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martedì 21 aprile 2020

Via Francigena, i dati da cui ripartire dopo la pandemia

Una fotografia sull'andamento della Via Francigena nel 2019 attraverso l’analisi a campione di 2.000 credenziali AEVF (cui aderiscono i GRE Lazio): si tratta di stime, non esaustive, ma utili per stimolare riflessioni sulle potenzialità della Via Francigena che, insieme al sistema degli itinerari culturali e cammini, rappresenta un esempio ideale per il turismo post-pandemia.

E’ stata fatta l’analisi su un campione di 2.000 credenziali AEVF distribuite nel 2019 nel tratto Canterbury-Roma. Si tratta di un campione che ci fornisce alcune stime ed indicazioni: dati utili per capire in quale direzione sta andando il cammino, avere inoltre indicazioni sul profilo, motivazioni del viaggio e bisogni dei pellegrini. Ma anche per fare alcune considerazioni finali.

IN EVIDENZA
  • La Via Francigena diventa sempre più internazionale: le persone provengono da oltre 60 Paesi! In Europa, oltre l’Italia, i grandi frequentatori del cammino sono francesi, tedeschi e svizzeri;
  • Dall’America incrementano Sati Uniti e Canada. In Asia emergono Cina, Corea del Sud, Giappone;
  • A piedi l’80%, in bicicletta il 19,7%, a cavallo lo 0,3%;
  • La scelta dell’accoglienza si conferma al 50% presso ostelli, l’altro 50% presso strutture che offrono maggiori servizi;
  • I luoghi preferiti per la partenza: Passo del Gran San Bernardo, Lucca , Siena, Fidenza e Pavia
  • in Italia. Canterbury in Inghilterra, km zero del cammino. Losanna in Svizzera;
  • La Via Francigena abbraccia un pubblico tra 16 e 80 anni. Cresce la fascia 25-34 anni;
  • Il profilo del pellegrino: istruito, appassionato di cultura e natura, curioso, alla ricerca di esperienzialità, amante del buon cibo lungo il cammino;
  • Aumentano il numero di servizi ed imprese che sostengono la Via Francigena;
  • La Via Francigena favorisce lo sviluppo dell’economia dei territori;
  • La stima dei camminatori 2019 è di 50.000, suddivisi sul percorso europeo;
  • Sul sito www.viefrancigene.org oltre 4 milioni di pagine visitate e registrati 620.000 utenti.

CREDENZIALI. Sono aumentati i punti di distribuzione delle credenziali AEVF, grazie anche alla collaborazione di molti uffici del turismo e associazioni locali. Si è passati da 52 a 74 unità lungo tutto il tratto europeo. Tra i nuovi punti di distribuzione si segnalano, tra gli altri, Canterbury, in Inghilterra, Parigi, in Francia, Orsières, in Svizzera, Aosta, Milano, Viterbo in Italia. Per il tratto sud le new entry sono Monte Sant’Angelo e Barletta. I punti di distribuzione delle credenziali rappresentano un luogo molto significativo perché sono di fatto il primo punto di contatto dei pellegrini con il mondo della Francigena.

