la fotocenosi, anche se in maniera frammentaria, caratterizzata dalle specie di alloro (Laurus nobilis) e di fico comune (Ficus carica);
  • habotat 9540 - pinete mediterranee di pini mesogini endemici. Sulle murature della fabbrica sono presenti popolazioni di pini d'Aleppo (Pinus halepnesis).
Nonostante la limitata estensione dell'area, inoltre, la comunità ornitica è ricca con più di 60 specie tra le quali: il pettirosso (Erithacus rubecula), il martin pescatore (Alcedo atthis) inserito nell'Allegato 1 della Direttiva Uccelli, il germano reale (Anas platyrhynchos) inserito nell'Allegato II/1, la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) inserita nell'Allegato II/1, il cormorano (Phalacrocorax carbo) e il gheppio (Falco tinnunculus).

La gestione del monumento è affidata all'Ente Regionale Roma Natura, che dovrà anche promuovere e realizzare interventi educatici, di conservazione e di valorizzazione, anche garantendo un'ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione dello stesso Monumento Naturale, al fine di favorire la corretta fruizione dell'area, assicurando che gli interventi di valorizzazione vengano progettati ed eseguiti tenendo conto delle risorse ambientali presenti.

FINALMENTE UNA STORIA A LIETO FINE!!!

venerdì 22 marzo 2019

Contratti di fiume, il 9 aprile tavolo tecnico

L’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume del Ministero dell’Ambiente ha organizzato un incontro tecnico su "LA PARTECIPAZIONE PUBBLICA NELLA GESTIONE DEI CORPI IDRICI - Il coinvolgimento dei portatori di interesse nei Contratti di Fiume".

L'iniziativa, che si svolgerà martedì 9 aprile 2019 a partire dalle ore 9:00 e fino alle 17:00 presso il Centro Congressi Fontana di Trevi (sito a Roma in Piazza della Pilotta, 4), è organizzata dall’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume, è volta all’approfondimento del tema della partecipazione pubblica nella gestione dei corpi idrici, con particolare riferimento ai processi di governance dei Contratti di Fiume.

L’evento intende favorire lo scambio di esperienze e il confronto tra vari soggetti pubblici e privati ed è articolato in sessioni plenarie e tre sessioni parallele tematiche, organizzate in tavoli di discussione con l’ausilio di facilitatori sui seguenti aspetti connessi alla partecipazione nei processi di Contratti di Fiume:
  • analisi e messa in rete dei portatori di interesse;
  • informazione e comunicazione;
  • partecipazione e responsabilità.
L’incontro è finalizzato, inoltre, all’acquisizione di spunti e informazioni per la definizione di un documento di indirizzo sull’argomento. La partecipazione attiva ai tavoli di discussione rappresenta, quindi, un’occasione per contribuire ai lavori dell’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume.

I Gruppi Ricerca Ecologica saranno presenti.

mercoledì 10 gennaio 2018

I percorsi dell'identità: un viaggio alla riscoperta del territorio e delle nostre radici con i GRE Lazio

I Gruppi Ricerca Ecologica del Lazio sono lieti di presentare il programma delle escursioni organizzate per il 2018: dopo il grande successo delle uscite del 2017, ecco sei tappe per riscoprire la storia e i paesaggi che ci circondano.

Si parte il 15 aprile sul Monte Soratte (in provincia di Roma), dove percorreremo l'anello della montagna "sacra" ai romani. 

Il 20 maggio percorreremo gli antichi sentieri dei popoli Falisci nel Parco del Treja (in provincia di Viterbo). 

Il 17 giugno domineremo dall'alto del Picco di Circe (in provincia di Latina) le isole ponziane, l'intera costa laziale meridionale ed il litorale domitio

Il 16 settembre andremo lungo la via dei monasteri fino al lago di San Benedetto, nella Valle dell'Aniene (in provincia di Roma). 

Il 28 ottobre scaleremo il Monte Giano fino a sovrastare le gole del fiume Velino (in provincia di Rieti). 

