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lunedì 18 ottobre 2021

Pubblicato lo studio «Una coccinella salverà i pini di Roma»

Exochomus quadripustulatus
Agenti patogeni di provenienza estera minacciano i pini di Roma e di numerose altre zone d’Italia; i pini a Roma, così come in tanti altri luoghi, costituiscono - seppur con alcune note criticità - le alberature presenti sulle strade, un fondamentale elemento del paesaggio.

Occorre una seria politica urbanistica che eviti ulteriori consumi di suolo, poiché la  superficie impermeabile - la più importante variabile dell'habitat - aumenta l'abbondanza di cocciniglie e degli agenti patogeni.

Ma senza i professionisti del settore non saremo in grado di affrontare le minacce: oltre ad adeguate risorse e a linee guide efficaci per il verde urbano vanno organizzate politiche di controllo e contrasto  perché agronomi, agrotecnici, ed in generale gli esperti del settore, diventino figure presenti nelle amministrazioni comunali, lasciate sole ad affrontare argomenti tecnico naturalistici che riguardano il benessere dell’ambiente che ci circonda.

SCARICA LO STUDIO SCIENTIFICO DEI GRE


 

giovedì 11 giugno 2020

Tevere, ancora ignota la causa della moria di pesci

Lo scorso 1 giugno, a seguito delle segnalazioni della Polizia di Stato e dalla Polizia di Roma Capitale per la presenza di molte carcasse di pesci, il personale dell’ARPA Lazio è intervenuto assieme al personale della ASL RM1 ed ha effettuato un campionamento di acque superficiali nei pressi di ponte Vittorio Emanuele sul fiume Tevere.

Nel corso del sopralluogo è stata riscontrata la presenza nel punto di campionamento di circa una settantina di carcasse tutte di taglia medio grande, dai 40 ai 130 cm circa e comprendenti le famiglie dei Ciprinidi, Mugilidi e Siluridi.

Le specie presenti riconosciute sono state in ordine di abbondanza:
  • Barbus barbus – Barbo europeo
  • Liza sp. – Presumibilmente Cefalo calamita
  • Squalius squalus – Cavedano
  • Silurus glanis - Siluro
  • Bramis brama – Abramide comune
  • Cyprinus carpio – Carpa
  • Carassius sp. – Carassio
Al momento del sopralluogo e del campionamento nell'alveo del Tevere erano presenti numerosi esemplari vivi di piccole dimensioni e le misure dei principali parametri chimico-fisici rilevabili in campo con sonda multiparametrica hanno mostrato una situazione normale.


Si è avuta notizia di un evento meteorico intenso che avrebbe interessato la zona di Roma Nord e, pertanto, come prima ipotesi del fenomeno si è ipotizzato che le acque piovane avessero potuto dilavare il materiale particolato, ricco di sostanza organica degradabile, accumulato nel letto di fossi e sulle superfici e convogliato in tempi piuttosto rapidi la massa degradabile nel fiume, che, subendo una rapida degradazione, avrebbe potuto consumare l’ossigeno disciolto nelle acque. In queste condizioni le morie di pesci possono avvenire sia per “anossia” che per l’ostruzione meccanica delle branchie dovuta alla presenza di sostanze colloidali provenienti dal repentino dilavamento dei terreni circostanti: un evento acuto e di breve durata i cui effetti potevano essere rapidamente rientrati.

Nella tabella seguente sono riportati i risultati delle analisi chimiche di base eseguite sul campione prelevato il 1° giugno e su quello prelevato successivamente l’8 giugno:


L’area di campionamento ricade all'interno della rete di monitoraggio delle acque superficiali che ARPA Lazio esegue ai sensi del D. Lgs. 152/06, che prevede nel tratto urbano del fiume Tevere due punti di campionamento e nello specifico l’F4.06 Ripetta (circa 1 Km a monte del punto campionato) e l’F4.62 Marina di Roma (circa 25 Km a valle del punto campionato). Pertanto, per una valutazione più significativa dei dati rilevati nei campionamenti effettuati è stato ritenuto utile effettuare un confronto con la serie di risultati ottenuti nel 2019 presso le stazioni anzidette: da tale confronto è emerso un modesto innalzamento dei principali indicatori microbiologici di contaminazione fecale e un lieve aumento di Fosforo Totale e Ortofosfato mentre per gli altri parametri di base non si evidenziano alterazioni significative.

Inoltre, sui campioni prelevati a seguito dell’evento, sono stati eseguiti, oltre alle analisi di base, esami approfonditi sulla possibile presenza residua di altre sostanze.

Per quanto riguarda la presenza di sostanze potenzialmente tossiche per la fauna ittica, le analisi hanno evidenziato la presenza di Cipermetrina, in concentrazioni maggiori (0.014 μg/l) rispetto a dati medi dei monitoraggi periodici che l’Agenzia svolge sul fiume Tevere, nonché la presenza di un altro fitofarmaco: il Clothianidin.