IL PROFILO DI CHI VIAGGIA. Il mezzo di trasporto? A piedi per l’80%, in bicicletta per il
19,7% e a cavallo per lo 0,3%.
L’età media dei partecipanti è così suddivisa: 8% tra 18-24; 21% tra 25-34, 18% tra 35-44, 19% tra 45-54, 22% tra 55-64, 10%> 65 . I giovani sotto i 17 anni il 2%. La percentuale di uomini e donne registrata è stata rispettivamente di 52% e 48%. 
I mesi di partenza preferiti sono stati, nell'ordine, agosto (19%) e settembre (16%), aprile (12%) e ottobre (12%). I mesi invernali, da dicembre a febbraio, hanno raccolto oltre il 10% di camminatori.
La nazionalità di riferimento rilevata dalla credenziali AEVF è stata in prevalenza italiana (70%) a conferma di tre fattori: una tendenza in crescita nella Penisola di un turismo fatto di esperienzialità, outdoor e di cammini; la poca conoscenza della Via Francigena al di fuori dell’Italia; in alcuni Paesi, come Germania e Paesi Bassi, i tour operator e associazioni distribuiscono una loro propria credenziale. 
Per quanto riguarda le nazionalità più presenti sulla Via Francigena, in Europa si segnalano, in ordine decrescente: Francia, Germania, Svizzera, Spagna, Inghilterra, Paesi Bassi, Danimarca, Belgio. Dall’America sono in prevalenza gli Stati Uniti e Canada i Paesi di riferimento per la parte nord, Brasile e Argentina per la parte sud. Dall’Asia, è rilevante l’incremento di pellegrini dalla Cina, Corea del Sud e Giappone. L’Australia si conferma un continente “amico” della Via Francigena con un flusso costante di pellegrini verso tutto il tratto europeo del cammino. In totale si contano oltre 60 Paesi rappresentati sul cammino, tra i quali Singapore,
Nuova Zelanda, Taiwan. Si evidenzia un enorme spazio di crescita che, con un’adeguata azione
promozionale, può arrivare a decuplicare i numeri attuali della Via Francigena.

LA PARTENZA, UNA META, TANTE METE. Interessanti i dati relativi ai diversi punti di partenza della Via Francigena in Italia. In ordine sono: il Passo del Colle del Gran San Bernardo 17%, Lucca 15%, Siena, Fidenza e Pavia 6%. Seguono poi Siena, Acquapendente, Viterbo. 
Sono comunque molteplici i luoghi scelti per la partenza in ognuno dei quattro Paesi e sono tutti ben collegati con i mezzi di trasporto che consentono di raggiungere facilmente una località. In Inghilterra, il punto simbolico è Canterbury, km zero del percorso. In Svizzera, si conferma Losanna come luogo più gettonato per iniziare il cammino.
Per quanto riguarda la meta finale del viaggio, la città di Roma e la Basilica di San Pietro in Vaticano sono stati il punto di arrivo per il 48% dei viandanti. 
Le altre mete intermedie sono in primis quelle toscane, come Monteriggioni, Siena, Lucca, Pontremoli, oppure Ivrea in Piemonte o Viterbo nel Lazio. 
In prospettiva dello sviluppo della Via Francigena nel sud, si potranno sedimentare altre mete come Monte Sant’Angelo, Bari, Brindisi, Santa Maria di Leuca in Puglia.

LE MOTIVAZIONI. Quali sono le motivazioni dei pellegrini? Si confermano quelle spirituali, legate alla ricerca e a un contesto immateriale che ben si coniuga con l’esperienza del cammino. La motivazione spirituale, per la maggior parte, viene abbinata a quella del turismo culturale. Tra le principali motivazioni espresse ci sono quelle della condivisione. A seguire quelle legate al turismo, natura e sport, religione.

OSTELLI: Sono stati analizzati a campione i dati sui pernottamenti raccolti in alcuni ostelli italiani per comprendere l’andamento in queste strutture sulla base del confronto con l’anno precedente: Ivrea e Vercelli 1204 (+5%), Senna Lodigiana 600 (+20%), Fidenza 880 (+6%), Cassio, Aulla e Gambassi Terme 5000 (+25%). Va sottolineato che ormai dappertutto esistono più tipi di strutture che ospitano pellegrini e viandanti. Un primo gruppo è composto da quelle religiose / ostelli / case accoglienza; il secondo gruppo da B&B / Hotel. Mediamente si considera che il 50% di pellegrini predilige il primo gruppo, l’altra metà il secondo.

DURATA CAMMINO E BUDGET. Qual è la durata media del viaggio? I giorni che vengono trascorsi sul cammino sono in media 7. Molte persone ritornano successivamente sul cammino ogni anno, riprendendo dal punto dove avevano interrotto. In questo caso viene riutilizzata la stessa credenziale degli anni precedenti. La stima dei pellegrini, viandanti e camminatori del 2019 lungo tutto l’asse Canterbury-Roma, è di 50.000. La spesa media di chi viaggia a piedi à stata di 50€/giorno, mentre di 60€/giorno per chi ha viaggiato in bicicletta. L’indotto economico che ne è possibile stimare intorno alla Via Francigena è di circa 20 milioni di euro .