Il 10 novembre riscopriremo il sentiero Coleman ed il sentiero del lupo sui Monti Lucretili, da Tivoli in direzione di San Polo dei Cavalieri (in provincia di Roma).

Uscita per uscita forniremo tutte le informazioni utili sui percorsi e per la partecipazione. Quasi tutti gli appuntamenti, ad ogni modo, sono di livello turistico e programmati per essere accessibili anche alle famiglie con bambini.

Il trekking è in notevole crescita negli ultimi anni: soddisfare la necessità di fuggire dagli schemi quotidiani della città, ritrovare quel senso di appartenenza alla nostra storia e ai nostri paesaggi, ripercorrere i passi dei nostri padri fino ai giorni nostri, in un territorio che racchiude le radici del nostro presente e della nostra identità.

Le nostre escursioni, oltre ad essere portatrici di benessere psicofisico ed occasione per il monitoraggio e lo studio degli ecosistemi, contribuiscono a riscoprire quel sentimento comunitario e di condivisione con chi marcia al nostro fianco, sul nostro cammino, di valori e sensazioni che ci legano l'un l'altro indissolubilmente.

In poche parole un ritorno a casa,  perché come diceva Tolkien: "Le radici profonde non gelano".

venerdì 29 dicembre 2017

Dal Tevere al Tirreno: i primi dati sul viaggio dei rifiuti

Tevere, ammasso di rifiuti sotto il Ponte Garibaldi


Le attività terrestri sono, senza dubbio, l'origine principale dei rifiuti marini, in particolare in un bacino marittimo chiuso altamente popolato quele è il Mar Mediterraneo.
Mentre, oggettivamente, la quantificazione degli input è un compito difficile, la valutazione delle linee di base delle tendenze e l'individuazione delle fonti sono di cruciale importanza al fine di supportare i responsabili politici nel miglioramento delle misure di riduzione dei rifiuti.

I fiumi sono i principali canali di immissione di rifiuti in mare. Per questo motivo, il Centro comune di ricerca - DG-JRC (una direzione generale della Commissione europea, che dispone di sette istituti di ricerca dislocati in cinque paesi membri dell'Unione europea) sta coordinando una rete di 36 unità di ricerca che monitorano, utilizzando il medesimo stesso protocollo, i rifiuti galleggianti aventi dimensioni superiori ai 2,5 cm dai punti di osservazione fissi situati nelle vicinanze delle foci dei fiumi (progetto RIMMEL - Riverine and Marine floating macro litter quantification, ovvero Quantificazione dei macro-rifiuti galleggianti in mare e nei fiumi).
La foce del fiume Tevere vista dal satellite (fonte Google Maps)

In Italia, uno dei fiumi rilevati è il Tevere, il terzo fiume più lungo d'Italia, che dopo aver attraversato la città di Roma si divide in due rami prima di entrare nel Mar Tirreno.

All'interno della rete RIMMEL, fin dal settembre 2016 l'Accademia del Leviatano ha avviato il monitoraggio visivo degli oggetti galleggianti sul fiume del canale di Fiumicino, sul ramo più piccolo del fiume, dal ponte pedonale situato a circa 100 metri dalla foce del fiume. Ed ora, dopo il primo anno di monitoraggio, Roberto Crosti (ISPRA), Antonella Arcangeli (ISPRA), Ilaria Campana (Accademia del Leviatano e Dipartimento di Scienze ecologiche e biologche dell'Università della Tuscia di Viterbo) e Miriam Paraboschi (Accademia del Leviatano), hanno pubblicato i primi risultati parziali, che siamo onorati di poter diffonfere.
Da una pista di osservazione di 15 metri (praticamente metà della larghezza del fiume) e alta meno di 5 metri, gli osservatori addestrati, eseguendo sessioni di monitoraggio regolari quasi ogni 10 giorni, hanno effettuato circa 40 ore di osservazioni durante un anno. 