La CIPERMETRINA è un insetticida universale usata da alcuni Comuni per la profilassi antizanzara nelle caditoie stradali, ma anche nelle irrorazioni mediante atomizzazione, nonché contro numerosi insetti infestanti le coltivazioni. Ma la Cipermetrina è tossica per i pesci: in test di laboratorio LC50 96-h (concentrazione letale per il 50% degli organismi esposti dopo 96 h di esposizione) è generalmente nell'intervallo di 0,7-350 μg/l. La tossicità acuta su Trota iridea (LC50) è in media 0, 82 mg/l (dati ISPRA – Quaderni 10/2015).


L’altro fitofarmaco riscontrato a seguito del campionamento del 1° giugno è il CLOTHIANIDIN (0.67 μg/l). Appartiene al un gruppo dei neo-nicotinoidi, il cui utilizzo comprende la concia delle sementi di mais, del cotone, della colza, della bietola e del girasole, trattamenti fogliari di molti fruttiferi e di piante ornamentali e trattamenti granulari al terreno. Il prodotto è altamente tossico per le api. Pertanto ne è stato definitivamente vietato l’uso dalla fine del 2018.

Il Clothianidin non è facilmente biodegradabile. Può permanere legato ai sedimenti e quindi può essere considerato persistente nei sistemi acquatici, ove comunque mostrerebbe scarso potenziale di accumulo negli organismi; ha una tossicità verso i pesci più bassa della Cipermetrina (LC50 96h > 100 mg/L).

La concentrazione rilevata nel campionamento del 1° giugno, risultata pari a 0.67 μg/l, può essere confrontata con la seguente tabella (fonte Regulation (EU) No 528/2012 concerning the making available on the market and use of biocidal products):



La presenza di tali sostanze non consente di escludere cause tossiche dovute a fenomeni temporanei e localizzati di contaminazione. Per questo motivo Arpa Lazio ha avviato un approfondimento in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, al fine di incrociare i dati analitici riscontrati nelle acque con quelli che sono in corso di determinazione sugli esemplari delle carcasse dei pesci campionate nel fiume.

L’Agenzia ha inoltre effettuato ulteriori campionamenti delle acque fluviali al fine di seguire l’evoluzione del fenomeno. I dati fin qui analizzati tuttavia non forniscono ancora indicazioni chiare sulle possibili cause della moria di pesci rilevata e valutazioni più complete si potranno effettuare solo alla conclusione delle analisi ancora in corso, che prevedono i seguenti parametri: 
  • BOD5
  • Metalli
  • IPA
  • Solventi
  • Pesticidi
Vi terremo aggiornati!

domenica 10 maggio 2020

Revocato l'epoxiconazolo, prorogata l'alfa-cipermetrina

Dal Ministero della Salute una notizia buona ed una cattiva.

A seguito della scadenza (30 aprile 2020) del periodo di approvazione comunitaria ai sensi del regolamento (UE) 844/2012, i prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva epoxiconazole (un fungicida ad ampio spettro introdotto dalla BASF nel 1993, impiegato ad esempio per il controllo della septoriosi e della ruggine ma riconosciuto come disgregatore endocrino e pertanto rappresentante un rischio per la salute umana e l'ambiente) sono stati revocati e la sostanza attiva epoxiconazole è stata iscritta nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari.

Le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva epoxiconazole (tutti della Basf Italia Spa: OPUS, OPERA, RETENGO PLUS, OPERA NEW, ADEXAR e OSIRIS) sono state pertanto revocate. La commercializzazione, da parte dei titolari delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari dei quantitativi regolarmente prodotti fino al momento della revoca della sostanza attiva epoxiconazole nonché la vendita, da parte dei rivendiori e/o distributori autorizzati dei prodotti fitosanitari revocati, è consentita fino al 30 ottobre 2020.

L’utilizzo dei prodotti fitosanitari a base della sostanza attiva epoxiconazole è consentito fino al 30 ottobre 2021. L’elenco dei prodotti fitosanitari revocati viene allegato al presente comunicato. I titolari delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari revocati, contenenti la sostanza attiva in questione, sono tenuti ad adottare ogni iniziativa volta ad informare i rivenditori e gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari medesimi dell’avvenuta revoca e del rispetto dei tempi fissati per lo smaltimento delle relative scorte.

E' stata invece rinnovata l'approvazione della sostanza attiva alpha-cypermethrin come sostanza candidata alla sostituzione (ai sensi del regolamento di esecuzione UE 2019/1690 della Commissione e del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all'immissione
sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l’allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione) fino al 31 ottobre 2026 alle condizioni riportate nell’allegato I e II del reg. (EU) 2019/1690.