LE RISPOSTE A CHI CAMMINA - UNO STAFF A DISPOSIZIONE DEL PELLEGRINO. Nel 2019 sono state distribuite 19.100 credenziali AEVF (nel 2018 sono state distribuite 16.900) grazie alla collaborazione con numerose associazioni locali. Al lavoro di coordinamento, monitoraggio e distribuzione credenziali, si aggiunge un’attività importante di back office dello staff AEVF per dare risposte ai pellegrini fornendo loro informazioni, materiali, indicazioni utili sul percorso nelle varie lingue. Lo scorso anno sono pervenute presso la segreteria 505 richieste alle quali si sommano ulteriori 460 richieste specifiche presso l’indirizzo email dedicato per il “percorso” in merito a risposte sul tracciato; infine, oltre 250 richieste sono arrivate dalla pagina Facebook dell’Associazione.

mercoledì 16 ottobre 2019

Via Francigena for future

Lo staff di AEVF

Il tema del rispetto e della protezione per l'ambiente, nonché dei cambiamenti climatici è al centro mediatico in tutto ilmondo. L’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), in occasione del 3° Global Strike For Future dello scorso 27 settembre, ha espresso la sua convinta adesione al movimento con lo slogan “Via Francigena for future”.

L’Associazione, incaricata dal Consiglio d’Europa per la valorizzazione dell’itinerario, è impegnata, attraverso la sua attività quotidiana, anche nella promozione e condivisione di pratiche attente alla sostenibilità ambientale lungo uno degli itinerari green più lunghi d’Europa con i suoi 3 mila km. Il cammino rappresenta infatti un’esperienza umana e un’occasione di crescita nel rispetto degli ideali e valori europei, ma anche dell’ecosistema e dell’ambiente che ci circonda.

La Via Francigena è un viaggio nell’Europa dei popoli, delle culture ma soprattutto nei territori. Percorrere in bicicletta o a piedi l’antica via che collega Canterbury a Roma e prosegue fino ai porti della Puglia, diventa, oggi  più che mai, una scelta anche etica e di turismo consapevole che mette al primo posto l’habitatin cui viviamo. Vivere il paesaggio nella sua dimensione più autentica, nella lentezza dei passi, permette anche di osservare meglio ciò che ci circonda, apprezzarne le bellezze e talvolta i limiti causati dalla noncuranza umana.

Ecco perché l’Associazione Europea delle Vie Francigene promuove la sostenibilità ambientale attraverso numerosi progetti volti a sensibilizzare cittadini e istituzioni. Con “I love Francigena” il format ideato da AEVF, anche quest’estate, decine di camminatori hanno percorso alcune tappe dell’itinerario e contribuito alla manutenzione del percorso con una particolare attenzione all’ambiente. Nelle giornate di cammino lungo il tratto dell’itinerario in Emilia Romagna, a settembre, sono stati raccolti anche i rifiuti abbandonati lungo le strade di campagna. Cittadini e amministratori, insieme, hanno contribuito a rendere l’ambiente più pulito portando a casa una giornata in cammino e di soddisfazione.

Anche l’accordo con Trenitalia e Trenord siglato da AEVF rientra nell’ottica di attenzione all’ambiente. La mobilità sostenibile è infatti un altro presupposto indispensabile per rendere possibile il mondo di domani. I pellegrini in possesso della credenziale AEVF che intendono effettuare parte del percorso del loro pellegrinaggio, utilizzando i treni del Trasporto Regionale, hanno diritto ad alcuni sconti sui biglietti. Un incentivo all’uso di mezzi di trasporto collettivi, meno inquinanti e sostenibili.

"Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare" diceva Hemingway. Scegliere di percorrere la Via Francigena è il primo passo per dare il proprio contributo all’ambiente e rendere il mondo un posto migliore.

giovedì 18 aprile 2019

I Cammini della Spiritualità: attraverso la via Francigena

I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, in collaborazione con la Veio Sport Academy e con il patrocinio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, sono lieti di presentare il programma delle escursioni per il 2019: 4 tappe attraverso i luoghi ed i paesaggi della Via Francigena.

Il turismo ecosostenibile e lo slow tourism sono notevolmente in crescita negli ultimi anni e la Via Francigena rappresenta un’icona turistica e spirituale; Roma una meta per i pellegrini in arrivo dall’Inghilterra, Francia o nord Italia e punto di partenza per i pellegrini in rotta verso la Terra Santa.

Le nostre escursioni, oltre ad essere portatrici di benessere psicofisico ed occasione per il monitoraggio e lo studio degli ecosistemi, contribuiscono a riscoprire quel sentimento comunitario e di condivisione con chi marcia al nostro fianco, sul nostro cammino, di valori e sensazioni che ci legano l'un l'altro indissolubilmente.




"Voltato l'angolo forse ancor si trova
Un ignoto portale o una strada nuova;
Spesso ho tirato oltre, ma chissà,
Finalmente il giorno giungerà,
E sarò condotto dalla fortuna,
A Est del Sole, a Ovest della Luna."
(J.R.R. Tolkien)

martedì 26 marzo 2019

Via Francigena nel Lazio, dai Gre la proposta di una cabina di regia


La Via Francigena è stato un itinerario utilizzato dal VII al XIII secolo: prima una via per i pellegrini diretti a Roma (e da qui, poi, verso i porti di imbarco per la Terra Santa), poi un veicolo per gli scambi economici e culturali. Il Lazio e Roma furono il punto di arrivo di questo percorso da nord, ed il punto di partenza verso il Mediterraneo orientale.
 
Sebbene ricostruire per intero il percorso esatto è praticamente impossibile, riteniamo che i soggetti amministrativamente deputati al governo dei "luoghi", ovvero dei territori attraversati da quella che fu la Via Francigena, debbano adoperarsi per riscoprire questa esperienza storica valorizzandola attraverso il turismo sostenibile.
 
Nel Lazio purtroppo questo processo sta avvenendo in maniera scoordinata e non continuativa, senza porre al centro i reali obiettivi individuati dal Consiglio d’Europa, che ha individuato l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) quale soggetto abilitato ufficialmente al dialogo con istituzioni europee, regioni, collettività locali per promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario, turistico.
 
Luca De Felice interviene al forum regionale Via Francigena
Per questo riteniamo che i soci laziali dell'AEVF  debbano promuovere la costituzione di una cabina di regia che coinvolga in primis i soggetti associativi riconosciuti come "Amici dell'AEVF" (tra cui i Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, che svolgono attività in sostegno del progetto complessivo di valorizzazione delle Vie Francigene e che hanno sottoscritto con l'associazione un protocollo di intesa) e che magari coinvolga in questo processo i vari stakeholder.
 
Intanto sta proseguendo la progettazione delle eco-escursioni 2019, che - dopo l'edizione 2018 intitolata "I percorsi dell'identità" - quest'anno non poteva non essere: "I cammini spirituali: attraverso la via Francigena".

Restate collegati :)

mercoledì 20 marzo 2019

Via Francigena, se ne parla a Formello

L'Assessorato alla Cultura e Tradizioni del Comune di Formello (Rm) e Formae Srl Impresa Sociale hanno organizzato per il giorno Lunedì 25 Marzo 2019 alle ore 16:00 presso Palazzo Chigi di Formello l'incontro "Forum della Via Francigena nel Lazio", che vuole essere anche un momento di racconto e programmazione.

L'incontro sarà caratterizzato dalla formula dello Speach Day e gli intervenuto potranno prenotare il proprio spazio di racconto: nei 5 minuti a disposizione si può raccontare un aneddoto, un'eccellenza, un menù, fare una proposta o una critica, raccontare una poesia o una piccola messa in scena che evidenzino la propria esperienza con la Via Francigena.