Le categorie di rifiuti marini erano una selezione di quelle inserite nell'elenco principale predisposto dal MSFD - TGML (Marine Strategy Framework Directive - Technical Group on Marine Litter), secondo quanto previsto nel protocollo del progetto RIMMEL. Sono stati individuati 1.442 rifiuti di dimensioni più grandi di 2,5 cm, più dell'80% dei quali era rappresentato da "materiali polimerici artificiali" mentre l'8% era costituito da "carta/cartone". In totale, è stato stimato che, ogni ora, ben 85.4 (con uno scarto in più o in meno di 9.4) singoli rifiuti galleggianti arrivano in mare dal canale di Fiumicino.
Fiumicino. La storica passerella pedonale che da Torre Clementina porta a Viale Traiano colleganado il centro del comune con la località di Isola Sacra

I polimeri artificiali registrati più frequentamente sono stati: "pezzi di plastica <50 cm", "bottiglie", "coperchio / confezione", "pezzi di polistirolo <50 cm", "schiuma" e "sacchetti".

Altri oggetti comuni identificati fatti di diversi materiali sono stati: imballaggi di carta, articoli di carta, altri metalli, altri pezzi di gomma. Sono stati rilevati anche molti oggetti relativi al settore della pesca come boe, box per il pesce, corde e reti da pesca, che derivano dalla presenza della flotta peschereccia locale nel porto di Fiumicino.

I risultati permetteranno una migliore comprensione delle dinamiche dei rifiuti dagli ambienti di acqua dolce a quelli marini, contribuendo all'identificazione e alla quantificazione delle fonti, supportando così i responsabili politici per il miglioramento delle opzioni di gestione. I dati raccolti saranno utili per confrontare le tendenze della frequenza degli oggetti che entreranno nel mare nel prossimo futuro: l'andamento della frequenza dei rifiuti marini è, infatti, un indicatore pertinente per valutare l'impatto delle misure politiche intraprese nel quadro di entrambe le direttive dell'UE sui rifiuti e sulla strategia marina.

giovedì 5 ottobre 2017

Stanotte sventato attacco chimico su Roma!


Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, è il caso di dirlo. Roma Capitale e le ditte incaricate, con la scusa dell’emergenza chikungunya, starebbero inspiegabilmente irrorando la città con prodotti altamente tossici in violazione delle stesse ordinanze sindacali. 

Parliamo del prodotto ETOX 5 ME, contenente etofenprox (sostanza bioaccumulabile e tossica) e metanolo. In base al Regolamento (UE) 1272/2008 del Parlamento Europeo (CLP) e come correttamente indicato nella scheda di pericolosità della sostanza (realizzato come presidio medico chirurgico dall’azienda Colkim Srl di Bologna che ovviamente non ha nessuna responsabilità dell’utilizzo del prodotto), l’ETOX 5 ME è pericoloso per l’ambiente acquatico (tossicità acuta e cronica di categoria 1) e molto tossico e nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata, ha una tossicità cronica (categoria 3), può generare lesioni oculari gravi (categoria 1), irritazioni cutanee (categoria 2), ed è tossico se ingerito, se inalato, per contatto con la pelle. Infine, può essere nocivo per i lattanti allattati al seno e provocare danni agli organi.

Inoltre l’etofenprox è stato inserito nell'elenco di sostanze candidate alla sostituzione ai sensi del Regolamento diEsecuzione (UE) 408/2015 del Parlamento Europeo.

Rientra pertanto pienamente tra le sostanze il cui utilizzo nella lotta alla zanzara tigre a Roma è categoricamente vietato ai sensi dell’ordinanza 62/2017. La stessa ordinanza 153/2017 adottata dalla Sindaca Raggi a causa dell’emergenza chikunguya impone alla ditta incaricata dall’amministrazione all’esecuzione degli interventi di disinfestazione di utilizzare solo i prodotti ammessi dall’ordinanza 62/2017.