L'alfa cipermetrina è un insetticida piretroide ad ampio spettro altamente attivo, efficace per contatto e ingestione: ampiamente usato nelle colture agricole, nella silvicoltura, nonché nella salute pubblica e degli animali (nomi commerciali comuni sono: FASTAC, CONCORD, FENDONA, RENEGADE), è considerato un grave inquinante dell'acqua. È moderatamente persistente nel suolo ed è noto che persiste anche nell'acqua. È altamente tossico per i mammiferi (soprattutto per i gatti) e riconosciuto come irritante. È relativamente atossico per gli uccelli ma è altamente tossico per la maggior parte degli organismi acquatici e delle api mellifere (nonchè di tutti gli altri prònubi). L'alfa-cipermetrina è inoltre moderatamente tossica per i lombrichi. 

Nell'uomo, in riferimento al quale è classificata come possibile sostanza cancerogena, può causare irritazione alla pelle e agli occhi. I sintomi dell'esposizione cutanea comprendono intorpidimento, formicolio, prurito, sensazione di bruciore, perdita del controllo della vescica, incoordinazione, convulsioni e possibile morte. Come tutti i piretroidi, può influenzare negativamente il sistema nervoso centrale e può causare reazioni allergiche cutanee nell'uomo. Un'esposizione eccessiva può causare nausea, mal di testa, debolezza muscolare, salivazione, respiro corto e convulsioni.


sabato 25 aprile 2020

Disinfettanti, l'ECHA dà il via libera alla produzione in deroga

Per aumentare la produzione e la fornitura di disinfettanti sul mercato europeo a seguito della forte richiesta per far fronte all'epidemia da COVID-19, l'ECHA (l’Agenzia europea delle sostanze chimiche, un'agenzia dell'Unione europea con sede a Helsinki) ha espresso il proprio via libera all'applicazione di deroghe ai normali requisiti di autorizzazione per i biocidi.

Le aziende che adesso desiderano accedere rapidamente al mercato con i loro disinfettanti che contengono una sostanza attiva già approvata  (come ipoclorito di sodio, perossido di idrogeno e acido peracetico [1] ) possono richiedere l'autorizzazione all'autorità nazionale competente facendo affidamento sull'articolo 55, paragrafo 1, del regolamento sui biocidi (BPR [2] ). Questa disposizione consente alle autorità nazionali di concedere deroghe limitate nel tempo ai requisiti standard di autorizzazione del prodotto in situazioni in cui vi sia una minaccia per la salute pubblica (previsti dall'articolo 19 del BPR e in particolare l'obbligo di equivalenza tecnica di cui all'articolo 19, paragrafo 1, lettera c) [3]: una decisione strettamente legata alla contingenza, ma che proprio per la sua innata rischiosità (ci sono anche prodotti candidati alla sostituzione, come l'ossido di etilene) e per le generali pressioni che giungono dall'industria (ad esempio, la DBI, la federazione delle industrie tedesche, ha già chiesto deroghe sulla normativa relativa ai PFOA [4] ) riteniamo come associazione di dover monitorare con attenzione, dal momento che diversi paesi dell'Unione hanno già concesso tali autorizzazioni alle aziende che hanno la capacità di produrre disinfettanti.

L'ECHA ha infatti raccomandato alcuni requisiti produttivi per due principi attivi approvati per l'utilizzo come disinfettanti, l'1-propanolo e il 2-propanolo [5] (base per la produzione del comune alcool di colore rosa presente nelle case di tanti italiani), riferite al grado delle impurità presenti e al loro impatto con particolare riguardo al benzene: tali raccomandazioni consentiranno alle autorità nazionali di verificare rapidamente la qualità delle domande in arrivo prima di decidere una deroga.

Inoltre, per facilitare il lavoro delle autorità e delle aziende alla ricerca di informazioni, l'ECHA sta mettendo a disposizione tre elenchi con informazioni su:
  • sostanze attive biocide approvate o in fase di revisione per il loro uso nei prodotti disinfettanti;
  • prodotti disinfettanti autorizzati ai sensi del regolamento sui biocidi (BPR);
  • prodotti disinfettanti autorizzati dai regimi nazionali in Spagna, Paesi Bassi e Svizzera.

La Commissione europea ha inoltre preparato un documento sulle misure che le autorità nazionali potrebbero utilizzare (o che hanno già utilizzato) per consentire la vendita di prodotti disinfettanti e contribuire a ridurre la diffusione del nuovo coronavirus [6].

Una nuova pagina web dedicata al COVID-19 raccoglie informazioni sulle azioni di supporto dell'Agenzia durante la pandemia e verrà aggiornata man mano che verranno siglati nuovi accordi [7].


[5] BDI - Federation of German Industries, Lettera all'ECHA (25 marzo 2020)
[7] ECHA, Covid-19 Updates