I Gruppi Ricerca Ecologica Lazio, Amici della via Francigena, saranno presenti.

lunedì 5 novembre 2018

13 novembre, seconde Olimpiadi della Differenziata


martedì 25 settembre 2018

L'oro verde di Roma

Le prospettive dell’olivicoltura laziale attraverso le buone pratiche sull’agricoltura sostenibile, la lotta allo spreco alimentare e l’economia circolare, a seguito della crisi produttiva dell’annata 2018 (causata dalle gelate) e soprattutto del via libera al marchio distintivo “OLIO DI ROMA IGP” da parte della Commissione europea e che favorirà il processo di aggregazione degli olivicoltori laziali e la concentrazione del prodotto: questi i temi dell'appuntamento che si svolgerà, grazie al contributo di Arsial e Regione Lazio, il 7 ottobre prossimo presso la sala Orsini del Palazzo Chigi di Formello. 
La Igp Olio di Roma valorizzerà con il marchio di distintività un prodotto che lo renderà identificabile nel mondo, permettendo di garantire maggiori margini di reddito agli olivicoltori che oggi, spesso, coprono appena le spese e sovente abbandonano la produzione, e di conseguenza il territorio. 
Tuttavia affinchè l'agricoltura d'eccellenza sia realmente di qualutà è necessario che sia realmente compatibile da un punto di vista ambientale e che crei un meccanismo di crescita sostenibile: gli esperti coinvolti illustreranno pertanto un percorso virtuoso in tal senso. 
 A margine del convegno verrà organizzata una degustazione guidata di oli e.v.o. di piccoli produttori locali, con l’intento di stimolare una maggiore consapevolezza verso l’olio laziale di qualità, favorirne il riconoscimento nonché la tipicità. 
Tale degustazione vedrà altresì l’abbinamento dei vari oli e.v.o. ad altri prodotti enogastronomici locali.

AGGIORNAMENTO
Vai alla gallery dell'evento 
Vedi il video del convegno


martedì 11 settembre 2018

23 settembre, giornata del cane


venerdì 2 febbraio 2018

I GRE ancora con la Croce Rossa per la raccolta sangue

Continua la collaborazione tra le associazioni GRUPPI RICERCA ECOLOGICA del LAZIO, TERRITORIO e CIVILTA' AGRARIA che - congiuntamente alla locale ProLoco e grazie al patrocinio dell’Amministrazione comunale di Sacrofano - promuovono una nuova giornata di raccolta sangue.
 
Dopo il successo dello scorso 22 ottobre,  quando fu organizzata una raccolta straordinaria per far fronte alla carenza cronica delle quantità di sangue necessarie a livello regionale in conseguenza della sospensione delle donazioni nel Comune di Anzio e nel territorio di riferimento della Asl Rm2 per fronteggiare l'epidemia di “Chikungunya”, l'appuntamento è sempre a Sacrofano: il prossimo sabato 10 febbraio, a partire dalle 8 alle 11:30 l'autoemoteca del Comitato di Formello della Croce Rossa Italiana stazionerà in Largo B. Placidi (di fronte al Comune di Sacrofano).

I donatori volontari potranno così presentarsi a digiuno (è possibile assumere thè, caffè, succhi di frutta, qualche fetta biscottata, ma assolutamente NO latte e suoi derivati) per donare e contribuire a salvare una vita: in cambio, oltre a ricevere i risultati delle analisi direttamente a domicilio, grazie al contributo del Park Hotel Serenissima gli verrà offerta la colazione.

mercoledì 10 gennaio 2018

I percorsi dell'identità: un viaggio alla riscoperta del territorio e delle nostre radici con i GRE Lazio

I Gruppi Ricerca Ecologica del Lazio sono lieti di presentare il programma delle escursioni organizzate per il 2018: dopo il grande successo delle uscite del 2017, ecco sei tappe per riscoprire la storia e i paesaggi che ci circondano.

Si parte il 15 aprile sul Monte Soratte (in provincia di Roma), dove percorreremo l'anello della montagna "sacra" ai romani. 