Il comprensorio Prato della Signora localizzato su Google Maps
Nonostante tutto ciò, però, questa notte gli operatori di una ditta di Olevano Romano incaricata da Roma Capitale si sono presentati presso al Prato della Signora, un grande comprensorio stretto tra la via Salaria, la Circonvallazione Salaria ed il fiume Aniene, pronti ad intervenire con l’ETOX 5 ME. Nonostante la presenza di scuole dell’infanzia nel comprensorio. Nonostante la prospicienza al fiume Aniene. Nonostante la tossicità del prodotto che gli era stato consegnato dall’azienda. E soprattutto nonostante lo stesso prodotto sia VIETATO!

Ma se nei palazzi del potere non vogliono metterselo in testa, i romani non sono stupidi: i residenti del comprensorio, dopo aver chiesto e fotografato la scheda del prodotto altamente pericoloso per l’ambiente e vietato, hanno mandato via gli operatori impedendo la disinfestazione, o forse sarebbe il caso di dire l’attentato chimico. Ed ora che sono stati “beccati” e “bloccati”, cosa dirà l’assessora Pinuccia Montanari? E il Presidente della Commissione Ambiente Daniele Diaco? E la sindaca Raggi?

Prato della Signora per il momeno è salvo, ma chissà stanotte in quali altri quartieri romani sono state effettuate disinfestazioni con prodotti tossici e vietati!

lunedì 19 giugno 2017

Tivoli ripiomba in un medioevo ambientale?

Come se non bastassero i problemi ambientali legati all'industria della carta e a quella estrattiva del travertino, l'amministrazione comunale di Tivoli azzera i passi in avanti fatti in passato in materia di tutela dei cittadini e dell'ambiente dai pesticidi irrorati in area urbana in concomitanza con il ripresentarsi della presenza delle zanzare tigre.

Eppure nel 2013 l'Amministrazione di Tivoli si è distinta proprio per la sua significativa attenzione alla problematica ambientale, rispetto alla quale è stato tra i primi Comuni del Lazio a riconoscere la sensibilità chimica multipla e a vietare qualunque tipo di trattamento adulticida in una porzione di territorio (nella fattispecie, Bagni di Tivoli).

"La prevenzione e la lotta larvicida sono i metodi più efficaci di contenimento della diffusione della Zanzara tigre in ambito urbano": così recitava il materiale divulgativo. Adesso però pare si sia tornati ai trattamenti adulticidi irrorati con cannoni atomizzatori in pieno centro urbano e senza fornire una chiara e trasparente informazione di cosa si stia costringendo a respirare i tiburtini.

Quello che non può non inquietare, inoltre, è l'espresso riferimento a "prodotti regolarmente autorizzati dal Ministero della Salute": ma è ormai fatto noto e notorio, anche grazie all'opera di informazione che da mesi conduciamo, che il Dicastero attualmente retto da Beatrice Lorenzin rende ammissibili prodotti che invece sono vietati nel "Piano Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari" in attuazione della Direttiva Comunitaria 2009/28/CE, approvato con un decreto interministeriale che lo stesso Ministero della Salute ha sottoscritto.

Per questi motivi abbiamo inoltrato all'amministrazione tiburtina una richiesta di accesso agli atti finalizzata ad ottenere copia delle schede tecniche dei prodotti utilizzati per la disinfestazione contro le zanzare programmata dal Settore VI Ufficio Ambiente in data 14/06/2017 avvalendosi della ditta appaltatrice SOGEA S.r.l., delle modalità tecniche di distribuzione dei prodotti e della cartografia viaria del territorio del Comune di Tivoli interessata alle irrorazioni. 

Vi terremo aggiornati.

martedì 26 aprile 2016

“I Contratti di Fiume del bacino del Tevere: le esperienze partecipative si raccontano”

Il 30 aprile 2016, in occasione del passaggio della Discesa Internazionale del Tevere, da Città di Castello a Roma (in canoa, in bici, a piedi), presso la sede della Riserva Naturale Tevere-Farfa, alle ore 15.00, in via Tiberina km 28.100, Nazzano Romano, le esperienze partecipative dei Contratti di Fiume presenti all'interno del Bacino del Tevere si incontreranno e si racconteranno tra di loro. 
I GRE Lazio saranno presenti tra i relatori dell'incontro dal titolo “i contratti di fiume del bacino del Tevere: le esperienze partecipative si raccontano”, che ha lo scopo principale di far incontrare e far conoscere le diverse esperienze avviate, interrotte, concluse o in fase di partenza che porteranno alla realizzazione di un Contratto di Fiume all'interno del bacino tiberino.