Il 20 maggio percorreremo gli antichi sentieri dei popoli Falisci nel Parco del Treja (in provincia di Viterbo). 

Il 17 giugno domineremo dall'alto del Picco di Circe (in provincia di Latina) le isole ponziane, l'intera costa laziale meridionale ed il litorale domitio

Il 16 settembre andremo lungo la via dei monasteri fino al lago di San Benedetto, nella Valle dell'Aniene (in provincia di Roma). 

Il 28 ottobre scaleremo il Monte Giano fino a sovrastare le gole del fiume Velino (in provincia di Rieti). 

Il 10 novembre riscopriremo il sentiero Coleman ed il sentiero del lupo sui Monti Lucretili, da Tivoli in direzione di San Polo dei Cavalieri (in provincia di Roma).

Uscita per uscita forniremo tutte le informazioni utili sui percorsi e per la partecipazione. Quasi tutti gli appuntamenti, ad ogni modo, sono di livello turistico e programmati per essere accessibili anche alle famiglie con bambini.

Il trekking è in notevole crescita negli ultimi anni: soddisfare la necessità di fuggire dagli schemi quotidiani della città, ritrovare quel senso di appartenenza alla nostra storia e ai nostri paesaggi, ripercorrere i passi dei nostri padri fino ai giorni nostri, in un territorio che racchiude le radici del nostro presente e della nostra identità.

Le nostre escursioni, oltre ad essere portatrici di benessere psicofisico ed occasione per il monitoraggio e lo studio degli ecosistemi, contribuiscono a riscoprire quel sentimento comunitario e di condivisione con chi marcia al nostro fianco, sul nostro cammino, di valori e sensazioni che ci legano l'un l'altro indissolubilmente.

In poche parole un ritorno a casa,  perché come diceva Tolkien: "Le radici profonde non gelano".

mercoledì 22 novembre 2017

La Festa dell'Albero a Formello (Rm)


sabato 18 novembre 2017

Festa dell'Albero, doppio appuntamento con i GRE

Quest'anno la celebriamo a Formello, in collaborazione con Fare Verde e con il patrocinio del Parco di Veio,  dell'Ordine dei Dottori agronomi e forestali della provincia di Roma e del Comune di Formello.

Ed il 24 si replica a Magliano Romano, in collaborazione con l'Associazione di Promozione Sociale Territorio.

Ma cos'è la Festa dell'Albero?

Ecco come la descriveva il disciolto Corpo Forestale dello Stato:

La "Festa dell' albero" è una delle più antiche cerimonie nate in ambito forestale e rappresenta la celebrazione che meglio dimostra come il culto ed il rispetto dell'albero affermino il progresso civile, sociale, ecologico ed economico di un popolo. 

Fin dai tempi più antichi all'Albero ed ai boschi veniva attribuita una grande importanza, e già nella primissima epoca romana gli alberi erano classificati in olimpici, monumentali, divinizzanti, eroici, ferali, felici, infausti; i boschi erano suddivisi in sacri, divinizzanti e profani. 

Si può dire che i Romani, con le loro usanze ed i loro culti precorsero l'odierna festa degli alberi; questi erano tutelati e conservati anche per motivi legati alla religione ed era consuetudine consacrare i boschi al culto delle divinità dell'epoca. Con l'esempio di pubbliche piantagioni si volle poi insinuare nel popolo l'importanza della coltivazione degli alberi, imitando peraltro in quest'aspetto le usanze ancora più antiche dei greci e dei popoli orientali presso i quali erano già diffuse la pratica dell'albericoltura e dell'impianto di boschi. 

Numerosi sono i documenti del passato che testimoniano quanto diffuso fosse l'impianto di nuove piantine in occasione di feste, ricorrenze ed avvenimenti. La più grande festa silvana in epoca romana era la "Festa Lucaria" che cadeva il 19 luglio, nel corso della quale, oltre ai riti propiziatori si festeggiavano le particelle di bosco impiantate nei mesi precedenti.

Numerosi erano inoltre i numi e i geni tutelari dei boschi e delle selve come Silvano che veniva rappresentato in procinto di collocare a dimora una piantina di cipresso.

In epoca moderna la necessità di educare la popolazione al rispetto ed all'amore degli alberi anche attraverso una celebrazione si concretizzò per la prima volta in alcuni stati del Nord America intorno alla seconda metà dell'Ottocento quando, in conseguenza di spaventose inondazioni, larga parte del territorio fu colpita da disastrosi disboscamenti. Per questo motivo, nel 1872, il Governatore dello Stato del Nebraska, Sterling Morton, pensò di dedicare un giorno all'anno alla piantagione di alberi per creare una coscienza ecologica nella popolazione e per accrescere, così, anche il patrimonio forestale del proprio paese. 

Quel giorno fu chiamato Arbor day e la sua risonanza giunse anche in Europa dove trovò molti estimatori che diffusero l'iniziativa.

In Italia la prima "Festa dell'albero" fu celebrata nel 1898 per iniziativa dallo statista Guido Baccelli, quando ricopriva la carica di Ministro della Pubblica Istruzione. Nella legge forestale del 1923, essa fu istituzionalizzata nell'art. 104 che recita: "E' istituita la Festa degli alberi. Essa sarà celebrata ogni anno nelle forme che saranno stabilite di accordo fra i Ministri dell'Economia Nazionale e dell'Istruzione Pubblica" con lo scopo di infondere nei giovani il rispetto e l'amore per la natura e per la difesa degli alberi.

Nel 1951 una circolare del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste stabiliva che la "Festa degli alberi" si dovesse svolgere il 21 Novembre di ogni anno, con possibilità di differire tale data al 21 marzo nei comuni di alta montagna.

La celebrazione si è svolta con regolarità e con rilevanza nazionale fino al 1979; successivamente è stata delegata alle Regioni che hanno provveduto e provvedono localmente ad organizzare gli eventi celebrativi. 

La "Festa degli Alberi", oggi, mantiene inalterato il valore delle sue finalità istitutive che sono ancor più attuali di un secolo fa e rappresenta un importante strumento per creare una sana coscienza ecologica nelle generazioni future che si troveranno ad affrontare problemi ed emergenze ambientali sempre nuovi e su scala globale. 

giovedì 26 ottobre 2017

5 novembre, ecopasseggiata GRE nelle Valli del Sorbo

La Valle del Cremera nella Zona del Sorbo, tra il comune di Formello e quello di Campagnano Romano, è una delle località più suggestive dell’area protetta del Parco di Veio. 

A pochi chilometri dal territorio urbano di Roma, in quello che un tempo era il cratere del Sorbo, si sviluppa una vallata che ospita ampi pascoli, circondata da boschi misti di querce ed incisa dal fiume Cremera, un affluente di destra del Tevere, nel quale confluisce all’altezza del quartiere di Prima Porta,.

Le Valli del Sorbo sono riconosciute come Sito di Importanza Comunitaria – (IT6030011 – Valle Del Cremera – Zona del Sorbo) per la presenza dei caratteristici valloni tufacei della campagna romana, solcati da torrenti discretamente conservati e che ospitano una fauna interessante.

Lungo i versanti collinari ed in corrispondenza delle forre, l’area è caratterizzata da una vegetazione tipica degli ambienti freschi ed umidi. Il bosco misto è dominato dal cerro (Quercus cerris), cui si associano altre specie quali la Roverella (Quercus pubescens), l’Acero campestre (Acer campestre), l’Acero minore (A. monspessulanum), il Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e l’Orniello (Fraxiunus ornus). In corrispondenza dei terreni pianeggianti, dove è diffuso il pascolo bovino ed equino, il prato è dominato da piante annuali, che alternano la loro presenza in funzione delle condizioni climatiche.