I Contratti di fiume sono strumenti di governance del territorio, non pianificatori ma attuativi, che si sostanziano in programmi d'azione condivisi e coerenti con i piani esistenti rivolti alla scala geografica dei bacini fluviali. Il processo che caratterizza i Contratti di Fiume si basa su di un percorso che vede un concreto coinvolgimento e condivisione da parte di tutti gli attori. Attivare un “Contratto di Fiume” significa quindi prendere un impegno, anche progettuale, con una una pianificazione “ragionata” e non puntiforme. I contratti costituiscono una vera innovazione, una rivoluzione pacifica, democratica e dal basso, per reagire al continuo diffondersi del dissesto idrogeologico e della precarietà di un territorio reso sempre più drammaticamente vulnerabile dall'eccessiva antropizzazione e dalla carenza di manutenzione con lo scopo di valorizzare i servizi ecosistemici originati proprio dalla biogeografia fluviale. I contratti di fiume mettono insieme partner privati e pubblici per siglare accordi e impegni per la manutenzione del territorio, implementazione del ruolo ambientale dell’agricoltura, aree produttive ecologiche, corretto uso del suolo.

Tra i “narratori” saranno presenti una delle prime iniziative italiane di Contratto in Alto Tevere tra Umbertide e Perugia e l’attuale esperienza di Contratto della Media Valle del Tevere.

Parleranno però anche le esperienze di affluenti, primari e secondari, del Tevere quali il Paglia, il Nera e il Velino. I percorsi romani saranno raccontati per l’Aniene, per l’Almone e per il Tevere nel territorio urbano, con la neo esperienza di percorso metropolitano, dalla Riserva Tevere-Farfa fino al mare, e con il racconto della già avviata attività consortile per il tratto di Roma capitale.

All'incontro, patrocinato dal tavolo Nazionale dei Contratti di fiume e con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, saranno presenti, oltre ad esperti di progettazione partecipata e riqualificazione fluviale, anche amministratori ed enti pubblici che potranno così ascoltare direttamente e contemporaneamente esperienze di partecipazione popolare all'interno del Bacino del Tevere, in cui i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio sono parte attiva. L’ingresso è libero ed aperto a tutti gli attori del territorio.

La giornata è organizzata, tra gli altri, dalla Discesa Internazionale del Tevere, l’evento che da più di 35 anni percorre ogni anno tutta la valle del Tevere raccogliendo al proprio interno una conoscenza sportiva, culturale, naturalistica, geografica ed emotiva all’interno del fiume.

lunedì 14 marzo 2016

Verso il Contratto di Fiume Tevere

L'Assemblea del Consorzio Tiberina, cui i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio sono consorziati, è convocata per giovedì 17 marzo 2016, a partire dalle ore 14, presso l'Aula Magna dell'Università Roma Tre.

Un altro passo verso la nascita del Contratto di Fiume del bacino del Tevere!

venerdì 17 aprile 2015

Aniene, verso il Contratto di Fiume


I Gruppi di Ricerca Ecologica saranno presenti, oggi, all'incontro sul tema “Verso un contratto di Fiume sull’Aniene” organizzato dalla Comunità Montana dell’Aniene. L'incontro si terrà alle ore 17.30 presso la Sala Consiliare sita in Piazza 15 Martiri di Madonna della Pace – 00020 Agosta (Rm)e verterà sulle potenzialità che il fiume Aniene potrebbe portare al territorio ed all'economia locale attraverso la pianificazione di iniziative condivise e mirate alla tutela del fiume dalle sorgenti alla confluenza con il Tevere.