Le Valli del Sorbo
Fra le specie faunistiche interessanti va ricordato il serpente cervone (Elaphe quatuorlineata), specie che si incontra luoghi ombreggiati lungo i bordi dei boschi, nelle brughiere e nei pendii rocciosi, e che ama gli ambienti caldi e piuttosto umidi e la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata). Nelle acque del Cremera abita il ghiozzo etrusco (Padogobius nigricans), un piccolo pesce un tempo comune e abbondante nei corsi d’acqua dell’Italia Centrale e ora in progressiva diminuzione a causa dell’inquinamento e del degrado ambientale al pari del vairone occidentale (Leuciscus souffia) anch’esso presente nel SIC. Tra gli uccelli si possono avvistare l’averla piccola (Lanius collirio) e il nibbio bruno (Milvus migrans). Una delle specie segnalate nel SIC è la Melanargia arge, una farfalla tipica dell’Italia Meridionale, particolarmente minacciata ed in via di diminuzione per cause naturali e ad opera dell’uomo e purtroppo non più rinvenuta nel Parco negli ultimi anni.

La Mola a Formello
L'escursione organizzata dai Gruppi Ricerca Ecologica è lunga circa 7km ed inizia lungo il corso del Crèmera fino alle cascate della Mola di Formello, un mulino da grano ad acqua, edificato approfittando della cascata del fiume stesso, quando gli Orsini acquistarono il feudo di Formello (fine XIII sec.), al fine dare un nuovo impulso alle notevoli risorse agricole e naturali del territorio di Formello e Cesano.

La Mola è rimasta in funzione fino al 1950 circa; attualmente è ridotta a rudere, dopo aver macinato grano per sei secoli; adiacente alla mola è presente un antico ponte in blocchetti di tufo ad un'unica arcata, probabilmente realizzato nello stesso periodo del mulino ad acqua, che scavalca il fiume Crèmera sottostante con una luce di 8 metri ad un'altezza di 18 metri, permettendo così il raggiungimento della mola e la possibilità di percorrere un'antica via che consentiva il collegamento alla Cassia.

Oltrepassato il Cremera, il nostro percorso proseguirà inizialmente a ritroso lungo il Cremera, per poi dirigersi in salita verso un rupe sulla cui sommità si trova il Santuario della Madonna del Sorbo, un suggestivo monumento che fu prima fortilizio medievale (le prime notizie risalgono al 996 quando viene menzionato come " castellum ", forse sorto a seguito delle invasioni saracene del X sec.) e poi nel 1427, grazie al cardinale Giordano Orsini, appartenente alla famiglia nobile divenuta signora di queste terre, monastero dei Frati Carmelitani che lo trasformarono in un Santuario di Pellegrinaggio dedicato alla Madonna. Al 1682 risalgono due altari su progetto di Carlo Fontana. Di pregio è la tavola della Madonna con il bambino (XI-XIII sec.), oggi conservata nel Museo Parrocchiale di Campagnano.
Il Santuario della Madonna del Sorbo

Il culto mariano, fu probabilmente rinvigorito attraverso la leggenda che narra di un guardiano privo di una mano che usava pascolare i maiali nella Valle del Sorbo. Un giorno, cercando una delle scrofe che si era allontanata, la ritrovò in atto di preghiera presso un albero di sorbo, dove era nascosta un’icona raffigurante la Madonna con il Bambino. La Vergine gli apparve, chidendogli di avvisare i formellesi della sua apparizione. Di fronte all'incredulità delle popolazioni locali, la Madonna compì un miravolo, facendo ricrescere la mano al giovane, e gli disse: "vai e convinci i tuoi paesani a costruire un santuario su questo colle. Chi verrà qui in processione avrà la mia grazia. Se non ti credono mostra loro la tua mano". Ed i formellesi costruirono un Santuario che custodisse l’albero del sorbo e l’icona che aveva parlato al giovane porcaio e che diventasse un luogo di pellegrinaggio.

Per questa eco-passeggiata di difficoltà "turistica" consigliamo un minimo di dotazione da portare con sè:
  • occhiali da sole
  • cappello
  • pile o felpa
  • poncho o giacca anti-pioggia e vento
  • crema solare
  • maglietta di rcambio
  • 1,5 litri di acqua
  • scarpe adatte all'escursionismo o da trial running

martedì 10 ottobre 2017

13/10 - A Formello, Le Olimpiadi della Differenziata